Fiori, fiori ovunque è primavera nonostante tutto

Tulipani, meli e l'irresistibile poesia dei ciliegi

Lifestyle Design & Giardino
Chiudi Few visitors to see cherry blossoms in Washington, DC as coronavirus pandemic rages on (ANSA) Few visitors to see cherry blossoms in Washington, DC as coronavirus pandemic rages on

Tulipani, ciliegi, meli: siamo chiusi in casa e guardiamo alle fioriture di primavera con rinnovata meraviglia, dai balconi, dai terrazzi, dal giardino per i fortunati che lo hanno. Nel periodo brutto che tutto il mondo sta vivendo per la pandemia del coronavirus, in un tempo incerto che ci costringe in casa e ci impedisce di programmare vacanze a breve termine, gite fuori porta a Pasqua e ponti primaverili, se non fino all'estate la certezza ci viene dalla natura. Fiori, fiori ovunque. E' primavera, nonostante tutto. 

Tulipani

Li vediamo spuntare dai davanzali, in ciotole e vasi sui balconi e sui terrazzi; fiorire al piede degli alberi nei parchi; formare splendidi bouquet da recisi. I tulipani mantengono intatto il fascino che li ha resi merce scambiata a peso d’oro negli anni della Tulipomania europea del XVII° secolo, quando c’era chi, folle, abbandonava tutto quanto, comprese attività commerciali e case, per un sacchetto di bulbi di Tulipa con quotazioni da capogiro. Al giorno d’oggi i prezzi sono tornati normali, ma la loro bellezza rimane intatta. Difficile resistere alle corolle a coppa che ondeggiano al vento sui lunghi steli. Basta piantare in autunno i bulbi in terreno sciolto e arricchito da terriccio di foglie, e in primavera - ci racconta Houzz, nella sezione giardini di primavera - inizieranno ad emergere le foglie verdi, arrotolate le une sulle altre sul centro, da cui poi si svilupperà il fiore.

Meli da fiore
In primavera li vediamo punteggiare giardini, orti, parchi e campi selvatici con i loro fiori bianchi, rosa o rossi; portano grappoli di meline accese come lampadine a fine estate e foglie gialle e bronzo in autunno; sono i meli da fiore, belli tutto l’anno. Alcune varietà mantengono i frutti colorati sulla pianta per tutto l’inverno, facendo la gioia degli uccellini; talvolta i frutti sono anche utili per gelatine e confetture.Generosi nelle fioriture e semplici da coltivare, i meli gradiscono il sole, la mezz’ombra nelle regioni più meridionali; il terreno deve essere fresco, moderatamente umido e fertile, non importa se calcareo o acido. Non richiedono potatura, basta togliere i rami secchi o malformati. Tra le varietà più interessanti per il giardino o il terrazzo, Malus ‘Red Sentinel’, con fiori bianchi e meline rosso vivo che persistono sulla pianta fino a fine inverno; M. ‘Golden Hornet’, a fiori bianchi e frutti giallo oro; M. ‘Evereste’, con boccioli rossi e petali bianchi, porta frutti giallo-arancioni.

La poesia dei ciliegi
Immancabili le nuvole bianche e rosa dei ciliegi da fiore, dai rami ricoperti da mazzetti di fiori attorniati dalle foglie bronzee, che con il passare dei giorni sfumano in verde. Maestosi e allo stesso tempo leggeri, richiamano alla mente le raffigurazioni dell’hanami, l’usanza giapponese di ammirare la fioritura dei sakura – i ciliegi appunto – allestendo picnic sotto gli alberi in fiore. Anche un solo esemplare in vaso è uno spettacolo, pure in autunno quando le foglie si tingono di oro e arancione.

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#iorestoacasa, dall'asilo nido arrivano 'i compiti' per i più piccoli

Educatrice, programma e video attività, così aiutiamo genitori

Lifestyle Teen
Chiudi lavori a casa foto iStock. (ANSA) lavori a casa foto iStock.

Le chat con i genitori già c'erano, servivano ogni settimana, tra l'altro, per far arrivare un resoconto fotografico di quello che mamme e papà non potevano aver visto: i lavoretti, i pranzi tutti insieme, le canzoncine in gruppo. Poi di colpo il nido chiude, tutti a casa. E i compagni? E le maestre? All'asilo La mia casetta a Roma, e chissà in quanti altri nidi d'Italia, hanno pensato che il lockdown non doveva interrompere proprio tutto e che un filo bisognava seppure a distanza riuscire a mantenerlo. E' vero che sono cuccioli, dai 3 ai 36 mesi, ma anche i bimbi del nido hanno le loro amicizie, sono abituati a stare ore e ore con compagni ed educatrici, a fare laboratori. E' anche vero che a casa finalmente si godono i genitori, che hanno tempo per loro, quel tempo sperato e mai ottenuto per via degli impegni di lavoro (con annessi sensi di colpa come tutti i genitori, specie le mamme), si può cucinare insieme disegnare, fare un po' di giardinaggio magari in balcone sperando di tornare presto al parco. Ecco così che le fondatrici del nido hanno pensato che 'i compiti a casa', ossia un programma settimanale guidato per i genitori potesse essere una buona idea. "è stato un successo - dice all'ANSA Caterina Misiti - perchè mentre noi siamo abituati per lavoro ad avere chiaro ogni giorno cosa fare con i nostri piccoli, i genitori paradossalmente molto meno. Diamo loro idee giorno per giorno, sempre diverse ogni settimana, incluse le ricette per fare giochi alla portata delle stanze dei bambini, certo non diciamo loro di fare grandi pitture ma pasta al sale, creazioni con colori e carta magari con i rotolini di carta igienica, invenzioni che danno loro meraviglia come il sale che magicamente si colora e poi anche motricità con percorsi da fare in casa utilizzando il nastro adesivo per delimitarlo. Noi - prosegue l'educatrice - continuiamo a sentirci utili anche a nido chiuso, e rette non incassate, purtroppo, e i genitori sono felici di essere guidati perchè non tutti ovviamente hanno abilità e manualità. Nei prossimi giorni manderemo il programma per i lavoretti di Pasqua e così anche quest'anno un'aria di festa si potrà ritrovare nonostante tutto".
    Oltre al programma settimanale, con foto esplicative e ricette, sono arrivati nel corso di questi giorni anche i video: le maestre hanno parlato ai bambini rivolgendosi loro e così anche il filo visivo non è venuto meno.
    Ma come stanno i bambini a casa? "All'inizio qualche genitore si è fatto vivo, non essendo mai stato davvero intere giornate con il figlio ne scopriva aspetti della personalità non troppo conosciuti, come aggressività, ma questo a prescindere dalla situazione. Le abitudini cambiano tanto in casa, per tutti, bimbi compresi, spesso salta il riposino ad esempio. In una prima fase c'è stata assoluta felicità dei bambini per avere i genitori tutti per loro, ora certo - ci racconta la Misiti - si comincia a sentire noia e stanchezza come del resto tra i grandi. I bambini poi sentono, anche da piccolissimi, l'umore dei genitori: se li percepiscono preoccupati anche loro ne risentono, ecco perchè bisogna tenerli attivi e anche in casa, non importa uscire, bastano le finestre aperte a fare entrare luce e sole, è più importante essere positivi, ed è fondamentale spiegare loro nel modo più facile possibile perchè si sta in casa e che situazione stiamo vivendo avendo cura di essere speranzosi sul futuro". (ANSA).
   

