Grecia: governo, austerità inizia a dar frutti, +2,9 in 2015

Staikouras presenta finanziaria, sacrifici non saranno sprecati

06 ottobre, 16:52

Il viceministro dell'Economia greco Christos Staikouras Il viceministro dell'Economia greco Christos Staikouras

(di Furio Morroni) (ANSAmed) - ATENE, 6 OTT - Dopo sei anni di crisi economica e di recessione che sono costati alla Grecia un quarto del suo Pil, la drastica cura di austerità imposta da tre governi successivi (Papandreou, Papadimos, Samaras) al popolo greco sembra stia finalmente cominciando a dare i suoi frutti. Infatti, sulla base della bozza della Finanziaria ellenica presentata stamani in Parlamento dal vice ministro delle Finanze Christos Staikouras, nel 2015 è prevista una crescita del 2,9% del Pil, di poco inferiore al target del 3% indicato nel piano di salvataggio Ue-Fmi. E per quest'anno è atteso un aumento del Pil dello 0,6%. Il governo di Atene conta pertanto di poter uscire entro la fine di quest'anno - ovvero con più di un anno di anticipo - dal piano di salvataggio da 240 miliardi di euro messo a punto dai creditori internazionali. In questo ambito, sempre secondo la bozza di bilancio, la Grecia prevede di emettere titoli di Stato a sette e 10 anni oltre ad un titolo a breve termine con scadenza di oltre sei mesi, che è tuttora il periodo massimo.

Inoltre, stando sempre alla bozza della Finanziaria la cui discussione in Parlamento si concluderà mercoledì, nel 2015 la disoccupazione dovrebbe calare al 22,5% dal 24,5% (in media) di quest'anno, mentre per il debito ci si attende una diminuzione al 168% del Pil dal 175% di quest'anno.

"Il Paese sta entrando in un lungo periodo di crescita sostenibile e di eccedenze del bilancio primario che rilancerà l'occupazione, ridurrà la disoccupazione e migliorerà la qualità di vita di tutti i cittadini", ha detto Staikouras. "Questo è il risultato dei sacrifici senza precedenti fatti dalle famiglie e dalle imprese greche" ha aggiunto, assicurando che "quei sacrifici non saranno sprecati".

Ma, nonostante l'ottimismo del governo di Atene, il miglioramento delle finanze pubbliche della Grecia non avrebbe convinto del tutto i creditori europei ad accettare il programma del premier Antonis Samaras di uscire dal piano di salvataggio entro la fine di quest'anno. Lo scorso 9 aprile la Grecia è tornata sui mercati internazionali, dopo un'assenza di quattro anni, con l'emissione di buoni del Tesoro quinquennali per un valore di due miliardi e mezzo di euro e Samaras ha più volte ripetuto che il Paese sarà in grado di coprire autonomamente il proprio fabbisogno di finanziamenti sui mercati anche dopo la scadenza del piano di salvataggio il prossimo dicembre. Ma, secondo diversi economisti, i Paesi creditori preferirebbero che la Grecia mantenesse per precauzione qualche forma di garanzia a sostegno della propria politica economica qualora le condizioni dei mercati dovessero peggiorare. Il dibattito sulla Finanziaria in Parlamento si prevede comunque molto acceso fra il governo di coalizione - composto dal partito conservatore Nea Dimokratia (del premier Samaras) e dal socialista Pasok - e l'opposizione guidata dal partito di sinistra radicale Syriza. E' soprattutto allo scopo di rafforzare la credibilità del proprio esecutivo a fronte degli attacchi di Syriza - che da tempo chiede elezioni anticipate e vuole mettere fine all'austerità - che Samaras giorni fa ha accettato di sottoporsi a un voto di fiducia in Parlamento entro la fine di questa settimana. (ANSAmed).

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