Israele: ferrovia per Eilat, alternativa a Canale Suez

Netanyahu scommette su Cina, India e Giappone

06 febbraio, 09:34

(di Aldo Baquis) (ANSAmed) - GERUSALEMME, 6 FEB - Dopo 30 anni di titubanze, Israele si lancia nell'avventura della costruzione di una linea ferroviaria fra il Mediterraneo e il Mar Rosso. Si tratterà di una via terrestre di trasporto alternativa al Canale di Suez, anche se prevedibilmente, a prezzi superiori. "Una decisione strategica", ha detto ieri il premier Benyamin Netanyahu, dopo il voto di approvazione del governo. Israele, viene spiegato, punta su potenze economiche emergenti - Cina, India, Giappone - e si offre loro come ponte fra Asia ed Europa. Israele vorrebbe coinvolgere nel progetto anche la Giordania: il suo porto di Aqaba (vicino a quello israeliano di Eilat) pare indicato per lo smistamento dei container in transito verso i porti israeliani di Ashdod e Haifa. "Avvertiremo le ripercussioni di questa iniziativa per i prossimi 50 anni", ha rilevato il premier, riferendosi anche al benessere che Israele spera di ricavare da importanti giacimenti di gas naturale scoperti a largo delle sue coste mediterranee, che pure potrebbero interessare partner asiatici.

Tel Aviv ed Eilat distano 350 chilometri: questo tragitto, secondo la radio militare, sarà percorso in due ore da moderni treni passeggeri che in alcuni tratti sfioreranno i 300 chilometri all'ora. Lo sviluppo del turismo è importante: ma da solo non avrebbe convinto il governo israeliano a varare il progetto se non fosse stato affiancato dal trasporto di merci.

Il transito navale resta certo più economico che non quello terrestre: ma Israele, a quanto pare, vuole mettere sul tavolo una opzione che riduca la dipendenza internazionale dal Canale di Suez, tanto più importante in periodi di instabilità politica. Ancora l'altro ieri, nel Sinai settentrionale, terroristi hanno sabotato il gasdotto egiziano, bloccando nuovamente la erogazione verso Israele e Giordania. Secondo il quotidiano filo-governativo israeliano Makor Rishon, dirigenti cinesi ed indiani hanno già espresso interessamento per la linea ferroviaria fra il Mar Rosso e il Mediterraneo. Ci sono state visite ad alto livello e lo stesso Netanyahu, fra alcuni mesi, si recherà in Cina. La realizzazione potrebbe essere affidata ad aziende cinesi, molto avanzate nel ramo, ha azzardato il giornale. Nella decisione approvata dal governo non se ne fa menzione esplicita. Sul tavolo sono individuate tre possibilità: che sia richiesto l'intervento di un Paese straniero, oppure di investitori internazionali. La terza è che Israele finanzi la ferrovie con risorse proprie. "Vogliamo creare per le potenze emergenti un interesse strategico nello Stato di Israele", ha spiegato Netanyahu. "Dobbiamo sfruttare al meglio la nostra posizione geopolitica. Così fu in tempi storici remoti, così sarà in futuro. Saremo un tassello di collegamento - ha concluso - fra Europa, Medio Oriente e Asia".(ANSAmed).

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