Arrestato in Egitto: Ue, studiamo caso con delegazione

Lo ha chiesto l'Italia. Di Maio segue da vicino la situazione

10 febbraio, 13:45

(ANSAmed) - BRUXELLES, 10 FEB - "Siamo al corrente del caso" dello studente Patrick George Zaki "e lo stiamo valutando con la nostra delegazione Ue al Cairo, e se necessario intraprenderemo le adeguate azioni. Appena avremo raccolto più informazioni saremo in grado di dire qualcosa di più concreto". Così il portavoce del Servizio europeo per l'azione esterna (Seae), Peter Stano, che rispondendo ai giornalisti ha spiegato che è stata l'Italia a richiamare l'attenzione sul caso.

Il ministro Di Maio infatti, per il tramite dell'Ambasciata d'Italia al Cairo, segue da vicino e fin dal primo momento il caso di Patrick George Zaki, il giovane ricercatore egiziano che studia all'Università di Bologna ed è stato arrestato in Egitto su mandato della procura generale e posto in custodia cautelare per 15 giorni. L'Italia, si apprende da fonti della Farnesina, ha chiesto l'inserimento del caso all'interno del meccanismo di 'monitoraggio processuale' coordinato dalla delegazione Ue in loco che consente ai funzionari delle ambasciate Ue di monitorare l'evoluzione del processo e presenziare alle udienze.

Roma continuerà a seguire il caso sia tramite il coordinamento con i partner che attraverso altri canali rilevanti.

L'Ue dal canto suo "sta cercando di stabilire tutti i fatti, e se sarà necessaria un'iniziativa l'Unione sosterrà in pieno le autorità italiane", ha detto Stano. "Decideremo sulla base della valutazione dei fatti che cosa è successo", ha spiegato il portavoce. "In generale - ha aggiunto - posso dire che l'Ue segue le questioni che riguardano i diritti umani molto da vicino, e continuiamo a sollevarle con i nostri partner egiziani, e appena avremo abbastanza informazioni solleveremo anche questa".(ANSAmed).

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