Terrorismo: Aqmi, Mujao, Ansar Dine. La galassia jihadista

17 gennaio, 18:25

(ANSAmed) - TUNISI, 17 GEN - Come l'Idra, il mostro del terrorismo islamico nel nord Africa sembra avere molte teste, ciascuna con una vita ed un percorso autonomo, ma che nascono tutte dal medesimo corpo: gli islamici che, negli anni '90, insanguinarono l'Algeria dopo che l'esercito aveva bloccato con le armi la loro ascesa al potere dopo le elezioni.

Mutando nel tempo denominazioni e organizzazione, il movimento islamico armato algerino ha mantenuto però le sue connotazioni, la ferocia dei suoi combattenti e l'irriducibile volontà di opporsi al potere di Algeri.

Nascendo come GRUPPO ISLAMICO ARMATO, via via che gli anni sono trascorsi il movimento terroristico si è evoluto. Fino a quando, dopo essersi chiamato GRUPPO SALAFITA PER LA PREDICAZIONE E IL COMBATTIMENTO, è entrato a fare parte di al Qaida (nel 2007) sotto la diretta sponsorizzazione di Osama Bin Laden. Filiazione sancita con sanguinosi attentati ad Algeri.

AL QAIDA NEL MAGHREB ISLAMICO ha fatto da calamita per i tanti gruppuscoli salafiti che agivano in Algeria, così come in Mauritania, che vi confluirono mantenendo una certa autonomia, ma sotto la regia dell'emiro, carica oggi detenuta da Abdelmalek Droukdel, personaggio carismatico e che ha mostrato, oltre a innate capacità militari, anche una attitudine alla gestione politica del terrorismo. Tale evoluzione, se ha avuto la funzione di catalizzare adesioni e aiuti, ha però aperto la strada alla ricerca di nuovi modi per portare il verbo terrorista nel Maghreb.

Ecco spiegata la nascita del MOVIMENTO PER L'UNICITA' E LA JIHAD NELL'AFRICA OCCIDENTALE (MUJAO), che ha nel nord del Mali le sue basi e che, pur non rinnegandone i legami, ha accentuato la ricerca di piena autonomia da Aqmi. Tanto che, mentre al Qaida nel Maghreb islamico ha scelto di entrare in affari con i trafficanti di droga e di esseri umani, il Mujao ha individuato nel rapimento di occidentali - anche italiani - la fonte per pagare i suoi miliziani e per dotarli di armi. Il Mujao, peraltro, incarna il jihadismo puro, come sanno sulla loro pelle i maliani che abitano nelle città sotto il suo controllo.

Nel Mali, poi, agisce anche ANSAR DINE (difensore della fede, in arabo), formato essenzialmente da tuareg che hanno lasciato il movimento laico dell'Mnla, scegliendo di avere il Corano accanto al kalashnikov. Ansar Dine è guidato con pugno di ferro dal tuareg Iyad Ag Ghaly, capace di bluff incredibili e di stupefacenti dietrofront. Come dimostra la storia recente, con le sue giravolte per allontanarsi e tornare in seno alla 'galassia jihadista del deserto'.

Infine ci sono i 'cani sciolti', come Moctar Belmoctar, espulso per la sua violenza da Aqmi e che, con i suoi fedeli, ha formato la brigata che ha dato l'assalto al sito petrolifero in Algeria. (ANSAmed).

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