Jassem, marionette per raccontare Siria a bambini rifugiati

Rifugiato siriano in Libano organizza show su patrimonio Paese

24 agosto, 17:08

(ANSAmed) - ROMA, 24 AGO - Una piccola tenda e alcune marionette fanno entrare i bambini rifugiati siriani di un villaggio nel nord del Libano in un mondo magico dove poter scoprire la storia e le ricchezze della Siria. È quello che sta realizzando Jassem, rifugiato siriano che usa i burattini per riportare in vita il ricco patrimonio del su Paese per i piccoli profughi in Libano, che durante gli spettacoli gridano di risate e urlano domande su una patria che la maggior parte di loro non ricorda.

A raccontare la storia di Jassem è l'Unhcr. Il 28enne ex insegnante di educazione fisica è arrivato in Libano come rifugiato nel 2011, dopo essere fuggito da Raqqa, stabilendosi prima nella capitale libanese Beirut per poi trasferirsi nel villaggio di Nakhle, nel distretto settentrionale di Koura.

Jassem ha spiegato che lui e altri rifugiati hanno iniziato a realizzare gli spettacoli dei burattini quando si sono resi conto di quanto poco i bambini siriani in Libano sapessero del loro paese. "Molti bambini siriani sono nati o cresciuti lontano da casa. Tutto ciò che sanno sulla Siria è la guerra e lo spargimento di sangue ", ha raccontato. "Ti senti come se non avessero un senso di appartenenza alla Siria, ma quei bambini sono il futuro del Paese. Come potranno ricostruirlo se non ne sanno nulla?". L'iniziativa è nata quando Jassem è diventato volontario di sensibilizzazione per l'Unhcr. Oltre allo spettacolo di burattini, Jassem e altri volontari organizzano anche corsi mattutini tre volte a settimana per i bambini siriani iscritti alle scuole pubbliche libanesi. Le lezioni si concentrano principalmente sul potenziamento della lingua araba e francese.

Il Libano ospita 976.000 profughi registrati dal conflitto siriano, giunto all'ottavo anno. Più della metà di loro sono bambini. In tutta la regione, più di un milione di bambini rifugiati sono nati dopo lo scoppio della guerra, il che significa che non hanno conosciuto altro che conflitti o esilio.

Durante lo spettacolo, Jassem porta i giovani nei 14 governatorati della Siria e nelle loro tradizioni e storie, tra cui danze popolari e monumenti importanti come la Moschea degli Omayyadi a Damasco. I bambini sono assorti, ma la risposta più forte viene spesso dai genitori. "Mentre recitiamo, siamo spesso influenzati dalla reazione emotiva dei genitori, che scoppiano in lacrime mentre riportano alla mente i loro ricordi della Siria", ha detto Jassem. "Questo di solito innesca una discussione tra genitori e figli riguardo al patrimonio e alla cultura delle loro città d'origine". (ANSAmed).

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