Libia: voleva denunciare figlio di Haftar, attivista uccisa

Bengasi, avv. Al-Barassi postava video contro il generale

11 novembre, 12:14

IL CAIRO - Criticava il generale Khalifa Haftar e voleva denunciare la corruzione del figlio Saddam. Ma è stata fermata dai colpi di un'arma da fuoco esplosi in pieno giorno in una via affollata di Bengasi, nell'est della Libia. La donna, 46 anni, si chiamava Hanan al-Barassi ed era una figura mediatica che si era conquistata l'epiteto di "Azouz Barqa", Signora della Cirenaica. Nei suoi video postati in rete, dava voce a donne vittime di violenze e criticava la situazione nell'est della Libia: tra l'altro la corruzione di diverse persone affiliate alle milizie di Haftar.

L'assassinio dell'avvocatessa e attivista è stato condannato con fermezza dall'Unsmil, la Missione di Sostegno delle Nazioni Unite in Libia e dall'ambasciata degli Stati Uniti a Tripoli L'omicidio è avvenuto su "Via 20" una delle più grandi strade commerciali della seconda maggiore città libica dopo la capitale Tripoli. E solo il giorno prima di essere assassinata, ricorda Amnesty International, l'avvocatessa aveva annunciato che avrebbe pubblicato "video che denunciano la corruzione di Saddam Haftar", il figlio dell'uomo forte della Cirenaica. In uno dei suo ultimi video, aveva criticato la nomina del rampollo di Haftar a posti-chiave della città. Per le sue passate denunce, Hanan aveva già ricevuto minacce di morte, dirette anche contro sua figlia, e nell'ultimo video postato poco prima di morire diceva di sentirsi "minacciata".

Una ricercatrice di Human Right Watch, Hanan Salah, ha rimarcato che l'assassinio "ricorda altri crimini simili, per i quali non è stato punito nessuno" in Cirenaica: meno di un anno e mezzo fa, era stata rapita dalla sua abitazione di Bengasi una deputata, Siham Sergewa, critica nei confronti dell'attacco ha portato inutilmente contro Tripoli fino al giugno scorso da Haftar. Della donna non si sa più nulla ed è probabilmente stata uccisa.

Tarek Megerisi, un noto analista libico, considera l'assassinio di al-Barassi "il più forte simbolo del pericoloso approfondirsi delle fratture tra le aspirazioni della più ampia società" dell'est della Libia" e la competizione fra "tribalisti e salafiti-haftariani".

In preda a instabilità e guerre civili dalla caduta del colonnello Muammar Gheddafi nel 2011, la Libia è spaccata fra il governo del dimissionario premier Fayez al-Sarraj riconosciuto dall'Onu a Tripoli, e un esecutivo controllato da Haftar. Dopo l'attacco a Tripoli, un cessate il fuoco permanente è stato concordato solo il mese scorso e da lunedì è in corso a Tunisi il Forum di Dialogo inter-libico sotto l'egida dell'Onu per trovare una soluzione politica al conflitto.

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