Grecia: e' polemica sul partito filonazista Alba Dorata

Da piu' parti politiche si chiede di metterlo fuori legge

15 aprile, 13:05

(di Dimitri Manolitsakis) (ANSAmed) - ATENE, 15 APR - La presenza nel Parlamento ellenico del partito filo-nazista Chrysi Avghi' (Alba Dorata) costituisce indubbiamente un valido motivo di preoccupazione per la società greca e non solo. A preoccupare e' soprattutto la diffusa certezza che Chrysi Avghi sia venuta per rimanervi ovvero che non sia un caso come quelli spesso accaduti anche nella realtà politica di altri Paesi di una formazione politica nata nel periodo della crisi economica e destinata a sparire magari nell'arco della legislatura.

Non si spiegano diversmente le esortazioni che vengono da più parti politiche per un fronte comune contro il pericolo rappresentato da Chrysi Avghi' e la richiesta di mettere fuori legge la formazione filo-nazista. Costituito immediatamente dopo la caduta del regime dei colonnelli (1974) come movimento d'opinione, Chrysi Avghi' ha cambiato più volte struttura organizzativa per arrivare ad essere una formazione partitica a tutti gli effetti che ha ottenuto nel doppio turno elettorale del 2012, il 6,97% dei voti e 21 seggi nelle elezioni di maggio e il 6,92% e 18 seggi in quelle di giugno.

Da allora, in tutti i sondaggi d'opinione il partito filo-nazista occupa stabilmente il terzo posto nelle preferenze dei greci con una percentuale di tutto rispetto che supera il 10%. Come scrive Nikos Hasapopoulos nel suo libro del titolo "Chrysi Avghi'. La storia, le persone e la verità", gia' dal 1980, da quando venne pubblicato il primo numero della rivista di Chrysi Avghi', l'organizzazione volle rendere chiara la propria ideologia. Era la prima volta, scrive Hasapopoulos, che in Grecia un'organizzazione si presentava inneggiando al nazionalsocialismo di Adolf Hitler e facendo propaganda anticristiana. Nella rivista c'erano chiari riferimenti al Terzo Reich, foto e articoli celebrativi del dittatore nazista e delle SS mentre il Cristianesimo era definito come un'eresia dell'ebraismo e si dava ampio spazio al paganesimo.

Dopo il successo elettorale dell'anno scorso, il leader di Chysi Avghi', Nikos Michaloliakos il quale secondo la stampa non nasconde la preoccupazione per l'eventualita' di vedere messo fuori legge il suo partito, ha cercato di moderare il linguaggio, di limitare l'uso del saluto nazista e tenta di convincere i suoi che non fanno piu' parte di un gruppuscolo extraparlamentare e che devono comportarsi diversamente. Ma i fatti degli ultimi giorni - non ultima la protesta inscenata davanti alla stazione tv Mega il 25 marzo scorso, giorno della festa nazionale, contro la messa in onda di un film turco - non lo aiutano di certo. Infatti, dopo che un gruppo dei suoi seguaci ha lanciato di tutto contro la sede della stazione tv, il parlamentare Christos Pappas ha pensato bene, sempre in segno di protesta, di urinare davanti al portone della sede della tv.

La questione di Chrysi Avghi' e' tornata in questi giorni alla ribalta a causa di una trasmissione della stazione Skai Tv dal titolo 'Franco tiratore' condotta dal giornalista Giorgos Tragkas alla quale sono stati invitati quattro deputati di Chrysi Avghi': il gia' ricordato Christos Pappas, Ilias Panajotaros, Ilias Kassidiaris (che durante una trasmissione tv in diretta schiaffeggio' la deputata comunista Liana Kanelli) e Artemis Matheopouos, i quali hanno avuto la possibilita' di illustrare le loro idee e per di piu' senza contraddittorio.

Mattheopoulos, da parte sua, ha sostenuto tra l'altro che "un malato non deve stare in compagnia di altri uomini sani" e ha spiegato che e' nelle intenzioni del suo partito di proibire per legge a persone con problemi mentali di procreare affermando che quella del suo partito e' "una posizione umanistica" e che questo e' il modo in cui Chrysi Avghi' intende la democrazia.

Le sue affermazioni hanno suscitato le proteste di semplici cittadini ma anche dei partiti democratici e dei media, tra cui il quotidiano Kathimerini e la Radio Skai che fanno parte dello stesso gruppo editoriale di Skai Tv. I giornalisti di Skai hanno detto che "il tentativo di giustificare quello che Chrysi Avghi' crede o fa rappresenta la piu' infame e perfida forma di propaganda, pericolosa per i giovani, per i lavoratori e per la societa'". I loro colleghi di Kathimerini hanno invece voluto sottolineare che "li separa un abisso da trasmissioni del genere", mentre l'Ordine dei giornalisti di Atene ha tenuto a ricordare che "l'esposizione di opinioni razziste, filonaziste e antidemocratiche non e' giornalismo. Non si puo', si legge ancora nel comunicato, far fare un monologo a uomini che negano l'Olocausto e professano opinioni filonaziste", e' detto in un comunicato diffuso dall'Ordine.

Da parte sua, il partito socialista greco Pasok che piu' volte ha lanciato l'allarme circa il pericolo rappresentato da Chrysi Avghi', in un comunicato ha definito la trasmissione di Skay Tv come "un'azione di sostanziale elogio della violenza nazista" e un talk-show televisivo "contro la legalità democratica", mentre Syriza, il partito di sinistra radicale, ha parlato di "provocazione verso i sentimenti democratici e la deontologia giornalistica". Dal canto suo, il giornalista conduttore della trasmissione - in un'intervista rilasciata al giornale tedesco Suddeutsche Zeitung - si e' giustificato spiegando di avere invitato in studio di quattro deputati di Chrysi Avghi' "per smascherarli". (ANSAmed).

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