Ceste di cibo 'bene comune' per poveri

Iniziativa promossa da Comitato Beni Comuni e Slow Food

Redazione ANSA TORINO

(ANSA) - TORINO, 25 GIU - Ceste per la raccolta e la distribuzione del cibo destinato a chi è diventato povero per le conseguenze economiche della pandemia di Coronavirus. Verranno collocate - una cinquantina sono già state messe - in diversi punti delle città e dei paesi per iniziativa del Comitato Popolare Difesa Beni Pubblici e Comuni Stefano Rodotà e di Slow Food Italia. Un progetto - spiegano i promotori - nato "non come assistenza caritatevole, ma come opera di solidarietà alla pari, di sensibilizzazione verso il ruolo che i beni comuni, e il cibo è uno di questi, rivestono nella costruzione di una nuova prospettiva sociale, politica ed economica. "Siamo abituati - spiega Ugo Mattei, del Comitato Stefano Rodotà - a vedere nelle città le fontanelle che offrono acqua a chi ha sete e non guardiamo a chi beve come a un mendicante! Lo stesso deve accadere col cibo: le ceste della campagna siano come fontanelle di cibo bene comune. Abbiamo difeso l'acqua come bene comune, perchè dovrebbe essere diverso col cibo che è altrettanto necessario?".
    L'elenco dei luoghi con le ceste, o altri raccoglitori, si trova su www.generazionifuture.org. Si possono donare generi alimentari non deperibili e confezionati- La distribuzione, pur seguendo tutte le prescrizioni di sicurezza, sarà libera, non ci sarà un operatore che consegna materialmente i prodotti.
    "Questa iniziativa - afferma Giuseppe Orefice, del Comitato esecutivo di Slow Food Italia - pone il cibo al centro di una relazione di solidarietà orizzontale in cui non c'è bisogno che qualcuno chieda e non c'è bisogno di tramiti fra chi dona e chi riceve. Vogliamo, in questo modo, creare occasioni in cui il cibo in quanto bene comune possa restituire a chi è in difficoltà dignità e sostentamento".
   

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