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Selena Gomez, ho disturbo bipolare ma non ho paura

Rivelazione in intervista con Miley Cyrus su show Instagram

Lifestyle People
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'Sono affetta da disturbo bipolare'. Selena Gomez esce di nuovo allo scoperto sullo stato della sua salute e rivela che di recente gli è stata diagnosticata la patologia. L'attrice e cantautrice americana, 27 anni, è stata ospite dello show di Miley Cyrus 'Bright Minded' su Instagram e ha rivelato candidamente che ha scoperto di essere bipolare per la prima volta dopo anni a lottare con la sua salute mentale. Ha tuttavia sottolineato che la malattia non le fa paura. "Di recente - ha spiegato - sono stata in uno dei miglior ospedali di salute mentale in America, il McLean, e ho discusso del fatto che dopo anni in cui mi sono capitate diverse cose ho capito che ero bipolare. E mi ha aiutato saperne di più. Non fa paura se si sa". La trasmissione è stata anche l'occasione per parlare di come tenere lontano l'ansia durante l'epidemia di coronavirus. "Scrivo tanto - ha detto -. Credo che mi stia aiutando ad elaborare ciò che sta accadendo. Aiuta anche riconnettersi con persone con le quali non sei stata molto carina… e magari approfittare per dire 'Hey, spero che tu stia bene e al sicuro". Nonostante la giovane età, i problemi mentali della Gomez vanno indietro nel tempo. Nel 2013 si prese una pausa dal suo tour 'Stars Dance' per poi rivelare di essersi sottoposta a chemioterapia a causa del lupus, una malattia autoimmune che può colpire numerosi organi e apparati dell'organismo. Nel 2016 decise di prendersi un periodo di aspettativa per affrontare le crisi di ansia e di panico e la depressione causate dalla sua battaglia contro la malattia. Nel 2017 fu costretta a sottoporsi ad un trapianto di rene sempre a causa del lupus. La donatrice fu la sua migliore amica, l'attrice Francia Raisa. Nel 2018 finisce in riabilitazione per ansia e depressione e dopo un tracollo di nervi causato da due ricoveri in ospedale per le sue condizioni di salute. L'anno scorso, ospite del podcast 'Dream It Real' di Coach, brand del quale e' testimonial, ha riflettuto sul suo essere famosa fin dall'infanzia. "Quando ero più giovane - ha detto - sono stata esposta a tutta quella notorietà (protagonista della serie I maghi di Waverly in onda dal 2007 al 2012). C'erano foto ovunque di me ma io guardavo solo ai difetti". Nella stessa occasione ha rivelato di essere una grande sostenitrice della terapia, grazie alla quale è riuscita a superare gli effetti postumi di essere una bimba celebrity. Infine ha detto che ero si preoccupa meno della sua immagine pubblica, è il modo per difendersi dalle pressioni di Hollywood.
   

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Nicoletta Spagnoli, nonna Luisa superò la guerra, ce la faremo

Ad, pronti ripartire, uniti batteremo questo insidioso nemico

Lifestyle Moda
Chiudi NICOLETTA SPAGNOLI, SEGUIAMO ESEMPIO DI NONNA LUISA (ANSA) NICOLETTA SPAGNOLI, SEGUIAMO ESEMPIO DI NONNA LUISA

Per la pronipote di una delle icone della imprenditoria femminile italiana, mai come in questo momento vestire i panni di un capitano d'azienda è una impresa ardua. "La mia bisnonna Luisa è stata una donna straordinaria, dotata di incredibile forza - ammette Nicoletta Spagnoli ad del gruppo del fashion Made in Italy Luisa Spagnoli, che porta il nome dell'ideatrice anche dei Baci Perugina - ma forse stavolta questo nemico invisibile avrebbe messo in difficoltà pure lei".
    Alla guida dell'azienda di famiglia dal quasi 25 anni, Nicoletta Spagnoli con tutto il suo staff è al lavoro per rendere concrete le varie soluzioni del dopo emergenza sanitaria, provocata dalla diffusione a livello mondiale dei contagi da Coronavirus. "Gli scenari ipotizzati sono più di uno e verranno implementati a seconda di come evolverà la situazione - spiega -. Al momento non sappiamo prevedere la portata o la natura di questa evoluzione, stiamo cercando di monitorarla giorno per giorno". "L'intenzione è di ripartire, appena ne avremo la possibilità, con le attività produttive per garantire l'avanzamento della collezione invernale, lasciando lavorare in smart working il resto del personale - continua -. L'apertura dei negozi avverrà gradualmente, adottando misure per consentire ingressi contingentati: la storia ci ha insegnato che così come si scende velocemente, altrettanto velocemente si risale, tutto dipenderà da quanto durerà l'emergenza, e dalla bontà delle iniziative intraprese dai governi per ridurre al minimo i danni economici".

Abituata a dover fronteggiare ciclicamente gravi questioni internazionali per l'instabilità dei mercati, le incertezze economiche, la necessità di rinnovare le collezioni, reagendo velocemente ('ma a questo non ero preparata, nessuno lo era'), Nicoletta non ha alcuna intenzione di cedere al pessimismo. "La Luisa Spagnoli ha superato brillantemente una guerra mondiale sotto la guida di mio nonno Mario, io non posso esser da meno - afferma orgogliosa - e anche se il nemico questa volta lancia 'mine' invisibili, sono sicura che se uniamo le forze riusciremo a sconfiggerlo". Ai primi segnali che la situazione stava per esplodere il gruppo umbro non ha neppure aspettato i decreti governativi e ha chiuso tutti i negozi, messo in sicurezza l'azienda, optato dove era possibile per lo smart working, sospeso la produzione. In questi periodo si sta procedendo alla sanificazione e a recuperare i dispositivi di sicurezza per consentire il ritorno al lavoro dei dipendenti in piena tutela. E ovviamente non è mancato la solidarietà con donazioni all'ospedale S. Maria della Misericordia di Perugia mentre, su iniziativa del figlio Nicola, è stato illuminato lo storico logo che campeggia sull'azienda con i colori della bandiera Italiana. "L'emergenza ha risvegliato anche il patriottismo e mi auguro che questo sentimento continui - afferma -. Non mi stancherò mai di dirlo che occorre tenere accesi i riflettori e valorizzare le eccellenze Italiane, che tutti ci invidiano". Come appunto è diventato il brand di cui è a capo, che da oltre 90 anni ha conquistato una generazione dopo l'altra 'per la grande attenzione al rapporto qualità/prezzo, ai dettagli couture, ai tessuti pregiati'. "La storia insegna che, per reazione, dopo una crisi scatta prepotente la voglia di vivere e quando tutto sarà finito le donne avranno voglia di colore, allegria, femminilità e di un po' di romanticismo", è la speranza e l'augurio di Nicoletta. 
   

