Mostre: la Palestina negli scatti di Ahlam Shibli a Parigi

Prima retrospettiva in Francia al Jeu de Paume

29 maggio, 09:58

(di Aurora Bergamini) (ANSAmed) - PARIGI, 29 MAG - La Palestina negli scatti di Ahlam Shibi: al Jeu de Paume di Parigi si apre la prima retrospettiva in Francia dal titolo 'Phantom house' ('Casa fantasma') dedicata all'interessante lavoro di questa fotografa palestinese nata nel 1970 da una famiglia di pastori della Galilea, discendenti dei beduini.

In mostra una selezione di opere realizzate a partire dal 2000 e incentrate sul concetto di 'casa': dalla sua perdita e dalla battaglia contro quella perdita, alle restrizioni e limitazioni che l'idea di casa impone agli individui e alle comunita' segnate da politiche di repressione dell'identita'.

Come accade nei territori palestinesi occupati: la serie 'Trackers', realizzata nel 2005, rende conto del fenomeno dei palestinesi di origine beduina che si arruolano volontari nell'esercito israeliano per ottenere riconoscimento sociale e vantaggi materiali. L'artista si interroga ''sul prezzo che questa minoranza 'colonizzata' deve pagare alla maggioranza dei 'coloni' per farsi accettare, per cambiare identita', per sopravvivere''.

'Death, l'ultima serie fotografica di Shibli realizzata tra il 2011 e il 2012, mostra gli sforzi della societa' palestinese di preservare la presenza di chi ha perso la vita combattendo contro l'occupante diventando ''martire'': fotografie, poster, tombe e graffiti sono esposti nelle case come forma di resistenza contro il regime coloniale. ''Queste immagini - spiegano i curatori della mostra, Carles Guerra, Marta Gili, Joao Fernandes e Isabel Sousa Braga - sono ancorate nell'attualita' e non nell'urgenza di dare una testimonianza. E' la necessita' di reinventare una distanza critica attraverso la trasformazione profonda dello sguardo soggettivo''. 'Self portrait' (2000), invece, spiega la stessa Shibli, ''e' un ritorno nei luoghi che mi hanno mostrato chi sono''.

Ma l'opera della Shibli non si limita al territorio palestinese. Nelle serie 'Eastern' (2004-2006) e 'Dom Dziecka.

The house starves when you are away' (2008), il corpo e' visto come il ''territorio originale'' dell'essere umano quando diventa bersaglio di politiche identitarie repressive. Alcune minoranze - come gay, lesbiche e trans nei paesi orientali o i bimbi orfani in Polonia - costrette alla violenza e alla mancanza di riconoscimento, utilizzano il loro corpo per creare condizioni di vita contrarie ai valori e alle attese sociali. E ancora nella sezione 'Trauma' il punto di partenza della fotografa sono i monumenti che commemorano i resistenti francesi che si sono opposti al nazismo a Tulle, nel centro della Francia. ''La privazione della casa, in quanto domicilio geopolitico e culturale - concludono i curatori - porta a chi ne e' vittima a costruirsi, costi quel che costi, altri luoghi d'appartenenza''. Le foto di Ahlam Shibli sono state presentate, tra l'altro, anche alla Biennale di San Paolo (2006) e a Documenta a Kassel (2007).(ANSAmed).

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