Tunisia: Ong Osvic a favore inclusione sociale bambini sordi

Progetto innovativo punta a programma sperimentale bilingue

07 maggio, 10:14

(ANSAmed) - TUNISI, 7 MAG - "Migliorare la vita delle persone sorde all'interno della comunità tunisina per arrivare a una maggiore inclusione sociale e al riconoscimento della lingua dei segni tunisina da parte dello Stato". Questo l'obiettivo principale del progetto avviato lo scorso gennaio dall'Ong italiana Organismo Sardo di Volontariato Internazionale (Osvic), in partenariato con l'associazione tunisina Ichara, intitolato: "Inclusione sociale dei bambini sordi nella zona di Tunisi: sensibilizzazione, formazione e inserimento scolastico". Il progetto, co-finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna, vuole essere un'azione sperimentale innovativa sia nell'individuazione del settore di intervento sia nell'approccio utilizzato, spiega Marta Stroscio di Osvic in Tunisia ad ANSAmed, e punta nel lungo periodo ad avviare un programma sperimentale bilingue (Lingua dei segni tunisina/lingua scritta) all'interno della scuola pubblica locale e ad aumentare le prospettive di lavoro per i non udenti. "In Tunisia infatti, i sordi tendono ad essere marginalizzati e sono parte di quell'universo poco conosciuto di veri e propri invisibili, sottolinea Stroscio, e "spesso vengono considerati incapaci di svolgere attività che implichino l'uso del ragionamento e le loro competenze vengono sminuite". In Tunisia i bambini con questo deficit frequentano scuole speciali, le Atas (Associazioni Tunisine di Aiuto ai Sordi), all'interno delle quali possono studiare, ricevere una formazione professionale e seguire una riabilitazione logopedica. A partire dal 2005, con la legge sull'integrazione scolastica dei bambini in situazioni di handicap, la Tunisia ha iniziato ad inserire alcuni alunni sordi nella scuola ordinaria ma l'integrazione dei bambini sordi nelle scuole ordinarie consiste nella creazione di classi preparatorie, separate da quelle dei bambini udenti, nelle quali gli vengono assegnati degli educatori. La lingua dei segni non viene contemplata come metodo educativo e si predilige un approccio orale, con il principale obiettivo di "far parlare i sordi": ciò è dovuto principalmente alle famiglie che non accettano che i propri figli "segnino". Oltre a rimanere nelle classi preparatorie, i bambini hanno la possibilità di restare nella classe dei coetanei udenti, ma senza il sostegno di un docente, un interprete o un assistente alla comunicazione: di conseguenza, il bambino si ritrova solo, in classe, senza i mezzi necessari per poter comprendere alla pari dei suoi compagni udenti". Per proporre un'alternativa sia in ambito educativo che sociale, l'Osvic interviene in Tunisia con un progetto sperimentale che prevede il miglioramento delle condizioni di vita delle persone sorde attraverso un approccio studiato con l'obiettivo specifico di creare un contesto favorevole alla loro inclusione sociale e ad inserire bambini sordi all'interno della scuola tunisina. Per formare il personale che lavorerà nel contesto bilingue, sono previsti dei corsi di formazione da parte da docenti italiani esperti nel settore della didattica specializzata agli alunni sordi. Osvic, in partenariato con l'associazione tunisina Ichara, da tempo impegnata sul tema della lingua dei segni e dell'educazione ai bambini sordi, ha avviato dunque, con questo progetto in Tunisia, un cammino progettuale di cooperazione internazionale complesso, integrato, dando, da un lato, continuità al suo impegno nei sud del mondo, dall'altro promuovendo un processo di dialogo e solidarietà con la sponda sud del mediterraneo e la comunità araba, partendo dagli ultimi e con loro contribuendo a costruire impegno e cittadinanza. (ANSAmed).

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