Regeni: padre, zone grigie da Egitto e Italia

'Chiediamo da tempo ritiro ambasciatore dal Cairo'

04 febbraio, 16:11

(ANSAmed) - ROMA, 4 FEB - "Ci sono zone grigie sia dal governo egiziano, che è recalcitrante e non collabora come dovrebbe, ed anche da parte italiana, che non ha ancora ritirato il nostro ambasciatore al Cairo. Da tempo chiediamo il ritiro dell'ambasciatore". Lo ha detto Claudio Regeni, padre di Giulio Regeni, ascoltato con la moglie Paola Deffendi dalla commissione parlamentare d'inchiesta sull'uccisione del giovane ricercatore friulano.

"L'ambasciatore italiano al Cairo Cantini da molto tempo non ci risponde, evidentemente persegue altri obiettivi rispetto a verità e giustizia, mentre porta avanti con successo iniziative su affari e scambi commerciali tra i due Paesi", hanno denunciato i genitori di Giulio Regeni, secondo cui nei giorni della scomparsa del figlio, tra il 25 gennaio e il 4 febbraio di 4 anni fa, "era presente al Cairo il direttore dell'Aise (il servizio segreto per l'estero, ndr), Alberto Manenti".

Davanti alla commissione parlamentare d'inchiesta la madre di Regeni ha rivelato come "abbiamo scoperto che Giulio era stato torturato leggendo i giornali. Non ci era stato riferito dall'ambasciata per una sorta di tutela nei nostri confronti ed è stata una super-botta per noi".

Il legale della famiglia, Alessandra Ballerini, ha invece denunciato il fatto che "siamo costantemente spiati dagli egiziani ed ho presentato un esposto alla procura di Genova".

"Tempo fa - ha raccontato - ho comunicato al telefono con i nostri consulenti e loro sono stati subito chiamati a riferire dal commissariato di Doki. Ancora adesso ai convegni in Italia c'è qualche egiziano che fotografa i presenti".(ANSAmed).

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