Spagna negozia con Libia respingimento 12 migranti soccorsi

Da giovedì sono sul peschereccio che li ha soccorsi nello Jonio

27 novembre, 14:48

(ANSAmed) - MADRID, 27 NOV - Il governo spagnolo negozia con le autorità libiche di riportare in Libia 12 migranti salvati in acque internazionali dal peschereccio 'Nuestra Madre de Loreto' lo scorso 22 novembre. E' quanto ha confermato un portavoce della vicepresidenza - citato oggi dal quotidiano El Pais -, per il quale il governo di Madrid, in osservanza del diritto internazionale, considera come porto sicuro il più vicino all'area di salvataggio.

Tuttavia, organizzazioni per il salvataggio dei migranti, fra cui l'Ong Proactiva Open Arms, che sabato è giunta in aiuto del peschereccio, si oppongono al ritorno dei migranti nei porti libici, ritenuti non sicuri dall'Agenzia dell'Onu per i Rifugiati Unhcr e dalla stessa Unione Europea.

Dopo il recupero dei migranti in alto mare, Pascual Durá, capitano del peschereccio, con bandiera spagnola e base a Santa Pola (Alicante), in dichiarazioni radiofoniche ha riconosciuto ieri che l'equipaggio è sopraffatto dalla situazione di emergenza a bordo, che "si è protratta troppo a lungo". E che può peggiorare "per le previsioni di un temporale in arrivo", mentre i migranti a bordo "non vogliono sentire parlare di tornare in Libia", dove molti raccontano di aver subito abusi e violenze.

I 12 migranti, originari di Nigeria, Sudan, Senegal e Mali, fra i quali due 16/enni, sono stati tratti in salvo al sud del mar Jonio, a 80 miglia dalla Libia, alle otto di sera di giovedì scorso.

Nell'avvistare una motovedetta libica in avvicinamento, i migranti a bordo di un barcone si sono lanciati in acqua, mentre almeno tre si sono arrampicati alle fiancate del peschereccio, che intanto si era avvicinato per prestare aiuto, per essere issati a bordo dall'equipaggio.

"Stanno bene, abbiamo curato alcuni feriti e dato loro coperte e cibo", ha assicurato Riccardo Gatti, capo della missione di Proactiva Open Arms, citado dal quotidiano on line El Diario.

Da un porto di Tunisi, dove ieri ha fatto rifornimento, Gatti sostiene che "nel caso i migranti siano riportati in Libia si tratterebbe per la Spagna di una violazione della Convenzione di Ginevra" e delle convenzioni internazionali in materia di salvataggio, in base alle quali le persone tratte in salvo devono essere trasferite nel minore tempo possibile in un luogo sicuro.

"E la Libia, ha osservato Gatti - non lo è".

Il capitano del peschereccio, che naviga a circa 100 miglia da Tripoli e a 120 miglia da Malta, ha riconosciuto che l'equipaggio è "un po' impaurito" dalla minaccia dei migranti di lanciarsi in mare e lasciarsi morire annegati, pur di non tornare in Libia.

"I porti di Italia e Malta sono chiusi per noi ed è l'unica via d'uscita che loro considerano", ha assicurato Pascual Durá, citato da El Pais. "Presumiamo tanto di fratellanza fra europei, ma sia Italia che Malta hanno dimostrato scarsissima comprensione, mentre Spagna fa quel che può", ha aggiunto.

Tuttavia l'ordine ricevuto dal capitano dalle autorità spagnole è "di aspettare una pattuglia libica che verrà a prendere i migranti". "Il nostro maggiore timore - ha avvertito il capitano - è che alla vista delle autorità libiche si possa scatenare una rivolta a bordo". (ANSAmed).

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