Serbia: presidenziali, Tadic favorito a ballottaggio

Ue e investimenti sue priorita'. Sfida con conservatore Nikolic

18 maggio, 18:43

(ANSAmed) - BELGRADO, 18 MAG - Il ballottaggio di domenica prossima per le presidenziali in Serbia vede favorito il presidente uscente, il riformista e europeista convinto Boris Tadic, che dovrebbe cosi' affermarsi per la terza volta sull'avversario conservatore Tomislav Nikolic, da lui gia' battuto nel 2004 e nel 2008.

Giunti praticamente appaiati nel primo turno del 6 maggio scorso - con Tadic al 25,31% e Nikolic al 25,05% - il presidente uscente ha visto crescere notevolmente le sue chance di successo con l'appoggio ottenuto dalla gran parte degli altri candidati (erano in tutto 12), in particolare dal ministro dell'interno Ivica Dacic, leader del Partito socialista (Sps), terza forza politica del paese che ha raddoppiato i voti nelle legislative, passando da meno dell'8% a oltre il 14%. Lo stesso Dacic e' giunto terzo al primo turno delle presidenziali, con un confortante 14,2%. A favore di Tadic si sono schierati il Partito liberaldemocratico (Ldp) di Cedomir Jovanovic, il Partito delle Regioni (Urs) di Mladjan Dinkic e del candidato presidenziale Zoran Stankovic, il Partito della minoranza ungherese di Voivodina, il Partito dei bosniaci del Sangiaccato, il Partito socialdemocratico, altre formazioni di minoranze.

Nikolic da parte sua si e' assicurato per certo l'appoggio del solo Partito democratico della Serbia (Dss) dell'ex premier conservatore Vojislav Kostunica, apertamente schierato su posizioni contrarie all'adesione della Serbia alla Ue. Cosa questa che ha messo in difficolta' Nikolic, presentatosi in campagna elettorale come un fautore, seppur moderato e prudente, dell'integrazione europea della Serbia. Ne ha approfittato Tadic, che nel duello televisivo di mercoledi scorso ha duramente attaccato il leader conservatore, da lui definito un politico poco attendibile e dalle idee poco chiare, non in grado di assumere la guida del paese.

Integrazione nell'Unione europea e ulteriori investimenti esteri sono le prime priorita' della piattaforma programmatica di Boris Tadic, il cui obiettivo ultimo e' il miglioramento dell'economia del Paese e quindi del livello di vita della popolazione. La sua parola d'ordine e' continuita' nelle riforme gia' avviate, per non restare attardati nel cammino verso l'Europa.

''Il 20 maggio sara' un referendum su dove andra' la Serbia, se continuera' nel suo cammino verso l'Unione europea o se si perdera' per strada. Sara' un referendum sul nostro futuro'', ha detto ieri Tadic davanti a 20 mila sostenitori nel comizio conclusivo della campagna elettorale. Ma Nikolic lo accusa di parole vuote e di false promesse. La situazione del paese, dice, e' drammatica, e la colpa e' del governo di Tadic e del premier Cvetkovic, piu' che della crisi globale. ''Domenica abbiamo l'ultima occasione per il cambiamento. Non punitevi da soli restando a casa, ma andate a votare e punite Tadic per tutto quello che ha promesso e che non ha mantenuto'', ha detto Nikolic nel suo ultimo messaggio prima del voto decisivo. Il leader conservatore ha tentato senza successo di creare scompiglio dopo il primo turno, accusando di brogli Tadic e il suo Partito democratico (Ds). Accuse respinte sia dalla commissione elettorale che dalla procura. Gli stessi osservatori di Osce e Consiglio d'Europa avevano dichiarato il voto generale del 6 maggio (legislative, primo turno presidenziali e municipali) corrette e democratiche. Boris Tadic, che fa leva su una notevole popolarita' e su un innegabile carisma per essere riuscito a togliere la Serbia da un lungo isolamento internazionale, ha ottenuto inoltre l'appoggio di varie importanti personalita', a cominciare dal neoeletto presidente francese Francois Hollande, che ieri ha inviato un suo rappresentante al raduno conclusivo della campagna elettorale, e dal presidente del parlamento europeo Martin Schulz. Domenica il 'George Clooney serbo', come lo ha definito scherzosamente Silvio Berlusconi, ha grosse possibilita' di essere eletto presidente per la terza volta.

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