Maltempo: in Bosnia centinaia i villaggi isolati

Elicotteri portano rifornimenti e soccorrono malati

07 febbraio, 16:49

(ANSAmed) - SARAJEVO, 7 FEB - Sono centinaia in Bosnia-Erzegovina, sopratutto nelle zone montuose, i villaggi letteralmente sommersi dalla neve e isolati dal resto del mondo per l'impraticabilita' delle strade. L'unico mezzo in grado di garantire i rifornimenti e evacuare le persone piu' bisognose e' l'elicottero, largamente utilizzato in questi giorni di emergenza-gelo e neve dalla protezione civile, dall'Esercito e dal contingente Eufor (truppe dell'Unione europea di stanza nel paese balcanico). Una decina finora i morti per il gelo in tutto il paese, dove e' stato proclamato lo stato di calamita' naturale.

Con gli elicotteri vengono portati generi alimentari, medicinali, coperte, altro materiale di prima necessita'. A volte si lanciano semplicemente dei pacchi in zone raggiungibili dagli abitanti. Nelle ultime ore gli elicotteri hanno portato in salvo diverse persone in particolare nella zona di Foca (Bosnia orientale), hanno soccorso i malati, come le cinque persone di Dreznica portate condotte a Mostare per la dialisi, o la partoriente di Nevesinje portata anch'essa nell'ospedale di Mostar, sommersa anch'essa da quasi un metro di neve.

Nel villaggio di Glogosnica, comune di Jablonica, gli abitanti hanno spakato la neve per 11 ore per liberare la strada e consentire a una donna di sottoporsi alla seduta di dialisi.

Se non si riuscira' a rendere percorribile la strada che da Foca porta al villaggio di Mirjanovici, la famiglia di Naza Andjelija, una donna 74enne deceduta tre giorni fa di morte naturale, dovra' seppellire in un terreno appena fuori di casa per l'impossibilita' di raggiungere da soli il cimitero, distante due km.

In tanti casi le popolazioni rimasate isolate sono da giorni senza energia elettrica e senza collegamenti telefonici, saltati per il freddo glaciale che fa scendere il termometro a temperature record vicine ai -30. Da quattro giorni manca l'elettricita' a Neum, localita' balneare sull'Adriatico, mentre Mostar e' priva di energia elettrica da stamane.

Ieri mattina e' stato ritrovato il corpo del 17/enne Ejub Nadzak, di Zeljezno Polje (Bosnia centrale), scomparso giovedi' sera quando, al termine delle lezioni nella scuola di Zepce, si era incamminato a piedi verso il suo villaggio. Il corpo e' stato trovato a 1 km circa dalla sua casa, e si presume che il raggazzo possa essere caduto in un burrone, muorendo assiderato.

Si e' registrata la prima vittima nella Republika Srpska (Rs, entita' a maggioranza serba della Bosnia-Erzegovina), una donna 87/enne che viveva da sola nel villaggio di Baraci del comune di Mrkonjic Grad, trovata pressocche' assiserata dai vicini presso la sua casa. Portata in ospedale, e' morta poco dopo. Uno sloveno di 24 anni e' stato trovato morto ieri ai lati di una pista da sci sul monte Jahorina, mentre un anziano che spalava la neve davanti a casa sua a Sokolac, sul monte Romanija, e' caduto da una scalinata ed e' morto sul colpo. A Sarajevo la neve e' alta quasi un metro. I trasporti pubblici sono operativi in pianura mentre nelle zone collinari la situazione resta molto difficile, con tutte le scuole che restano chiuse. Oggi e' stato ripristinato il servizio dei tram, che circolano tuttavia su percorsi ridotti. (ANSAmed)
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