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Pasqua a casa ma beauty, 5 ricette facili con uova e cioccolato

Ingredienti tipici possono essere alleati validi per pelle e capelli

Lifestyle Beauty & Fitness
Chiudi Kit per usare le uova per capelli e pelle (ANSA) Kit per usare le uova per capelli e pelle

Una Pasqua a casa, senza gite fuori porta, triste per i lutti del coronavirus, preoccupata per il futuro incerto. Alle uova comunque non rinunciamo. Possono essere usate anche come validi alleati di pelle e capelli. Uala sito dedicato al mondo beauty e wellness, ha raccolto cinque idee per utilizzare le proprietà delle uova e del cioccolato per celebrare la Pasqua prendendosi cura di sé.
1. IL BALSAMO NATURALE PER CAPELLI SECCHI E DANNEGGIATI
Se i capelli non sono in forma, ecco un modo originale di prendersene cura. L’uovo – e in particolare i grassi contenuti nel tuorlo – rendono infatti la chioma più forte, luminosa e idratata.

Ingredienti:
1 uovo intero
2 cucchiai di yogurt naturale
2 cucchiai di olio evo
Procedimento: unire tutti gli ingredienti e mescolare fino ad avere un composto omogeneo. Lavarsi i capelli con uno shampoo a ph neutro (meglio se due volte) poi applicare il balsamo naturale, fare un torchon, e avvolgere tutta la testa con la pellicola trasparente da cucina. Lasciare agire per 30/40 minuti e sciacquare abbondantemente con acqua tiepida.
2. IL TONICO PER LA PELLE DEL VISO…CON UN SOLO INGREDIENTE
In questo caso dell’uovo si utilizza solo l'albume che aiuta a tonificare e a donare luminosità alla pelle del viso, eliminando le impurità che si accumulano nei pori.

Ingredienti:
1 albume
Procedimento: montare a neve l’albume e stendere con un pennello su tutto il viso (evitando il contorno occhi). Lasciar seccare il composto e risciacquare con acqua tiepida tendente al freddo.
3. MASCHERA VISO IDRATANTE E ILLUMINANTE AL CIOCCOLATO
Se durante la spesa al supermercato non si è resistito alla tentazione di acquistare anche un uovo di cioccolato, che però è troppo da finire da soli, ecco un modo per utilizzarlo senza sensi di colpa.

Ingredienti:
40 gr di cioccolato fondente
2 cucchiai di miele
2 cucchiai di yogurt bianco naturale
1 cucchiaio di olio di cocco
Procedimento: tritare il cioccolato fino a renderlo polvere. Unire tutti gli ingredienti e mescolare, fino ad avere un composto omogeneo. Pulire la pelle con acqua tiepida ed un detergente, applicare il composto su tutto il viso e collo evitando contorno occhi e bocca. Lasciare in posa per 20 minuti (mentre si legge un buon libro e si mangia il resto della cioccolata), sciacquare con acqua tiepida e terminare il trattamento applicando una crema idratante.
4. PURIFICARE CON LE UOVA IL CUOIO CAPELLUTO
Tra le proprietà dell’albume c’è il potere di regolare il ph naturale della pelle, è quindi un perfetto alleato per chi ha il cuoio cappelluto grasso e desidera purificarlo.

Ingredienti:
2 albumi
Procedimento: montare a neve gli albumi. Massaggiare il composto sul cuoio capelluto per 5 minuti. Sciacquare e procedere con lo shampoo.
5. IMPACCO AL CIOCCOLATO ANTICELLULITE
Il cacao riattiva la microcircolazione e può quindi aiutare nella lotta alla cellulite. Ecco come realizzare da soli questo semplicissimo impacco, da ripetere una volta alla settimana…sempre che il cioccolato a disposizione duri tanto a lungo.

Ingredienti:
100 grammi di cioccolato fondente
1 bicchiere di acqua tiepida
2 cucchiai e mezzo di sale grosso
Procedimento: tritare finemente il cioccolato e mischiarlo all’acqua e al sale. Applicare su cosce e glutei facendo movimenti circolari. Avvolgersi nella pellicola e lasciar agire per 30 minuti, per poi risciacquare con acqua tiepida.

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Mujeres, il film delle donne, un diario emotivo

Progetto partecipato racconta il rapporto tra donne e lavoro al tempo del coronavirus

Lifestyle Società & Diritti
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"Tutte a casa - Donne, Lavoro, Relazioni ai tempi del Covid-19". Si intitola così il progetto di documentario partecipato ideato da un gruppo di professioniste dello spettacolo: documentariste, sceneggiatrici, autrici teatrali ma non solo che si sono incontrate nel gruppo Facebook "Mujeres nel cinema".
    Lo scopo è quello di documentare il rapporto tra donne e lavoro ai tempi del coronavirus: che cosa è cambiato finora, che cosa ancora cambierà. Un vero e proprio "diario emotivo" delle donne che sono costrette ad andare a lavorare fuori casa, di quelle che invece possono lavorare da casa e di quelle che non possono fare né l'una, né l'altra cosa. Una narrazione collettiva che sia in grado di generare anche una riflessione successiva sul momento storico che stiamo vivendo, realizzando così anche un vero e proprio archivio capace di testimoniare questa pagina fondamentale della nostra storia.
    Per realizzare questo ritratto corale al femminile, le autrici del progetto lanciano la call e invitano a partecipare a questo diario collettivo scritto e filmato da molteplici mani, attraverso la realizzazione di brevi video-diari. Le domande a cui rispondere sono tante. Come, ad esempio: "Avevamo dei soldi da parte per poter far fronte alle emergenze? Avevamo un piano B o ce lo stiamo creando in questi giorni? Ci hanno licenziate, messe in stand-by? Come ci fa sentire non avere più il lavoro o il progetto a cui ci stavamo dedicando? Come sono cambiate le nostre abitudini? Abbiamo scoperto nuove passioni? Sono nate nuove amicizie? Quali sono le paure, i pensieri, i desideri quando tutto si ferma? Come impieghiamo questo tempo?".
    Le autrici del progetto chiedono di inviare dei video-diari che documentino il trascorrere dei giorni, gli spazi e le attività quotidiane. (ANSA).
   

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Tra scetticismo e speranza, la visione del futuro adesso

Mappati oltre 55 milioni di conversazioni social, tra post, commenti, video e tweet

