Siria: Oman primo paese arabo del Golfo a tornare a Damasco

Nel 2012 Mascate aveva ritirato suo emissario da Paese in guerra

07 ottobre, 15:27

Il sultano dell'Omn Haitham ben Tariq Il sultano dell'Omn Haitham ben Tariq

BEIRUT - Per la prima volta dopo otto anni un Paese arabo del Golfo riporta un suo ambasciatore nella Siria in guerra. Lo riferiscono nelle ultime ore media siriani e panarabi, secondo cui l'Oman ha nominato e inviato a Damasco un suo ambasciatore.

Nelle settimane scorse l'Oman aveva accolto favorevolmente la normalizzazione dei rapporti di Israele, arcinemico della Siria, con gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein. L'agenzia governativa siriana Sana aveva pubblicato le foto dell'incontro ufficiale, lo scorso 4 ottobre, tra il ministro degli esteri siriano Walid al Muallim e il nuovo ambasciatore dell'Oman, Mahmud Mahmud Al Busaidi.

L'Oman e gli altri Paesi arabi del Golfo avevano lasciato la Siria nel 2012 sull'onda della repressione governativa delle proteste popolari anti-regime scoppiate nel 2011. In quel contesto, la Siria aveva perso anche il suo seggio in seno alla Lega Araba. Ma da più di un anno si discute il suo reintegro nel consesso panarabo.

L'Oman ha da poco attraversato una incruenta transizione di potere con la morte, lo scorso gennaio, del sultano Qabus (50 anni al potere) e con la conseguente successione del nuovo sultano, Haitham ben Tariq. Il sultanato, che si trova al crocevia tra Iran, Oceano Indiano e Medio Oriente, tradizionalmente cerca di mantenere una politica di apertura a tutti gli attori regionali e la riapertura delle relazioni formali con Damasco si inserisce nella volontà di Mascate di normalizzare i rapporti con tutti gli altri Paesi della regione, incluso Israele.

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