Mostre: Trame Mediterranee, un ponte tra Sicilia e Tunisia

Dal 6 fabbraio a Tunisi la collezione di Corrao e Dar Bach Hamba

03 febbraio, 16:26

GIBELLINA (TRAPANI) - Un abbraccio tra due sponde del Mediterraneo nel segno dell'arte, ponte culturale che unisce due Paesi dalla storia millenaria. E' questo Trame Mediterannee. La collezione Ludovico Corrao e Dar Bach Hamba di Tunisi, la mostra promossa dalla Fondazione Orestiadi di Gibellina con l'Istituto Italiano di Cultura di Tunisi e in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia in Tunisia, e la Municipalità di Tunisi, che da giovedì 6 febbraio fino al 6 marzo ospiterà negli spazi dell'ex Presbiterio di Santa Croce nella Medina di Tunisi, una selezione di opere della collezione di Ludovico Corrao e del Dar Bach Hamba di Tunisi. Opere che divengono messaggere degli antichi e profondi legami tra i popoli del Mediterraneo, segnando il ritorno in Tunisia della Fondazione Orestiadi, diversi anni dopo l'interruzione dell'attività̀ decennale iniziata dal suo creatore, Ludovico Corrao. Curata da Enzo Fiammetta, con testi di Francesca Corrao, docente di Lingua e Cultura Araba all'Università degli Studi LUISS Guido Carli di Roma e Presidente Comitato Scientifico della Fondazione Orestiadi, Achille Bonito Oliva, Lorenzo Fanara, Maria Vittoria Longhi, Calogero Pumilia, Daria Settineri e Roberta Civiletto, Trame mediterranee già nel titolo dichiara un orizzonte d'azione: mostrare come le storie dei popoli di questa parte del mondo siano collegati, mescolati e incrociati, evidenziando attraverso le comparazioni ed il raffronto di forme, tecniche, decorazioni e caratteri, gli elementi artistici comuni che li affratellano più delle differenze. Dal teatro dei pupi, allestito con le marionette originali provenienti dall'immigrazione di massa dei siciliani del XIX secolo, alle poesie degli autori siculo- arabi, da Giufà, il celebre geniale personaggio tramandato dalla tradizione popolare araba a quella siciliana e ancora vivo in entrambe le culture, alle opere più raffinate dell'artigianato tunisino: le ceramiche di Nabeul, i tessuti preziosi, le terrecotte modellate a mano, i manufatti lignei dell'Atelier Driba, preziose testimonianze di un mondo in continua trasformazione, minacciato dall'incalzante pressione della produzione industriale, così come è già successo in Sicilia. Trame mediterranee propone la rilettura e rivitalizzazione di un patrimonio identitario comune, una base culturale e artistica dalla quale è possibile ripartire per riprendere un dialogo per facilitare quella comprensione tra i popoli oggi più che mai necessaria, vero antidoto a ogni fondamentalismo. "Già da gli anni Settanta - spiega Francesca Corrao - mio padre, pur non aveva ancora pensato di creare la Fondazione Orestiadi, aveva deciso di sviluppare i rapporti tra le due sponde del Mediterraneo perché́ convinto che le genti del mare formassero un unico popolo. Una visione mutuata dall'idea di cittadinanza mediterranea lanciata da Giorgio La Pira".

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