Lifestyle Società & Diritti
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Confusi e critici, spaventati e speranzosi: alle prese con un futuro complicato da immaginare se non altro perchè sfugge alle dinamiche conosciute, alle traiettorie consolidate e previste così come il coronavirus si è infiltrato tra gli umani dribblando tra i confini degli stati e delle classi sociali, ci sentiamo così ciascuno con maggiore dose dell'uno o dell'altro sentimento. Quattro Italie o una sola con quattro direttrici. Un gruppo di lavoro, Future of Italy, ha elaborato 55.931.983 conversazioni - post, commenti, tweet, video su ogni social - tra il 25 febbraio e il 25 marzo per arrivare a descrivere ad oggi come siamo, come ci sentiamo e cosa dovremo fare dopo tutto questo. Insomma come vediamo oggi il nostro futuro, mentre siamo in quarantena e con il fiato sospeso per le notizie, attenti lettori di grafici, ascoltatori di scienziati e medici come mai prima d'ora. L’analisi delle conversazioni ha evidenziato quattro differenti polarizzazioni: timore e paura, confusione e incertezza, critica delle decisioni e dei risultati, speranza nel futuro. La riflessione sul mondo nuovo post Covid 19 non si ferma qui: Future of Italy, il gruppo operativo ideato e composto da Matteo Flora, fondatore di The Fool, Andrea Fontana, co-fondatore e presidente di Storyfactory, e Oscar Di Montigny, fondatore e Presidente di BYE, andrà avanti settimanalmente per approfondire cambiamenti e nuovi sentimenti. La prima ricerca è in anteprima ANSA LIFESTYLE.
Se la paura ha dominato la prima fase delle misure di contenimento, questa ha lasciato velocemente il passo alla speranza ed alla confusione verso le misure e la popolazione, rea di non rispettare i divieti, un atteggiamento in linea con lo spirito 'contrarian' che da sempre contraddistingue una parte significativa della popolazione italiana. Importanti anche i numeri di chi manifesta forte confusione, soprattutto in occasione della diramazione dei decreti, sintomo di una comunicazione non sufficientemente chiara e trasparente rispetto alle misure. Infine, è importante sottolineare come speranza e critica rimangano le tipologie di conversazioni in crescita, con un trend di diminuzione di confusione e paura.
A livello internazionale, invece, è in crescita la paura rispetto all’Italia e gli italiani. Rimane di fondamentale importanza sviluppare una narrazione che veda nel sacrificio, nella costanza e nella ripartenza dell’Italia una piattaforma di conversazione internazionale che ne rilanci il ruolo. Ecco nel dettaglio i profili socio-comportamentali:

GLI SPAVENTATI
Temono il futuro e la condizione presente, raccontano il loro disagio e la loro incapacità di prendere decisioni.
• Dall’analisi delle conversazioni in Italia emerge che la paura del Corona Virus non è principalmente una paura sanitaria, nella maggioranza delle persone, ma è un timore per la sicurezza personale, soprattutto in chiave economica. Gli italiani temono per il lavoro, per l’economia, la scuola. Temono il panico e temono le azioni - spesso irresponsabili - di altri cittadini. E, in aggiunta a questo, coltivano il dubbio e la paura che non riusciremo a riprenderci, che le persone al comando non siano adeguate e che l’economia non riuscirà a ripartire. Vedono il mostro all’orizzonte, quasi più spaventevole che non l'emergenza che stanno affrontando ora.
• Dall’analisi delle conversazioni nel resto del mondo, invece, si evidenzia come la paura verso l'Italia e gli Italiani sia ben riassunta in una frase: "la Wuhan d’Europa”. E proprio sotto questo appellativo che gli italiani vengono giudicati e raccontati in un ruolo di “vettore".
I CONFUSI
Si trovano nella impossibilità di prendere decisioni informate perché non sono in grado di trovare informazioni univoche e rilevanti.
• L’analisi delle conversazioni degli italiani fa emergere una confusione legata alla analisi del passato, andando a costruire dietrologia su cosa sarebbe stato meglio fare, ed al futuro, domandandosi se le misure prese in Italia siano corrette e sufficienti e se non sarebbe stato meglio seguire esempi di altri paesi (in primis Cina e Corea). Ma anche una confusione reale di interpretazione delle norme e di comprensione dei limiti di mobilità, ancora considerati troppo imprecisi. E infine la confusione di non capire in che modo e con che tempi guardare in avanti per costruire piani a medio-lungo termine.
I CRITICI
Sono alla ricerca di un colpevole e si muovono nella dinamica di attacco a qualunque proposizione e iniziativa.
• Per quanto riguarda le conversazioni in Italia, la critica non risparmia nemmeno quanto è stato fatto e quanto dovrà essere fatto per arginare l’epidemia. Il nemico cercato e ritrovato è multiforme e ritrova la sua formulazione nelle dinamiche più comuni: il diverso, l’avversario, il comando e gli altri. E su questi assi la critica investe il Governo, complice di non fare mai abbastanza, i francesi per via di uno spot irriverente, per poi parlare comunque dei clandestini e della emergenza di quarantena. Ma la maggior parte delle conversazioni si sposta sugli italiani stessi e sulla loro incapacità di venire incontro alle raccomandazioni dello Stato.
• Su scala mondiale, invece, se una figura compare nella narrazione della criticità è quella dell’Idiota, qualifica non attribuita ai soli italiani che non rispettano l’isolamento ma come concetto generale. Idioti ed ignoranti i Governi (ed i politici) di vari stati a non mettere in atto misure forti per contrastare subito il virus, soprattutto vista l’esperienza dell’Italia. Ma, di contro, sono idioti ed ignoranti quei Governi e quei politici che lo fanno introducendo il lockdown, minando così l’economia. Di sicuro gli italiani vengono associati ad un altro termine difficile da accettare: irresponsabili. Irresponsabili nel non aver bloccato l'epidemia, che ha viaggiato con gli italiani, nel non avere agito prima e nel non ottemperare ai dettami imposti.
GLI SPERANZOSI
Raccontano i piccoli successi e si muovono verso la creazione di una visione positiva del futuro, in modo attivo e determinato.
• Nelle conversazioni degli italiani, la speranza trova un primo, forte, appiglio nell’essere italiani: un’appartenenza vissuta come sinonimo di coraggio. Il senso di orgoglio espresso dagli utenti è confermato ed alimentato dalle storie e dalle testimonianze degli operatori sanitari in prima linea nella lotta all’epidemia. L’efficienza, unita ai sacrifici riconosciuti al personale del sistema sanitario nazionale, risulta determinante nel convincere gli utenti a rispettare la quarantena imposta dal Governo, proprio al fine di non vanificare tali sforzi. I messaggi degli speranzosi sono intrisi di solidarietà e senso di responsabilità.
• A livello internazionale, è indubbio che esista un sentimento di fratellanza e di supporto che incoraggia l'Italia e gli Italiani ad "essere forti” ("stay strong”), come non c'è dubbio che esista una parte dei commentatori che guardano con favore le imponenti misure imposte dal Governo per fronteggiare l’epidemia. Ma la vera partita internazionale per conquistare gli speranzosi si gioca raccontando anche i piccoli gesti e le piccole riprese, oltre che la costanza ed il sacrificio capaci di trasformarci da irresponsabili ad artefici di un percorso di rinascita.

 

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Morto di coronavirus Sergio Rossi, big del made in Italy

Imprenditore calzaturiero, era ricoverato all'ospedale di Cesena

Lifestyle Moda
Chiudi Coronavirus: morto Sergio Rossi, big del made in Italy (ANSA) Coronavirus: morto Sergio Rossi, big del made in Italy

