Med Dialogues, i leader a Roma sul futuro del Mediterraneo

V edizione tra crisi e opportunità. Intervengono Conte e Di Maio

05 dicembre, 12:37

(di Patrizio Nissirio)

ROMA - Il Mediterraneo resta una delle aree più rilevanti e delicate per la stabilità globale, una regione che è attraversata da crisi di portata epocale - come guerre e migrazioni - ma che presenta anche straordinarie opportunità politiche ed economiche per i popoli che su esso si affacciano. E' questa la visione dei Med Dialogues, la conferenza organizzata da Ministero degli Esteri e Ispi, che da oggi a sabato vedrà a Roma leader internazionali, accademici, giornalisti e esponenti della società civile confrontarsi sui maggiori dossier internazionali, mediterranei ma non solo.

Giunta alla sua V edizione, e sulla scorta del successo degli appuntamenti degli scorsi anni, il forum - di cui l'ANSA è media partner - vede la partecipazione del presidente del Consiglio Giuseppe Conte e del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che interverrà all'apertura (insieme al presidente dell'Ispi Giampiero Massolo) e alla chiusura dell'evento.

Il parterre prevede molti protagonisti della scena internazionale: tra gli altri, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, ormai un habitué dei Med Dialogues, il collega israeliano Israel Katz, il ministro degli Esteri palestinese Riyad Al-Malki, il maltese Carmelo Abela, il turco Mevlut Cavusoglu, l'egiziano Sameh Hassan Shoukry e il rappresentante speciale dell'Onu per la Libia Ghassan Salamé, che dialogherà con il ministro degli Esteri del governo di accordo nazionale libico Mohamed Taher Syala.

Ma accanto ai molti politici ci saranno anche personaggi come la scrittrice algerina Amara Lakhous, il pianista iraniano Ramin Bahrami, la premio Nobel yemenita 2011 Tawakkol Karman. In programma anche interventi dell'ad di Eni Claudio Descalzi, del commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni, dell'ex premier ed ex presidente della Commissione Europea Romano Prodi.

I numeri del forum, come nelle precedenti edizioni, sono impressionanti: 55 nazioni rappresentate, oltre 40 sessioni, 9 forum, più di 80 organizzazioni e think tank rappresentate.

Il tutto poggia su quattro pilastri, attorno ai quali si muove il dialogo mediterraneo: Prosperità condivisa, Sicurezza condivisa, Migrazioni, Società civile e Cultura. Nel tentativo di mantenere aperti - sempre e comunque - i canali di comunicazione, anche di fronte a conflitti e turbolenze sociali.

La conferenza parte oggi con i 'Med Forum', eventi a porte chiuse dove gli addetti ai lavori toccheranno temi come le migrazioni, i commerci illeciti, il ruolo delle donne nel Mediterraneo, la cooperazione e le infrastrutture regionali. I lavori poi si apriranno ufficialmente domani mattina alle 9 con i discorsi inaugurali di Giampiero Massolo e Luigi Di Maio, seguiti dalla sessione inaugurale intitolata significativamente 'Dalla competizione alla cooperazione nella regione Mena? Ricomporre il puzzle geopolitico', con ministri da Bahrein, Giordania, Libano, Marocco e con il segretario generale della Lega araba Ahmed Aboul Gheit.

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