>>>ANSA/ Caos udienza Zaky,anticipo e poi rinvio per coronavirus

Amnesty International, 'preoccupati, urgente liberare detenuti'

16 marzo, 19:28

(di Stefania Passarella) (ANSA) - BOLOGNA, 16 MAR - Nulla di fatto oggi al Cairo per la nuova udienza che avrebbe dovuto decidere sul destino in carcere di Patrick George Zaky, lo studente egiziano di 28 anni iscritto a un master all'Università di Bologna, arrestato un mese e mezzo fa - e sottoposto a un interrogatorio fiume con torture, secondo i suoi legali - non appena ha messo piede in Egitto. Nel suo Paese avrebbe dovuto trascorrere solo una vacanza in compagnia dei suoi cari in una breve pausa accademica. Fissata inizialmente per il 21 marzo, la nuova udienza sul suo caso era stata precipitosamente anticipata ad oggi ma la pandemia del coronavirus tocca anche l'Egitto e ufficialmente, fanno sapere gli attivisti, nessuna udienza si è potuta svolgere perché i detenuti non possono essere trasferiti.

La situazione è stata "caotica" fin dalle prime ore del mattino, fanno sapere alcuni amici egiziani di Patrick. Da Tora, il maxi complesso penitenziario alla periferia del Cairo, grande quanto un intero quartiere di Milano e con la temuta sezione di massima sicurezza 'Scorpione', nessun detenuto è stato fatto uscire per via del 'lock-down' imposto dall'Egitto davanti alla pandemia della Covid-19. Nessuno, tantomeno Zaky, che infatti stamattina davanti ai giudici della severa Procura per la sicurezza dello Stato egiziana al Cairo non è mai comparso.

Per il ragazzo, così come per altre decine di migliaia di detenuti egiziani, le preoccupazioni legate all'emergenza sanitaria sono fortissime. A Patrick, denunciano gli amici, è stata perfino negata ieri la consegna di prodotti per l'igiene personale e di cibo da parte della famiglia. L'ultima volta che i parenti l'hanno visto è stata martedì scorso, una settimana fa, poi più nulla perché causa coronavirus tutte le visite ai detenuti in Egitto sono state sospese. Oggi lo stallo. Prima l'improvvisa anticipazione dell' udienza, che avrebbe dovuto tenersi il 21 marzo per decidere sulla sua eventuale scarcerazione o su altri 15 giorni di custodia cautelare motivati dall'esigenza per la magistratura di nuove indagini. Poi in serata il rinvio, a data ancora sconosciuta, come per tutte le altre udienze fissate per oggi.

Una situazione che preoccupa gli attivisti e anche Amnesty International. "Ora è ancora più urgente scarcerare Patrick e tutti i prigionieri di coscienza egiziani - scrive Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia, su Twitter - oltre che garantire il diritto alla salute dei detenuti".

Patrick George Zaky rischia fino a 25 anni di carcere per dieci post di un account Facebook, che la sua difesa considera 'falso', ma che ha consentito alla magistratura egiziana di formulare pesanti accuse di "incitamento alla protesta" e "istigazione a crimini terroristici". Dopo essere stato in due carceri nella sua città natale, a Mansoura, sul delta del Nilo, prima dell'udienza del 7 marzo era stato trasferito nel complesso di Tora.(ANSA).

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