Gaza: corso Croce Rossa per chirurghi nelle zona di guerra

Medico italiano, difficoltà nel migliorare situazione emergenze

04 settembre, 16:31

(di Massimo Lomonaco) (ANSAmed) - TEL AVIV-GAZA, 4 SET - La formazione di medici chirurghi in grado di affrontare al meglio ferite da armi da fuoco ed esplosivi in zona di guerra. Questo l'obiettivo del corso che la Croce Rossa Internazionale ha avviato in questi giorni a Gaza, diretto dal chirurgo italiano Marco Baldan, veterano del settore, responsabile dell'organizzazione per il Medio Oriente. "A parte poche eccezioni, nel mondo le università che formano i chirurghi - ha raccontato all'ANSA - non hanno un insegnamento specifico su come curare le ferite da proiettili ad 'alta energia' e da esplosioni, incluse quelle da ordigni artigianali che purtroppo sono molto usati nei conflitti odierni. Se queste ferite sono trattate come si impara all'università, il risultato può essere scadente: infezioni, e altre complicanze dei traumi fino al decesso possono essere le conseguenze. La Croce Rossa Internazionale ha cominciato a proporre questo insegnamento nel 1989 a Mogadiscio e da allora i corsi nel mondo sono più di 300". A Gaza - ha aggiunto Baldan che conosce bene la Striscia dove è stato per lavoro più volte - la situazione ha molte di queste caratteristiche e per questo il Ministero della sanità locale ha radunato 6 professori e 13 specializzandi in chirurgia che, grazie anche al corso, saranno alla fine in grado di prestare un'assistenza specifica in questo settore. Inoltre, i 6 professori prenderanno in mano l'insegnamento nei prossimi anni, sostituendo gli esperti internazionali. "Ma la situazione generale - ha spiegato Baldan - resta quella che conosciamo.

Notevoli difficoltà nel migliorare la capacità di gestire le urgenze. E questo è dovuto al riacutizzarsi delle emergenze stesse, alla mancanza delle risorse, alle restrizioni sulle persone e i beni". Per Baldan anche la situazione economica generale è in caduta libera: "tasso di disoccupazione altissimo, ancora maggiore tra i giovani ed esteso livello di povertà, sono i fattori dominanti". Questo si riflette sui livelli di assistenza sanitaria e fa sì che "con le magre risorse a disposizione alcune patologie siano difficili da curare". Il corso diretto da Baldan si compone di 6 persone: 3 chirurghi, uno specialista di medicina d'urgenza, due esperti locali (uno in riabilitazione fisica ed uno in diritto internazionale). Il Centro nel quale si svolge il corso - sia la parte teorica sia quella pratica su manichini - è stato messo a disposizione dal Ministero della sanità di Gaza e si trova nell'Ospedale Shifa. Il Ministero della sanità di Gaza ha anche aperto le porte dell'Ospedale Shifa e dell'Ospedale Europeo di Gaza per la formazione clinica sui pazienti. "Siamo convinti - ha concluso Baldan - che il nostro lavoro almeno abbia evitato che la situazione peggiori". (ANSAmed).

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