Addio a Sergio Rossi, maestro delle calzature di lusso femminili, fondatore del marchio sinonimo di scarpe dallo stile glamour, inconfondibile. Il designer si è spento il 2 aprile, all'età di 85 anni, stroncato dal Coronavirus che lo aveva colpito da qualche giorno, costringendolo al ricovero nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Bufalini di Cesena.
La storia di Sergio Rossi, nato nel 1935 a San Mauro Pascoli (Forlì-Cesena) è quella di un modesto artigiano che aveva ereditato la passione per le calzature femminili su misura, dal padre calzolaio. Ma quello con le scarpe era vero amore. Un amore cominciato subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, nella bottega del padre, che gli aveva insegnato il mestiere da bambino, dal momento che il piccolo Sergio già a 14 anni mostrava un grande talento. Tanto che, le scarpe prodotte d'inverno con il fratello Franco, venivano vendute dalla famiglia durante l'estate servendosi di una bancarella ambulante, che girava lungo tutta la riviera romagnola, da Rimini a Riccione. Il suo talento però aveva già tracciato per lui un cammino di successo, che avrebbe trasformato il giovane Sergio il calzolaio in uno stilista iconico, corteggiato dai grandi gruppi del lusso. Tanto che nel 1999 il marchio venne acquisito dal Gruppo Gucci, poi divenuto Kering, polo europeo del lusso di Francois-Henry Pinault, che lo trasformò in un brand cult, aprendo tanti flagship store nel mondo fino al 2015, quando le scarpe di Sergio Rossi tornarono ad essere italiane, grazie all'acquisizione di Investindustrial, societa' di private equity di Andrea Bonomi. L'investitore rilanciò il marchio italiano che tornò ad essere molto amato dalle star di Hollywood come Katy Perry, Anne Hathaway, Hilary Swank, Jennifer Lopez, dopo aver attraversato un periodo di tempo in affanno, che era seguito all'apice del successo toccato alla fine degli anni Novanta. Il designer ormai non disegnava più le scarpe che portavano il suo marchio. Francesco Russo è stato direttore creativo di Sergio Rossi tra il 2008 e il 2013, anno in cui Angelo Ruggeri è entrato in azienda come design director, ruolo che ha ricoperto fino alla prima metà del 2016.
Tornando alla storia del giovane Sergio, neessuno avebbe mai immaginato che qual calzolaio che durante l'estate vendeva le scarpe sulle spiagge di Rimini avrebbe trasformato il suo marchio in un brand di culto e San Mauro Pascoli, dove aveva aperto il suo primo stabilimento nel 1951, in capitale mondiale della calzatura femminile di lusso.
Tra i suoi primi modelli di successo, l'Opanca divenne un cavallo di battaglia delle prime collezioni: erano sandali semplici ma innovativi nella suola che curvava attorno al piede diventando un tutt'uno con la parte superiore della tomaia. Due anni più tardi, nel 1968, venne prodotta la prima scarpa marchiata Sergio Rossi che inaugura la prima collezione ufficiale del brand. Più tardi la scarpa-icona del brand divenne il modello Godiva, reinventato ogni anno in diversi materiali e colori. Le scarpe di Sergio Rossi si facero notare sin dagli anni Settanta per la bellezza del design, sempre molto geometrico, femminile e sensuale, per l'uso del colore e per l'elevata qualità dei pellami scelti. Ma non trascurava la comodità della scarpa che aveva il suo segreto nella suola ben aderente al piede. L'ascesa di Sergio Rossi nell'olimpo dei grandi nomi del made in Italy è stata segnata anche da collaborazioni con i più grandi geni della moda, tra cui, vale la pena ricordare, quella con un giovanissimo Gianni Versace. Ma anche con Dolce & Gabbana e Azzedine Alaia.

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Online sì ma con stile, il galateo del telelavoro

Von Bruchhausen, dresscode anche per videoconferenze e webinar

Lifestyle Moda
Chiudi Le Formiche di Fabio Vettori (ANSA) Le Formiche di Fabio Vettori

Si fa presto a dire videoconferenza o "webinar". Per affrontare una qualunque attività online non bastano microfono e webcam. E non è solo questione di dotazioni tecniche. Ci sono anche regole di galateo da seguire, perché per quanto si tratti di eventi mediati da un apparecchio elettronico e dalla rete, sono coinvolti pur sempre dei rapporti interpersonali.
    "Chi è abituato a lavorare a contatto con clienti, interagire con persone diverse, tenere presentazioni o a fare formazione in aula, sa bene quanto sia importante instaurare un buon rapporto con chi si ha davanti - spiega Katherina von Bruchhausen, bolzanina, consulente di galateo - Per essere ascoltati e capiti, bisogna stabilire un legame con il pubblico mantenendo sempre un atteggiamento naturale e autentico". Oggi, mentre l'emergenza coronavirus costringe a spostarsi in un ambiente virtuale, vengono meno tutti quei mezzi espressivi quando abbiamo di fronte fisicamente i nostri interlocutori. "Anche se vediamo le persone che partecipano alla videocall o al webinar, è decisamente più difficile capire e interpretare le reazioni e utilizzarle come feedback a quello che stiamo raccontando", sottolinea von Bruchhausen.
    Allora qualche consiglio può tornare utile. Innanzi tutto, bisognerebbe fare qualche investimento in tecnologia: una voce troppo metallica o immagini a bassa risoluzione non favoriscono l'attenzione. "Molto importante è anche la luce giusta - avverte la consulente - più facile da ottenere se avete un faretto che emana sia luce calda che fredda". Ed attenzione a non posizionarsi con la finestra dietro le spalle. È bene, poi, "tenere conto del fatto che la telecamera mostra molti più dettagli, sistemate quindi barba, trucco e capelli prima di entrare in modalità video".
    Va curato anche lo sfondo che è bene che sia "neutro, un muro bianco o un mobile lineare senza oggetti personali. Se c'è una libreria deve essere in ordine perfetto, una vista su divano o letto andrebbe evitata sempre". Un approfondimento merita l'abbigliamento. C'è un vero e proprio dresscode da osservare.
    Giacca e cravatta sopra i pantaloni del pigiama vanno bene per le ironie da web. "È indicato scegliere un abbigliamento congruo alla situazione, al target e al vostro ruolo - osserva von Bruchhausen - Vestitevi, truccatevi, fatevi la barba e sistemate i capelli come fareste per una riunione in ufficio. Scegliete colori uniformi, non troppo accesi e senza motivi o paillettes o simili".
    "Se siete voi ad aver organizzato la videocall o il webinar, collegatevi un po' prima e salutate le persone man mano che si connettono - prosegue la consulente di galateo - È ovvio che oltre un certo numero di persone non riuscirete più a farlo personalmente, ma un sorriso con contatto oculare e una postura aperta faranno sentire a proprio agio i partecipanti".
    Vanno curati anche atteggiamento e gestualità, avverte von Bruchhausen. Ad esempio, "è irritante se mentre state parlando guardate da un'altra parte"; va controllate la mimica che "deve essere professionale, gentile, interessata e rassicurante".
    Insomma, conclude l'esperta di galateo, "anche nella realtà virtuale ci sono delle dinamiche che influenzano l'opinione che gli altri hanno su di noi. Conoscerle e rispettare alcuni comportamenti ci permette di ottimizzare l'impressione che facciamo e migliorare la relazione con gli altri". Il che potrebbe essere "un buon esercizio per quando ritorneremo tutti nella vita reale". 
   

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Riunioni e video call, lavorare da casa evitando l'effetto Cast Away

Abiti adeguati, look curato, consigli per non inselvatichirsi

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi Una scena di Cast Away con Tom Hanks (ANSA) Una scena di Cast Away con Tom Hanks

(di Alessandra Magliaro) Dopo una prima fase di stordimento e choc per quanto ci sta accadendo con la pandemia del coronavirus, cominciamo a prendere le misure con questa che è, almeno per ora, stando in buona e controllata salute, la nostra nuova normalità: la casa al centro di tutto e non più tetto familiare dove magari ritrovarsi insieme solo a fine giornata, ma luogo di lavoro, di scuola, di palestra, cinema e così via.

