Yemen: ong, civili uccisi da bombe prodotte in Italia

Dopo raid aereo trovati frammenti di ordigni della RWM Italia

15 giugno, 20:22

(ANSAmed) - BEIRUT, 15 GIU - Bombe prodotte in Italia dalla società RWM Italia - che ha sede legale a Ghedi (Brescia) e la fabbrica a Domusnovas in Sardegna, ma che fa capo al gruppo tedesco Rheinmetall - sono state usate lo scorso ottobre in Yemen in un raid che ha ucciso almeno 6 persone, di cui 4 minori, che è stato condotto dalla Coalizione internazionale a guida saudita contro l'insurrezione locale degli Huthi. Lo denuncia all'ANSA l'ong yemenita Mwatana, collegata all'Onu e che documenta violazioni commesse contro civili in Yemen. La fonte ha inviato anche prove fotografiche.

L'ANSA ha provato a raggiungere telefonicamente il portavoce della tedesca Rheinmetall, ma dalla Germania per ora nessun commento. Raggiunto telefonicamente a Sanaa, il capo ufficio stampa di Mwatana, Taha Yaseen, ha invece confermato quanto scritto dalla stessa organizzazione lo scorso 24 marzo in un rapporto sulle vittime civili causate, tra l'altro, da un raid aereo compiuto alle 3 del mattino dell'8 ottobre 2016 su Der al Hajari, località nel distretto di Bajel nella regione nord-occidentale di Hodeida. "Sul luogo dell'attacco sono stati rinvenuti resti degli armamenti usati nel bombardamento", ha detto Yaseen. "Tra questi resti c'era anche un frammento di una bomba di fabbricazione italiana". "L'identificazione è stata resa possibile - ha spiegato - grazie all'analisi delle sigle, in particolare della serie alfanumerica A4447, visibile sul frammento e che indica che l'ordigno è stato prodotto dalla RWM Italia".

Da anni, la Rete italiana per il disarmo denuncia l'esportazione di armi prodotte in Italia all'estero, tra cui all'Arabia Saudita, impegnata dal 2015 in raid aerei per reprimere l'insurrezione Huthi e dei loro alleati. In due anni di escalation armata, l'Onu ha documentato l'uccisione di circa 7.600 persone e il ferimento di 42mila, la maggior parte causate dai raid aerei della Coalizione a guida saudita. La foto dei resti della bomba ritrovata nell'ottobre 2016 nella regione di Hodeida è stata mostrata dall'ANSA a Giorgio Beretta, uno dei massimi esperti in Italia della questione e analista presso l'Osservatorio permanente sulle armi leggere. Contattato telefonicamente e via email, Beretta ha confermato che la sigla A4447 visibile sul resto dell'ordigno indica la fabbricazione da parte della RWM Italia. (ANSAmed).

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