Libia nel caos, aeroporto assaltato, elezioni rinviate

Panico a Tripoli.Passeggeri scendono da aerei,italiani al sicuro

04 giugno, 18:33

(di Claudio Accogli) (ANSAmed) - ROMA, 4 GIU - Lunedi' di panico all'aeroporto di Tripoli: una milizia armata ha preso oggi d'assalto lo scalo, costringendo le autorita' a dirottare gli aerei in arrivo sul vicino aeroporto militare, mentre i voli sulle piste venivano circondati e i passeggeri costretti a scendere, o a lasciare la sala d'aspetto. Ed e' caos sulla data delle elezioni, previste il 19 giugno, che secondo al Jazeera e fonti contattate dall'ANSA si dovrebbero svolgere nella prima settimana di luglio.

Stamani i miliziani, a bordo di pick up corazzati, hanno assaltato l'aeroporto, esplodendo diversi colpi e ferendo lievemente un impiegato.

Nello scalo era in partenza anche un volo Alitalia: la compagnia precisa che nessun passeggero era stato imbarcato.

Dopo aver ricevuto l'ordine di scendere, il comandate ha messo in sicurezza il velivolo. Poi i carabinieri del battaglione Tuscania hanno scortato lui e quattro assistenti di volo in un albergo.

Il gruppo armato, chiamato la Brigata al-Awfea originaria di Tarhuna, città a 80 km a sudest di Tripoli, chiede il rilascio di uno dei suoi leader "scomparso" la scorsa notte. I ribelli di Tarhuna sono guardati con sospetto dalle altre brigate armate: la tribu' ha avuto un ruolo di rilievo nell'era Gheddafi, e molti suoi esponenti hanno avuto ruoli di primo piano nei posti chiave del regime dell'ex rais.

La situazione e' tornata alla calma dopo qualche ora: il portavoce del Consiglio nazionale di transizione libico (Cnt), Mohamed al-Harizi, si e' affrettato ad annunciare l'apertura di una inchiesta sul "rapimento", cosi' lo ha definito, del colonnello Abouajila Al-Habchi, leader della milizia di Tarhuna.

L'uomo è stato sequestrato la notte scorsa da sconosciuti. Il Consiglio militare della capitale ha intanto fatto sapere di non avere nulla a che fare con la sparizione del militare.

La situazione era diventata molto tesa, con i carri armati che hanno circondato l'area. A nulla era valso, la notte scorsa, l'intervento di mediazione del viceministro degli Esteri del Cnt, Abdul Karim Ahmed Bazama, che aveva tentato inutilmente di sedare gli animi dei miliziani.

Quello odierno e' solo l'ultimo episodio di un Paese che sembra sempre piu' sull'orlo del caos, incapace di dare concretezza al dopo-Gheddafi.

Le attese elezioni per l'Assemblea costituente "verranno rimandate almeno alla prima settimana di luglio", hanno affermato fonti del governo all'emittente araba al Jazeera, che, non casualmente cita il vicepresidente della commissione elettorale centrale, dimessosi poche settimane fa.

"Tenere le elezioni il 19 giugno è una missione impossibile", aveva sottolineato Sghair Majeri dimettendosi proprio perche' convinto che la consultazione non si sarebbe potuta tenere nei tempi previsti: per le procedure di verifica, la stampa delle schede e la loro distribuzione ci vorrà tempo, "ci vorranno almeno 4 settimane, quindi non si terranno prima di luglio, forse non prima della seconda settimana".

Il rinvio è dovuto a problemi procedurali: sono oltre 4.000 i candidati per i 200 seggi dell'Assemblea e le autorità "hanno bisogno di più tempo per esaminare le candidature", scrive al Jazira. Fonti contattate dall'ANSA confermano che la data possibile potrebbe essere "il 10 luglio", dieci giorni prima del Ramadan. (ANSAmed).

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