Non è facile ma non abbiamo scelta, dobbiamo restare a casa e da lì fare tutto, andando avanti fin quando usciremo dall'emergenza. In questi ultimi giorni, dopo aver cantato dai balconi per comunicare che siamo tutti vicini anche se distanti, dopo aver chiamato parenti prossimi e lontani, fatto dolci e pasta fatta in casa a giorni alterni (e dunque messo su chili) realizziamo che il lavoro è una cosa seria e non può fermarsi. Dunque i meeting, le video conferenze via zoom impazzano e così le videochiamate tra gli uffici e i clienti. Con la conseguenza che bisogna essere organizzati negli spazi e presentabili, in buona sostanza stiamo correndo ai ripari per non inselvatichirci.
Qualcuno va avanti con un trucchetto: camicia e giacca e sotto il pigiama. è una idea ma certo un po' tragicomica, meglio vestirsi come facevano gli americani anni fa lanciando la moda del casual friday , ossia il look del venerdì quello in cui, tolta la giacca si poteva andare in ufficio con t shirt e pullover e sotto indossare jeans o pantaloni casual.
Ecco la nostra routine lavorativa, dal punto di vista dell'outfit, può ispirarsi a questo: una bella maglia e un paio di pantaloni comodi risulteranno più adeguati ai tempi di una giacca gessata o di un tutone felpato, una bella via di mezzo. C'è il rischio Cast Away, purtroppo è così: come Tom Hanks naufrago nel Pacifico, con barbieri chiusi, parrucchieri ed estetisti serrati ci specchiamo e vediamo barbe incolte una volta curate al millimetro con maniacalità hipster, capelli arruffati, ricrescite a vista come neanche Madonna di Like a virgin negli anni '80 (comunque aveva inventato lo shatush e non l'abbiamo ringraziata abbastanza), per non parlare dei peli superflui che grazie a dio nelle riunioni in chat non vengono inquadrati.
I parrucchieri sono corsi ai ripari con Sos ai clienti: c'è chi manda a casa kit con le istruzioni per il ritocco del preciso colore come quando si fa nel salone, chi realizza tutorial spiegando come fare a spennellare la cute, chi si filma mentre si fa la messa in piega teleguidando le persone. In realtà un po' di selvaggio fa bene: disintossica i capelli dallo stress di lavaggi frequenti, prodotti, eccessivi colpi di phon e di piastra poi si possono usare trucchetti come cambiare la riga, farsi una bella coda alta o bassa o raccoglierli a chignon, importante è essere oltre che sembrare curate e in ordine. Un make up leggero poi non guasta e ci protegge allo sguardo degli altri e ci da sicurezza.

Quanto agli spazi, a parte i fortunati che hanno una stanza, uno studio tutto per loro, bisogna organizzarsi al meglio: delimitare un posto che sia proprio 'l'ufficio a casa' con computer, una lampada ad illuminare, un luogo anche microscopico che ci faccia mentalmente considerare in una postazione di ufficio perchè così subito siamo aiutati a dare il meglio, a concentrarsi. Non sempre è possibile e se i bambini, magari piccoli, che abbiamo intorno irrompono chiamandoci nel bel pezzo di una video riunione, pazienza, gli interlocutori capiranno e sorrideranno sapendo che può accadere anche a loro, ma certo evitiamo se si può. Più importante è lo sfondo di questi incontri visto che possiamo essere inquadrati non è il massimo vedere la testata del letto alle nostre spalle o la cappa di una cucina, meglio qualcosa di più neutrale o una libreria ricolma che fa sempre la sua figura.

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Cortellesi-Milani, tutto cambia e il dopo inquieta anche

Coppia in quarantena, tra film, letture e desiderio di parco

Lifestyle People
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Lei consiglia "Il cinema secondo Hitchcock", un testo di culto di Francois Truffaut (sul loro incontro leggendario nel '62 è stato fatto anche un documentario emozionante), lui preferisce un film, Captain Fantastic, ma soprattutto "stare con le persone a cui si vuole bene, visto che abbiamo la fortuna di averle in casa, toccarle, parlarci, trascorrere tempo che nel mondo precedente era complicato". Sono Paola Cortellesi e Riccardo Milani, una coppia nella vita oltre che creativa di commedie intelligenti e molto popolari da Come un gatto in tangenziale a Ma cosa ci dice il cervello.
    Raccontano la loro quarantena, in casa con la figlia Laura di 7 anni, a Prima e dopo il virus: parla il cinema italiano, a cura di Mario Sesti, testimonianze raccolte da Fondazione cinema per Roma e online.
    Sono convinti entrambi che il mondo sia in cambiamento e che per raccontarlo "bisognerà tenerne conto", dice l'attrice.
    Milani spiega la propria inquietudine: "Ho la percezione che le persone per tornare alla normalità intendano ridiventare gli stronzi di prima, aggressivi, dediti alla competizione becera più violenta. I primi otto, dieci giorni di questa esperienza avevo avuto come l'impressione che da tutto questo saremmo usciti con un senso della collettività maggiore, ora questa speranza mi sembra si stia sfaldando purtroppo". La prima cosa a lockdown revocato? "Recuperare le tante cose ci sembravano piccole ma ora sono impossibili, come portare i figli al parco a giocare con altri bambini" dice mamma Paola che su Instagram si è incontrata con l'amica Laura Pausini. "Uscire di casa a fare una passeggiata con mia moglie e mia figlia e riabbracciare le figlie grandi. E poi però tornare al montaggio".
   

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Coronavirus, nel mondo è partita la caccia all'orsacchiotto (alla finestra)

Per aiutare i bambini ad affrontare serenamente la quarantena

Lifestyle Teen
Chiudi Un orsacchiotto e un arcobaleno ad una finestra nel sud di Londra, in Gran Bretagna (ANSA) Un orsacchiotto e un arcobaleno ad una finestra nel sud di Londra, in Gran Bretagna

Sui davanzali delle finestre di tutto il mondo stanno comparendo orsetti di peluche che guardano fuori. E' infatti partita la caccia all'orso, un'iniziativa che ha anche un hashtag #bearhunt. E' un omaggio allo scrittore di libri per i bambini Michael Rosen che nel 1989 ha scritto We're going on a bear hunt (A caccia dell'orso) ed è attualmente ricoverato in terapia intensiva per un sospetto contagio da coronavirus.

Rosen oltre che uno scrittore è anche un poeta e ha scritto These Are the Hands, per il 60 ° anniversario del servizio sanitario inglese (NHS). Questi i versi: Queste sono le mani / che ci toccano per prime / senti la testa / trova il polso / e fai il tuo letto. La poesia dà il titolo a una antologia di poesie creata per raccogliere fondi per geatire l'emergenza Covid-19 da parte dell'NHS in Gran Bretagna.

L’intento della caccia agli orsi è quello di scovare gli angolini più nascosti per posizionare i peluche, stupire e fare un po' di compagnia ai più piccoli in questo periodo in cui sono bloccati a casa.

Secondo il Guardian anche il primo ministro neozelandese, Jacinda Ardern ha collocato un orsacchiotto alla finestra della Premier House a Wellington, dove risiede  con il suo fidanzato, Clarke Gayford e la loro bambina Neve.

