Serbia: Fabrizi (Ue), 2018 anno positivo, avanti con riforme

Priorita' stato diritto e dialogo su Kosovo. 'Serve stabilita'

19 dicembre, 17:38

(ANSAmed) - BELGRADO, 19 DIC - Il 2018, in chiave di integrazione europea, e' stato un anno positivo per la Serbia e per l'intera regione dei Balcani occidentali. Lo ha detto il capo della rappresentanza Ue a Belgrado, l'italiano Sem Fabrizi.

In una intervista oggi ad agenzie di stampa tra cui l'ANSA, Fabrizi ha espresso l'apprezzamento di Bruxelles per l'impegno di Belgrado a progredire sulla strada verso l'Unione europea. "La riunione del Consiglio di stabilizzazione e associazione Ue-Serbia ieri a Bruxelles e' stata senz'altro positiva e costruttiva, e dalla Ue vi e' stato il riconoscimento dell'impegno della Serbia ad andare avanti e progredire sulla strada europea", ha detto Fabrizi. La premier Ana Brnabic, ha aggiunto, "ha ribadito che l'obiettivo prioritario di Belgrado e' l'adesione alla Ue, e che il governo vuole andare avanti nel programma di riforme". "Il bilancio di quest'anno e' una Serbia impegnata nel processo europeo, che ha aperto altri quattro capitoli negoziali con Bruxelles, due a giugno e due questo mese", ha affermato sottolineando al tempo stesso come le due priorita' fondamentali nel negoziato con Belgrado restino lo stato di diritto e il dialogo sul Kosovo. Progressi in questi due campi sono cruciali per far avanzare il negoziato. "Per cio' che concerne lo stato di diritto (in sostanza i capitoli negoziali 23 e 24 su giustizia, diritti fondamentali, liberta', sicurezza), il messaggio ieri della commissione e' stato che progressi ci sono ma non sono univoci e che servono pertanto altri sforzi", ha affermato Fabrizi, mentre sul tema Kosovo sia Belgrado che Pristina "sanno che il dialogo e' l'unico strumento per arrivare a un accordo e alla normalizzazione dei rapporti". Nelle ultime settimane vi sono stati elementi conflittuali che hanno ostacolato la prosecuzione del dialogo - ha osservato Fabrizi con riferimento all'aumento del 100% dei dazi doganali sull'import serbo e al si' del parlamento di Pristina alla creazione di un esercito regolare del Kosovo. Su questo, ha detto, "la Ue, che ha il ruolo di facilitatore del dialogo senza prendere posizione per l'una o l'altra parte, ha avuto una posizione chiara. La decisione sui dazi viola gli accordi Cefta e quello di associazione e stabilizzazione e va quindi ritirata, mentre sull'esercito kosovaro Bruxelles sostiene che il processo di trasformazione da civile a militare della Forza di sicurezza del Kosovo debba avvenire in un periodo lungo, avere carattere inclusivo ed essere in linea con la costituzione". Il 2018, ha osservato Fabrizi, e' stato un anno positivo anche per le prospettive di integrazione europea del resto dei Balcani occidentali, in particolare con l'accordo sul nome fra Atene e Skopje, i progressi verso lo status di Paese candidato della Bosnia-Erzegovina e l'annuncio sull'apertura del negoziato di adesione per Skopje e Tirana nel 2019. E anche per il prossimo anno, con il semestre di presidenza dell'Unione della Romania da gennaio, il tema Balcani dovrebbe restare alto nell'agenda europea che, ha sottolineato Fabrizi, si concentra su sei punti chiave - stato di diritto, economia e crescita, sicurezza, connettivita', digitale e riconciliazione. In ogni caso per la Ue fondamentali per avanzare sulla strada dell'integrazione europea - ha sottolineato Fabrizi - sono le riforme, la stabilita' e la cooperazione regionale. (ANSAmed)
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