Nobel: madri Srebrenica chiedono ritiro premio ad Handke

'Ha difeso carnefici'. Soddisfazione e felicitazioni in Serbia

11 ottobre, 13:17

(ANSAmed) - SARAJEVO, 11 OTT - Le Madri di Srebrenica hanno duramente condannato la decisione di assegnare quest'anno il Nobel per la letteratura allo scrittore austriaco Peter Handke, accusato di aver appoggiato i crimini di Slobodan Milosevic, Radovan Karadzic e Ratko Mladic, e hanno annunciato la decisione di chiedere ufficialmente il ritiro del riconoscimento. "Oggi a nome dell'associazione Madri di Srebrenica invieremo una lettera ufficiale al Comitato per il Nobel della letteratura chiedendo il ritiro del premio a Peter Handke", ha detto Munira Subasic, presidente dell'associazione, citata dai media a Sarajevo. "Un uomo che ha difeso i carnefici delle guerre balcaniche non può ricevere un tale riconoscimento", ha osservato. Handke è notoriamente filo-serbo ed è accusato dai bosniaci di negare i crimini compiuti dai serbi nelle guerre degli anni 90 nella ex Jugoslavia.

Dure critiche all'assegnazione del Nobel allo scrittore austriaco sono venute anche dal membro bosniaco musulmano della presidenza tripartita bosniaca Sefik Dzaferovic, che ha parlato di una decisione "scandalosa e vergognosa". Anche PEN America ha condannato la decisione del Comitato Nobel, mentre una petizione per il ritiro del premio assegnato a Handke è stata avviata sulla piattaforma Change.org.

Di tenore opposto le reazioni fra i serbi di Bosnia e a Belgrado, dove si susseguono da ieri auguri e congratulazioni.

Il leader serbo-bosniaco Milorad Dodik, che è attualmente il componente serbo della presidenza collegiale bosniaca, ha inviato un messaggio di auguri a Peter Handke sostenendo che il riconoscimento dimostra che la verità non è del tutto perduta.

Definito un "grande amico dei serbi", Handke, per Dodik, è colui che "quando tanti nel mondo tacevano, si è opposto apertamente ai bombardamenti Nato contro i serbi in Serbia e in Bosnia-Erzegovina". Grande soddisfazione e congratulazioni a Peter Handke sono state espresse a Belgrado tra gli altri dal ministro della cultura serbo Vladan Vukosavljevic, dal ministrro della difesa Aleksandar Vulin e dal sindaco di Belgrado Zoran Radojicic.(ANSAmed).

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