 

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JK Rowling lancia portale Harry Potter bimbi a casa

Harry Potter at Home con audiolibri, video e articoli

Lifestyle Teen
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Un po' della magia di Harry Potter per intrattenere i bambini costretti a casa dal coronavirus. J.K. Rowling ha lanciato infatti un portale a tema del maghetto più famoso al mondo, 'Harry Potter at Home', il quale vuole essere anche uno strumento educativo a disposizione di insegnanti, costretti a lezioni online, e genitori che in molti casi hanno dovuto loro stesso improvvisarsi educatori vista la chiusura delle scuole. Il portale comprende articoli, video, puzzle e una versione in audiolibro di 'Harry Potter e la pietra filosofale', disponibile in lingue diverse in modo del tutto gratuito.
    "I genitori, gli insegnanti e badanti impegnati nel riuscire a far divertire e a tenere interessati i bambini mentre sono in lockdown potrebbero aver bisogno di un po' di magia - ha detto la Rowling in un comunicato -. Per oltre vent'anni, Hogwarts (l'istituto scolastico immaginario che costituisce l'ambientazione principale dei romanzi Harry Potter) ha rappresentato una fuga per tutti, lettori e fan, giovani e meno giovani, nei tempi inconsueti in cui ci ritroviamo, vogliamo darvi di nuovo il benvenuto a Hogwarts, dove troverete un rifugio per voi, la vostra famiglia e coloro a cui tenete".
   

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Cristina Parodi, a Bergamo con cuore colmo di tristezza

Giornalista moglie sindaco Gori, giorni di estrema sofferenza

Lifestyle People
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«Quando gli italiani sono usciti sui balconi per cantare o ballare, mi sono affacciata e non ho visto nessuno della mia città farlo: qui tutti hanno qualcuno da piangere, c'è il pudore del dolore vissuto». Cristina Parodi descrive con questa parole, in un'intervista a Famiglia Cristiana in edicola da domani, la sua città, Bergamo. «Dovunque guardi, vedo famiglie che hanno almeno un familiare o un amico malato o che addirittura non c'è più. Sento continuamente le campane suonare e il cuore si riempie di tristezza».
    La giornalista-conduttrice vive a Bergamo col marito Giorgio Gori, sindaco della città, e i figli. «Cosa ricorderò, quando tutto questo sarà finito? Gli occhi e il viso di mio marito quando torna a casa la sera, segnati dalla fatica e dalla sofferenza che ha visto. E la gioia di poter condividere questo periodo così difficile con i nostri tre figli che, a causa dell'epidemia, sono tornati a vivere con noi dopo tanto tempo.
    In giorni duri come questi, la famiglia è l'unico rifugio dal dolore».
    La Parodi è impegnata in prima persona, con il Cesvi, per sostenere la sua città: «Mi alzo presto la mattina e fino a sera seguo la raccolta fondi dell'associazione con cui collaboro da tanti anni, il Cesvi, per aiutare l'ospedale Giovanni XXIII e non solo. Ci sono da fare mille cose, dalla comunicazione ai contatti con le aziende e con le persone che ci stanno sostenendo in modo straordinario con la loro generosità».

   

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E' il momento dei Tiny Desk Concerts

Senza concerti consigli per la playlist fatta in casa

Lifestyle Tempo Libero
Chiudi Coldplay creano musica per Skype (ANSA) Coldplay creano musica per Skype

 Cè' una risorsa decisiva per ascolti musicali non consueti in giornate lunghe come queste: sono i Tiny Desk Concerts, una geniale invenzione di Bob Boilen, conduttore radiofonico di un programma che si chiama "All Songs Considered" e che viene trasmesso da Washington da NPR, una syndication di radio a capitale pubblico che, coprendo tutti gli Stati Uniti, ha un'audience enorme.
    La particolarità di questi concerti, che hanno per protagonisti star come nuovi talenti, è che si svolgono attorno alla scrivania da cui Boilen conduce il suo programma.
    Sono dunque set molti intimi, spesso acustici, che spingono i protagonisti, circondati da vinili e libri, a esibirsi in una veste diversa dal consueto, sicuramente lontana dalle produzioni abituali.
    Ascoltarli è un piacere, c'è una grande varietà di situazioni e c'è la possibilità di scoprire un'infinità di nomi spesso fuori dai grandi circuiti. Su Youtube c'è tutto: basta digitare Tiny Desk Concerts e abbandonarsi al flusso.
    Qui di seguito qualche suggerimento, tenendo conto che l'aggiornamento delle performance è sospeso causa Covid 19. The Arcs - Gli Arcs sono una band guidata da Dan Auerbach, la mente dei Black Keys. Del gruppo fanno parte alcuni dei musicisti migliori della Daptone, l'etichetta di Brooklyn che è diventata il centro di irradiazione del nuovo Soul. Sono i musicisti che hanno suonato con Amy Winehouse in "Back To Black". Gli Arcs sono una sintesi tra soul, rock, pop e influenze chicane: della formazione fanno parte infatti anche le Flor de Tloache, formazione mariachi al femminile che con l'album di debutto ha vinto un Grammy Latino. Se vi piacciono gli Arcs e avete voglia di sentirne il sound basta ascoltare il concerto completo. Anderson.Paak & The Free Nationals - E' uno dei concerti più visti della serie. Un gioiello che concilia groove, bravura tecnica e volumi bassissimi. Anderson.Paak è una figura anomala nella scena black contemporanea: è un rapper (ha collaborato con Dr Dre, Kendrick Lamarr, Eminem, tra gli altri), produttore, cantante e ottimo batterista che si muove con disarmante disinvoltura tra i generi.
    Coldplay - Chris Martin al piano e Johnny Buckland alla chitarra elettrice accompagnati da un coro gospel di nove persone.
    Classe, divertimento, le doti da entertainer di Chris Martin, canzoni che acquistano un'identità nuove. "Cry Cry", "Viva la Vida", "Broken", "1999" di Prince (formidabile) e "Champion of the World" la scaletta. Il divertimento assoluto di fare musica insieme. C'è solo da augurarsi che succeda di nuovo prestissimo, visto che il video è dello scorso gennaio. The National - I National sono da tempo una delle migliori band in circolazione. Matt Berninger è un cantante carismatico e uno scrittore di testi profondo e originale. La dimensione semi acustica non toglie nulla all'intensità di brani come "Pink Rabbits" o "Sea of Love".
    Fantastic Negrito - Qualche giorno fa ha messo online il video del suo nuovo singolo "Chocolate Samurai" che è fatta montando le clip mandate dai fan per raccontare l'isolamento da Coronavirus. Il suo vero nome è Xavier Amin Dhprepaulezz, è di Oakland e nel 2015 ha vinto un contest, il cui premio consisteva proprio nel suonare al Tiny Desk, votato da una giuria formata da Dan Auerbach, Trey Anastasio dei Phish e Jess Wolf dei Lucius. Fantastic Negrito combina tradizione black e rock con un approccio ad alto tasso energetico e una personale visione della struttura musicale.
    Adele - La possibilità di ascoltare Adele come se fosse a casa tua. Pianoforte e chitarra acustica lasciano spazio ai colori di una voce fuori dal comune e ci fanno vedere cosa significa quando un'artista si sente a suo agio. "Someone Like You", "Chasing Pavements" e "Rolling in the Deep" il menu proposto.
    Tedeschi Trucks Band - Una delle band più sottovalutate della scena. Sono gli eredi diretti della grande tradizione fondata dagli Allman Brothers: Derek Trucks, nipote di Butch Trucks, uno dei due batteristi degli Allman, è un chitarrista formidabile, uno specialista della slide dal suono unico. Susan Tedeschi, sua moglie, una cantante dalle solide radici blues, oltre che ottima chitarrista. Dal vivo sono irresistibili (su Youtube trovate tutto, ascoltate "Night in Harlem" in versione live). Qui suonano in undici, con una sezione di fiati e la capacità unica di fondere i generi in un linguaggio originale e di suonare a un volume intimo.
    Macklemore & Ryan Lewis - Ecco come si può rinnovare l'hip hop tornando all'essenziale: tastiere, batteria, una tromba. E la capacità di proporre in 15 minuti una grande varietà di stati d'animo.
    Ben Folds - Un altro autore sottovalutato. I suoi esordi, con i Ben Folds Five, per originalità, varietà di idee, virtuosismo tecnico, avevano fatto pensare a una carriera stellare. Ben Folds rimane invece un nome di culto: con questa performance dimostra non solo il valore dei suoi brani ma anche la sua bravura di pianista ed entertainer.
    Brittany Howard - Non poteva mancare. Semplicemente una delle personalità più importanti emerse negli ultimi anni. Ovviamente c'è da ascoltare tutto quello che c'è su Youtbe (ed è tantissimo) con gli Alabama Shakes. Ma qui Brittany propone il materiale del suo debutto come solista in un'atmosfera da brividi.
    Steve Martin and the Steep Canyon Rangers - Non si può rinunciare a Steve Martin. Tutti lo conoscono come attore ma è anche un raffinato esperto d'arte (in questa veste scrive sul New Yorker e sul New York Times) e uno scrittore, autore di un bel romanzo "Oggetti di bellezza" pubblicato in Italia da Isbn.
    Ma è anche un bravo musicista Country: non tutti amano la musica dei monti Appalachiani ma in questo periodo 15 minuti di Steve Martin valgono il doppio. (ANSA).
   

