Da Spagna 1 milione per impianto desalinizzazione a Gaza

UpM: progetto ok per lavori,appalto si assegna quest'anno

30 giugno, 16:20

(ANSAmed) - NAPOLI, 30 GIU - La Spagna ha deciso di partecipare con un milione di euro al finanziamento dell'impianto di desalinizzazione dell'acqua per la Striscia di Gaza. L'iniziativa è stata annunciata nel corso dell'incontro tra il segretario di stato iberico per la cooperazione internazionale Angeles Moreno Bau, il segretario generale dell'Unione per il Mediterraneo Nasser Kamel e il ministro palestinese dell'acqua Mazen Ghunaim. La Spagna ha anche annunciato un contributo di 500.000 euro all'Unione per il Mediterraneo (UpM), in coincidenza con il 25mo anniversario del Processo di Barcellona.

L'impianto di desalinizzazione fornirà acqua potabile a due milioni di cittadini palestinesi, assicurando una soluzione sostenibile per la cronica scarsità d'acqua nella Striscia di Gaza, dove oltre il 95% dell'acqua non è potabile a causa dell'inquinamento idrico.

"Questo progetto - ha sottolineato Kamel - è stato il primo ad essere sostenuto dall'UpM e il sostegno spagnolo ci porta a fare un passo avanti per renderlo concreto, migliorando le condizioni di vita nella Striscia e rimuovendo gli ostacoli allo sviluppo economico e alla creazione di posti di lavoro".

L'impianto darà la più grande infrastruttura mai costruita nella Striscia di Gaza e consiste di tre progetti integrati: l'impianto di desalinizzazione dell'acqua marina per osmosi inversa da 55 milioni di metri cubi d'acqua, un sistema di trasferimento nord-sud e un impianto di energia solare associato alla struttura. Il progetto è ora pronto per la realizzazione e il contratto di appalto sarà assegnato quest'anno. "Il governo palestinese - ha detto Ghunaim - è determinato a realizzare questo impianto vitale, grazie allo straordinario sostegno dell'UpM e del governo spagnolo, per fornire servizi essenziali e speranza ai cittadini".

La disponibilità di acqua nella Striscia di Gaza, una delle aree più densamente popolate del mondo, è tra le più basse a livello globale. Attualmente circa due milioni di palestinesi possono contare solo sulle falde acquifere costiere che sono inadeguate sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.

Solo il 3% di queste acque, infatti, soddisfa gli standard di qualità dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.(ANSAmed).

(ANSA).

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