Earth Bits, S.O.S. Terra in mostra a Lisbona

Studio italiano Dotdotdot firma il progetto con Esa e Iea

02 aprile, 13:42

(di Daniela Giammusso) (ANSAmed) - ROMA, 02 APR - Scienza, cultura e design. Per raccontare l'emergenza climatica che ha investito il mondo intero (e di fronte alla quale non si può più far finta di nulla). In un museo, ma a suon di dati. È "Earth bits - Sensing the Planetary", progetto firmato dallo studio italiano Dotdotdot, che dal 5 aprile sarà protagonista della riapertura stagionale (dopo le chiusure per la pandemia) del Maat, il Museo di arte, architettura e tecnologia di Lisbona.

Un percorso multisensoriale, realizzato con il supporto scientifico e la collaborazione dell'ESA-European Space Agency, IEA-International Energy Agency, EDP Innovation e EDP Sustainability, che fa parte del Maat Explorations, il nuovo palinsesto di esposizioni, attività didattiche e public program ideato dalla curatrice del museo portoghese Beatrice Leanza per approfondire, attraverso punti di vista diversi, i temi più attuali legati alla trasformazione ambientale. E che attraverso installazioni multimediali, dataviz (visualizzazione dei dati), wallpaper digitali, video animati e una speciale consolle interattiva prova, in modo del tutto inedito, a generare una presa di coscienza individuale e collettiva sul tema.

"Il nostro punto di partenza era non avere pregiudizi, né intenti morali", racconta all'ANSA Alessandro Masserdotti, co-fondatire e Chief Technology Officer del Dotdotdot studio, che da 16 anni a Milano lavora nel campo dell'interaction design per rendere più comprensibili e utilizzabili le interfaccia informatiche. Ovvero, per rendere più accessibili a tutti i dati. "Siamo entrati nel mondo dei musei e della cultura quando nessuno si aspettava la tecnologia in quegli spazi", racconta.

Tra i loro clienti, il Museo del '900 di Mestre (VE), il Piccolo museo del diario a Pieve Santo Stefano (AR), l'Aboca di Sansepolcro (AR) e, prossimamente, anche la mostra che racconterà la passione di Raffaello per le grottesche alla Domus Aurea di Roma.

"Fondamentale per noi - spiega il Cto - è che la fruizione non sia mai passiva, ma interattiva con lo spettatore".

Soprattutto, quando più è urgente creare "un pensiero critico rispetto all'impatto dei propri comportamenti sull'intero pianeta". Visitabile fino al 6 settembre, il racconto di Earth bits - Sensing the Planetary si snoda così in quattro installazioni multimediali. Ad aprire è "Power rings", un dataviz in loop che mostra il consumo di elettricità in Portogallo nel biennio 2019-2020, raccontando l'impatto delle restrizioni e delle misure adottate durante il primo lockdown e come il Covid-19 abbia influito sul fabbisogno energetico del Paese. Si prosegue con "24Hours: the ecology and energy of our flux", grande murale illustrato di 12 metri che racconta meticolosamente, con una serie di illustrazioni dettagliate, i meccanismi di consumo energetico che stanno alla base di 80 semplici azioni che si compiono abitualmente nel corso della giornata, da preparare un caffè a controllare Facebook.

Con la consolle "The co2 mixer" si può poi calcolare il proprio l'impatto energetico sul pianeta, in base al proprio stile di vita e alle proprie abitudini. Infine, il grande wallpaper digitale 'dipinto' da dati e immagini "Planet calls" traduce visivamente l'insieme delle preziose informazioni del programma satellitare Copernicus dell'Esa, mostrando al pubblico la correlazione storica tra l'aumento delle emissioni di CO2 generate dalle azioni umane, il riscaldamento globale e le ripercussioni in atto come inondazioni, scioglimento dei ghiacciai, innalzamento dei mari, siccità e incendi. "Credo che questo sarà uno dei futuri possibili per i musei di domani - conclude Masserdotti -. Oggi il mondo della scienza è importantissimo e il museo è un connettore tra le persone e la cultura. Sarà sempre più fondamentale colmare il gap di distanza tra l'uomo comune e la pioggia di dati ed evidenze di cui siamo in possesso". (ANSAmed).

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