Siria: rapiti sciiti libanesi, sale tensione a Beirut

Spari 'fantasma' su manifestanti davanti a osservatori Onu

22 maggio, 20:43

(di Alberto Zanconato) (ANSAmed) - BEIRUT, 22 MAG - Mentre in Siria si continua a morire, con 13 morti anche oggi nella repressione secondo fonti dell'opposizione, la tensione torna a livelli di guardia a Beirut e si materializza sempre più il pericolo di scontri interconfessionali.

Centinaia di sciiti sono scesi nelle strade, dando fuoco a pneumatici e bloccando le strade nei quartieri a sud della città, compresa quella per l'aeroporto, per protestare contro il rapimento da parte dei ribelli nel vicino Paese di 14 loro correligionari che tornavano da un pellegrinaggio in Iran. Anche la strada principale nella Valle della Bekaa, tra Jalala e Shtura, è stata bloccata, secondo l'agenzia libanese Nna.

In serata il leader del movimento sciita libanese, Seyed Hassan Nasrallah, ha lanciato un appello diffuso da tutte le televisioni per chiedere ai manifestanti di rimuovere i blocchi e di mantenere la calma, assicurando che lui e il governo guidato dal primo ministro Najib Miqati sono all'opera per ottenere la liberazione dei sequestrati attraverso "contatti con le autorità siriane e con Paesi influenti nella regione". Intanto la situazione di caos sul terreno in Siria e le restrizioni al lavoro dei giornalisti hanno provocato oggi la diffusione di una notizia poi rivelatasi infondata. Una fonte dell'Esercito libero siriano (Els), che si batte contro il regime del presidente Bashar al Assad, ha detto che due manifestanti antigovernativi erano stati uccisi a Busaira, nella provincia nord-orientale di Deir Ezzor, davanti agli stessi inviati delle Nazioni Unite, che visitavano l'area. Ma un membro della missione dell'Onu, Sausan Ghosheh, parlando con l'ANSA ha smentito la notizia. Il convoglio degli osservatori, ha sottolineato Ghosheh, ha lasciato Busaira dalla parte opposta all'entrata dove si erano fermati in precedenza alcuni manifestanti, e solo "dopo essere usciti dalla città" il gruppo ha sentito colpi di armi pesanti. Ma gli osservatori non sono in grado di dire se qualcuno sia stato colpito.

I Comitati locali di coordinamento dell'opposizione hanno detto che 13 persone sono morte oggi nella repressione nelle province di Hama, Deir Ezzor, Homs, Daraa, Aleppo e Idlib.

Mentre l'agenzia governativa Sana ha dato notizia dei funerali di 13 agenti di polizia e un civile uccisi da "terroristi" nelle province di Damasco, Idlib, Aleppo e Hama.

Nel frattempo rimane estremamente tesa la situazione a Beirut, dove già nella notte tra domenica e lunedì due persone erano morte in scontri armati tra sostenitori e oppositori libanesi del regime siriano, dopo che altre dieci persone avevano perso la vita la settimana scorsa in analoghi incidenti nella città settentrionale di Tripoli.

Secondo una testimone, i ribelli che hanno rapito i 14 pellegrini sciiti - tutti uomini - hanno affermato di volerli scambiare con soldati dell'Els fatti prigionieri dalle forze governative. Consapevoli del rischio che il Libano sia risucchiato nel gorgo delle violenze nel Paese vicino e ritorni nell'incubo della guerra civile, i leader dei maggiori partiti hanno invitato alla calma, primo fra tutti Nasrallah.

Il capo di Hezbollah ha anche condannato come "contraria alla religione" l'ipotesi circolata tra alcuni dei familiari dei rapiti di prendere in ostaggio oppositori siriani in Libano per scambiarli con i propri congiunti. (ANSAmed).

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