Migranti: appello 400 ong, 'mai più una nuova Moria'

'Patto Ue conferma politiche che hanno portato agli incendi'

08 ottobre, 16:40

(ANSAmed) - ROMA, 8 OTT - A un mese dall'incendio che ha distrutto il campo profughi di Moria, in Grecia e mentre a Bruxelles il Consiglio Giustizia e affari interni dell'Ue discute del nuovo Patto sulla migrazione, Medici senza frontiere, con oltre 400 ong, lancia un appello all'Europa "affinché mantenga la parola data: non ci può essere una nuova Moria". Nell'appello si denunciano le misere condizioni anche di altri campi, privi dei servizi essenziali, incluso il nuovo campo di Lesbo, "costruito alla svelta su un ex poligono di tiro e che ricorda la miseria di quello precedente: le persone lavano se stesse e i propri figli in mare perché non ci sono docce, i bagni chimici sono pochi e il cibo viene distribuito una volta al giorno". Impossibile anche rispettare le più elementari norme anti Covid. "Più di 7.500 persone sono ancora intrappolate in condizioni disumane" nel nuovo campo, si legge nell'appello. "E altre migliaia, tra cui 7.000 bambini, continuano a vivere in altri campi indegni e pericolosi nelle isole dell'Egeo".

Prendendo spunto dalle numerose critiche e richieste di modifica mosse da altri enti e società civile al nuovo Patto sulla migrazione all'esame della Commissione Europea, le ong ribadiscono che "non risponde a queste richieste ma riafferma l'impegno dei governi e delle istituzioni europee nelle stesse politiche che hanno portato agli incendi". (ANSAmed).

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