Marocco: ennesimo brutale omicidio donna, Paese sotto choc

'Ministra Famiglia si dimetta, mai intervenuta su gravi fatti'

24 luglio, 13:39

(ANSAmed) - RABAT, 24 LUG - Torturata, violentata e uccisa in mezzo alla strada, nella medina di Rabat. Un caso di barbarie filmato e diffuso via Whatsapp lascia sotto choc la società civile che si ritrova a seguire un altro processo, a poca distanza dalla sentenza a morte per gli assassini delle due turiste scandinave uccise e decapitate a Imlil, alle pendici del monte Toubkal. Una sequenza di violenze che colpisce le donne e che porta la società civile a chiedere le dimissioni del ministro della Solidarietà, della donna e della famiglia, Massima Hakkaoui. La petizione è arrivata sul tavolo del capo di governo. L'ultimo caso è quello di Hanane, 34 anni, di Rabat, violentata, torturata e lasciata morire in un vicolo della medina di Rabat, nel quartiere della mellah, la zona ebraica. I fatti risalgono a giugno, ma il video raccapricciante delle torture inflitte alla donna è stato diffuso in rete in questi ultimi giorni. Nel video compare l'aguzzino, un cinquantenne che ora rischia la pena di morte. È accusato di omicidio volontario oltre che di violenza e tortura ed è stato assicurato alla giustizia, insieme ad altri otto complici, implicati per reati che vanno dall'omesso soccorso alla diffusione di immagini che riprendono delitti, all'attentato al pudore con violenza e all'uso di psicotropi e sostanze alcoliche. Una storia simile a quella di Khadija, la ragazza di Casablanca, violentata e torturata, nei mesi scorsi, con l'incisione di tatuaggi e cicatrici su tutto il corpo, o a quella di Zineb, la 23enne sequestrata da una gang di periferia e violentata su un bus di linea nel 2017. In quest'ultimo mese, inoltre, un bambino di 11 anni è stato rapito e ucciso a Meknes.

Il caso di Hanane, secondo i dati delle associazioni e ong, sarebbe solo la punta di un iceberg, perché sono almeno 14mila le donne che subiscono violenza e sporgono denuncia. La ministra Hakkaoui, eletta nel 2012, è l'unica donna con ruolo da ministro nel Parlamento marocchino. Non ha mai commentato pubblicamente nessuno di questi gravi incidenti. La legge contro la violenza verso le donne, inquadrata tra gli articoli della legge 101-13, è entrata in vigore nel settembre 2018.(ANSAmed).

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