Progetto Mediterranea: la spedizione fa rotta sulle Tremiti

Presto a bordo anche i ricercatori "acchiappa plastica" di Siena

20 maggio, 15:37

L'imbarcazione Mediterranea L'imbarcazione Mediterranea

(ANSAmed) - Roma, 20 mag - La spedizione scientifica e culturale Mediterranea che per 5 anni navigherà a vela nel Mediterraneo, Mar Nero e Mar Rosso settentrionale, salpata il 17 maggio scorso da San Benedetto del Tronto, fa rotta oggi verso le isole Tremiti, con arrivo previsto in serata, dopo le tappe di Pescara e Termoli. Dal piccolo e selvaggio arcipelago si muoverà poi per la Puglia. A Bari, tra qualche giorno, saliranno a bordo anche i ricercatori del progetto "PlasticBusters" dell'Università di Siena, che proseguiranno su Mediterranea le loro ricerche scientifiche sulle plastiche riversate in mare. Le plastiche costituiscono un grande problema ambientale, sotto gli occhi di tutti, ma sconosciuto nei suoi effetti sugli organismi. PlasticBusters, che rappresenta la rete di ricerca Med Solutions, all'interno del progetto sulla sostenibilità promosso dall'Onu (Sustainable Development Solutions Network - UN SDSN) lavorerà per conoscere la distribuzione, la quantità e le tipologie di plastiche inquinanti presenti nel tratto della costa pugliese tra Bari e Otranto, per arrivare ad individuare gli effetti sulla fauna marina e sulla salute umana. Solo un esempio per descrivere concretamente la situazione nel Mediterraneo. I ricercatori di Siena nello stomaco delle tartarughe hanno trovato fino a 143 frammenti di plastiche di tutti i tipi. Non è un caso: si calcola che dei 3 miliardi di rifiuti che invadono il Mare Nostrum, tra il 70 e l'80% sia infatti costituito da plastiche che contaminano gli animali e quindi la catena alimentare, non ultimo il pesce che arriva sulle nostre tavole. "Progetto Mediterranea" collaborerà con i ricercatori di PlasticBusters, che dopo aver fotografato la situazione della presenza delle macro e microplastiche, ne indagheranno la natura e la provenienza. Attraverso tecniche di biopsia, che non comportano danni per gli animali, e sofisticate analisi eco- tossicologiche, verrà controllato dai ricercatori senesi lo stato di salute di vari organismi campione, invertebrati marini, pesci, balene, squali e tartarughe, gli animali che per eccellenza subiscono i danni dell'inquinamento da plastica.

Il progetto consentirà di creare delle mappe sulla presenza e gli effetti biologici della spazzatura in mare, per identificare e stabilire le aree da proteggere e inoltre proporre, sulla base dei dati scientifici raccolti, azioni di mitigazione sostenibili.

Il progetto, della durata di tre anni, sta attualmente raccogliendo finanziamenti e prevede di toccare le principali aree "hot spot" e i porti dei Paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo, anche coinvolgendo ricercatori provenienti da diverse istituzioni di ricerca mediterranee e i principali soggetti coinvolti nei vari porti visitati.

L'imbarcazione "Mediterranea" è stata messa a disposizione dei ricercatori di PlasticBusters, sia per effettuare prelievi e campionamenti in alcuni punti critici individuati lungo la rotta del Progetto Mediterranea, sia per le attività di disseminazione e sensibilizzazione dell'opinione pubblica su questi temi.

(ANSAmed).

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