Ue, crisi umanitaria al culmine in Grecia. Urgenti i ricollocamenti

Parlamento di Madrid boccia ''vergognoso' accordo Turchia-Ue

11 marzo, 20:32

Migranti e profughi a Idomeni Migranti e profughi a Idomeni

(ANSAmed) - BRUXELLES - "La crisi umanitaria raggiunge il suo culmine in Grecia. Gli Stati membri accettino con urgenza i ricollocamenti. E' il momento di agire". , Il commissario europeo Dimitris Avramopoulos  lancia un tweet per richiamare i governi affinché tengano fede ai loro impegni e portino sollievo alla penisola ellenica, dove dalle coste turche continuano ad arrivare duemila migranti al giorno, e la situazione nella tendopoli di Idomeni, alla frontiera con la Macedonia è al collasso: nonostante la rotta balcanica sia chiusa, in 13mila continuano a sperare, mentre affondano nella disperazione e nel fango.

Ma in Europa la solidarietà scarseggia. Sono 500 le richieste di ricollocamento dalla Grecia che ancora non hanno ricevuto una risposta. Lo rivelano gli ultimi dati che le autorità di Atene hanno comunicato a quelle di Bruxelles. Da settembre ne sono stati fatti solo 885. Avramopoulos vorrebbe un ritmo di almeno 6mila al mese. Ma "da vari Stati membri", come Ungheria e Slovacchia, "le offerte sono pari allo zero".

Presidente della Camera Laura Boldrini,togliere fondi Ue a chi rifiuta quote
 "Alcuni Stati membri voltano le spalle e non vogliono accettare il principio della suddivisione degli oneri sul diritto di asilo" ai migranti, dice. "Io ritengo che l'Unione europea abbia la responsabilità di riconsiderare certe posizioni e di essere più esigente con gli Stati membri, mettendo in atto un sistema di condizionalità rispetto all'erogazione dei fondi strutturali: vale a dire, chi non rispetta gli impegni presi non potrà avere accesso ai fondi così come avrebbe titolo se rispettasse le regole europee".

Ankara, ell'Egeo scesi da 6.800 a 2.000 al giorno, continuano rientri da Grecia a Turchia e cinque isole saranno evacuate -

Il numero dei migranti che in media tentano ogni giorno di attraversare illegalmente l'Egeo dalla Turchia verso le coste greche è sceso nel mese di febbraio a circa 2.000 dai 6.800 di ottobre. Lo sostengono fonti del governo di Ankara, che ieri avevano reso noto di aver fermato dall'inizio dell'anno su quella rotta circa 50mila migranti, di cui 15mila in mare e 35mila in operazioni di terra. Intanto la Grecia ha rimpatriato oggi in Turchia 90 migranti provenienti da Marocco, Algeria, Pakistan e la stessa Turchia, che erano entrati illegalmente nel suo territorio. I migranti sono stati espulsi in base a un accordo di riammissione tra i due Paesi, riaffermato questa settimana durante la visita del premier greco Alexis Tsipras a Smirne. Altri 308 migranti erano già stati rimandati in Turchia la scorsa settimana. I migranti e rifugiati che al momento si trovano su cinque isole greche saranno evacuati e, in base al patto con l'Ue, la Turchia accetterà di riprendersi quelli che sbarcheranno sulle stesse isole dall'entrata in vigore dell'accordo. Pur non indicate esplicitamente, le isole dovrebbero essere quelle ora più interessate dai flussi, cioè Lesbo, Kos, Chíos, Leros e Samo. 

20 poliziotti italiani a confini Albania per rafforzare frontiere contro eventuali flussi verso Adriatico

intano sale la preoccupazione in Italia per la possibilità che, chiusa la rotta balcanica, si riapra quella Adriatica. Una ventina di poliziotti di frontiera italiani saranno in Albania, dal 15 marzo, per rafforzare le frontiere del Paese. L'invio avviene su richiesta delle autorità di Tirana, nel quadro di un rafforzamento della cooperazione tra Italia e Albania per affrontare la questione della prevenzione del fenomeno migratorio e della sua gestione, in caso di arrivo di flussi, dopo la chiusura della rotta dei Balcani. Sarà Tirana a decidere su quali confini dispiegare i poliziotti italiani, si apprende da fonti a Bruxelles. Ieri sia il ministro dell'Interno Angelino Alfano sia il ministro della Difesa Roberta Pinotti avevano sottolineato l'importanza di una partnership con l'Albania per gestire un'eventuale flusso di migranti verso le coste italiane, attraverso l'Adriatico, in seguito alla chiusura della cosiddetta 'rotta balcanica'. 

IL parlamento Madrig boccia l'accordo Ue-Turchia. Contrari tutti tranne Popular. Socialisti e Podemos, accordo vergognoso

Tutti i gruppi politici meno quello del Partido Popular si sono pronunciati nel Congresso dei deputati di Madrid contro il patto sui profughi siglato la settimana scorsa fra l'Ue e la Turchia del presidente islamico Recep Tayyip Erdogan. I deputati spagnoli hanno bocciato l'accordo con Ankara con 227 voti contrari e 123 a favore. Il segretario socialista Pedro Sanchez ha definito il patto con Erdogan un "accordo della vergogna", "immorale" e "illegale", e ha chiesto che sia modificato prima della ratifica del Consiglio Europeo a Bruxelles la settimana prossima. Il leader di Podemos Pablo Iglesias ha detto di "provare vergogna per l'Ue, che sistematicamente non rispetta i diritti umani".

 

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