Il testo del promemoria che - per evitare un catastrofico fallimento della Grecia - deve essere approvato da Giorgos Papandreou (Pasok, socialista), Antonis Samaras (Nea Dimocratia, centro-destra) e Giorgos Karatzaferis (Laos, estrema destra), contiene di nuovo "lacrime e sangue" ma ancora una volta solo per lavoratori e pensionati. L'accordo, infatti, prevede nuovi tagli a stipendi e pensioni, la chiusura di Enti statali inutili e il licenziamento di 15 mila dipendenti in esubero.
La protesta di piazza e' concisa con lo sciopero generale di 24 ore, che ha paralizzato tutta la Grecia, proclamato dai principali sindacati del Paese: la Gsee (che raggruppa i lavoratori del settore privato), l'Adedy (cui aderiscono quelli del settore pubblico), e il Pame (vicino al Partito Comunista).
Allo sciopero hanno preso parte anche i dipendenti delle imprese a partecipazione statale, quelli del settore della sanita' e della pubblica istruzione. Chiusi anche i tribunali, le banche e le sedi delle Autonomie locali. I traghetti sono rimasti ormeggiati nei porti e quindi non vi sono stati collegamenti da e per le isole. Nella capitale si sono svolte due manifestazioni conclusesi entrambe con la consueta marcia di protesta fino alla centralissima Piazza Syntagma, davanti al Parlamento. Nessun incidente di rilievo ma solo qualche tafferuglio davanti al monumento al milite ignoto dove alcuni dimostranti, dopo aver inutilmente tentato di salire lungo la scalinata che conduce al Parlamento, hanno dato alle fiamme una bandiera tedesca e tentato di fare altrettanto con un vessillo bianco-rosso su cui campeggiava la svastica nazista. (ANSAmed).

