Kosovo: turismo, regioni sud puntano su natura e tradizioni

Da rilancio impianti Bresovica a villaggi Gorani,fino a Prizren

30 dicembre, 17:36

PRIZREN - Montagne e paesaggi incontaminati, ecoturismo, cultura. Sono queste le carte su cui puntano le municipalità del Kosovo meridionale di Dragash, Rahovec, Malisheva, Suhareka e Prizren per sviluppare il turismo e, soprattutto, dare un futuro ai giovani.

Una strada ancora lunga e tortuosa, per un'area per lo più agricola, povera e in lenta trasformazione. A mancare, sono innanzitutto le infrastrutture e le strutture di ricezione.

Dal 2008 al 2015, fanno sapere dall'Associazione delle Agenzie di Sviluppo regionale del Sud, sono stati spesi circa 25 milioni di euro per accrescere le strutture alberghiere, mentre negli ultimi 10 anni, per il potenziamento della rete viaria di tutto il Paese sono stati investiti 1,6 miliardi di euro.

Da Malisheva (la città più settentrionale, bruciata quasi interamente durante la guerra) a Dragash, quello che sicuramente ha da offrire questa zona del Kosovo è l'autenticità. Gli occhi non possono essere che quelli di un viaggiatore curioso, con la voglia di conoscere tradizioni e usi delle popolazioni locali. Come quelle dei Gorani, gruppo etnico di ceppo slavo meridionale e di religione musulmana, originario della Bulgaria.

Arrivati dalla regione montuosa di Gora nel XIII secolo, i gorani parlano un particolare dialetto: il nasinski (letteralmente ''la nostra lingua''), vicino al bulgaro ma con un forte influsso di macedone, serbo e turco, oggi ancora parlato nei 18 villaggi montani della municipalità di Dragash, al confine tra l'Albania e la Macedonia.

La cerimonia sicuramente più bella cui assistere è quella nuziale. Il volto delle spose viene interamente dipinto, secondo la tradizione, per ''proteggerle dall'occhio del diavolo''. A tentare di risorgere dalle proprie ceneri c'è poi l'impianto sciistico di Bresovica - con i suoi 39 mila ettari di terreno e foreste tra le montagne di Sar - noto in epoca jugoslava per avere ospitato competizioni di livello mondiale.

Finora, però, i tentativi del governo di Pristina di trovare un investitore in grado di mettere sul piatto circa 410 milioni di euro e fare così ripartire l'occupazione, non hanno portato da nessuna parte. Le municipalità del Sud del Kosovo provano quindi a fare sistema e ad andare avanti da sole. Da poco è iniziata l'attività di promozione e anche quella di formazione dei giovani. E' solo dal 2014, racconta ad ANSA Nuova Europa il responsabile per la promozione del Turismo e dello Sviluppo economico della città di Prizren, Mensur Bytyqi, che esiste una scuola di preparazione. (ANSAmed).

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