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Covid-19 e beauty, il mercato già cambia, vincono i prodotti sicuri

Report Mintel, cosmetici naturali in crisi, meglio chimici ed efficaci

Lifestyle Beauty & Fitness
Chiudi Le garanzie di sicurezza  sono ora una priorità della scelta dei prodotti beauty , attesta un focus Mintel sui cosmetici al tempo del COVID (ANSA) Le garanzie di sicurezza sono ora una priorità della scelta dei prodotti beauty , attesta un focus Mintel sui cosmetici al tempo del COVID

Naturali? Meglio più sicuri. E più efficaci di prima. Infine più garantiti, soprattutto a prova di ‘contaminazione’ da batteri e virus e da cattivo uso (chiudete male il tappo, immergete le dita per prelevare la crema etc), perciò, anche con una scadenza certa. Stiamo parlando di cosa vogliono ora le donne quando scelgono i cosmetici e di trattamenti di bellezza, dagli antirughe alle maschere al maquillage.

L’isolamento sociale preventivo sta modificando i criteri di scelta anche per questa categoria di prodotti di consumo e si intravedono nuovi desideri nascenti che valgono per le donne di tutto il mondo. I nuovi bisogni riflettono il momento storico e l’angoscia da coronavirus e sono stati appena raccolti in un focus da Mintel, agenzia di marketing intelligence mondiale.

Prima si sceglievano soprattutto cosmetici naturali, ‘clean’ e privi di conservanti. Ora si torna sui propri passi: i prodotti devono essere soprattutto garantiti e sicuri anche a costo di contenere sostanze chimiche se queste ultime sono garantite come sicure ed efficaci e assicurano una totale stabilità ed assenza di contaminazione ai prodotti. Questo il primo nuovo pensiero ricorrente delle milioni di donne che, approfittando del tempo libero casalingo, si sottopongono a maschere e sieri beauty.

“Il Covid-19 sta impattando con le scelte dei consumatori, - spiega Clare Hennigan, senior beauty analist Mintel. – Sin dall’inizio dell’emergenza, alla richiesta di prodotti clean, cioè privi di ingredienti ritenuti tossici per la salute si è affiancato il bisogno di scegliere prodotti sicuri, trasparenti anche nelle pratiche di approvvigionamento e di fabbricazione. Adesso circa il 50% delle donne concordano sul fatto che sia divenuto importante l’aspetto della sicurezza. Prima di Covid-19, i consumatori ‘clean’ evitavano ingredienti come conservanti e ingredienti artificiali nei loro prodotti di bellezza a causa dei rischi per la salute percepiti. Ora sono disposti ad accettarli purché i marchi forniscano prove di efficacia e sicurezza, sia dal punto di vista della salute che dell'ambiente”.

D’altra parte regolarmente arrivano allarmi sulla contaminazione dei prodotti di bellezza. L’ultimo, del dicembre scorso, lo riferì per primo Forbes con un titolo allarmante come "I microbi pericolosi si nascondono nel tuo trucco? Il nuovo studio dice sì". Si trattava di una indagine fatta dall’Università di Aston, pubblicata sul Journal of Applied Microbiology. I ricercatori avevano controllato circa 500 prodotti di cinque categorie diverse di trucco come rossetti, eyeliner, mascara, gloss per labbra e applicatori da trucco scoprendo che dal 79 al 90% erano contaminati da batteri e funghi. Anche se le contaminazioni dipendevano soprattutto dal modo d’uso delle consumatrici (poca igiene nell’applicarli) l’allarme ha fatto salire il livello di attenzione.

“L'arrivo del nuovo coronavirus, si legge nel focus, rinforza tali paure e convincerà definitivamente le donne che il naturale non è sempre migliore, - spiega Hennigan. - Più di un adulto su 10 concorda inoltre che i cosmetici scadano troppo rapidamente. Oggi più che mai, i consumatori controlleranno la sicurezza degli ingredienti e valuteranno il rischio di possibili contaminazioni e scadenze del prodotto. Il futuro delle formulazioni di ingredienti puliti si baserà su ingredienti sintetici sicuri, che possono migliorare la durata di conservazione”, precisa l’analista. I brand stanno intercettando il nuovo problema e per evitare che monti una sensazione di diffidenza nei loro confronti ci diranno di più circa i vantaggi e la stabilità degli ingredienti sintetici scelti, fornendo più prove e certificazioni che ne garantiscano la sicurezza.

Il trend intravede un aumento di prodotti beauty senza acqua nelle formule, per ridurre a zero la contaminazione anche dovuta ad errori di utilizzo da parte dei consumatori e gli sprechi ambientali. Nascono così nuovi prodotti in polvere, anche da miscelare con acqua al momento. Conclude Hennigan: “Man mano che i consumatori diventano più consapevoli dei germi che vivono sulle superfici, sceglieranno quei cosmetici confezionati in modo tale da eliminare integralmente la necessità di toccarli per prelevarne le dosi da spalmare sulla pelle. Perciò avremo creme in spray o in stick anche per lo skincare del viso. Vedremo più prodotti ‘touchless’ sugli scaffali dei supermercati e in vendita sulle piattaforme online”. I marchi che dimostrano la loro affidabilità, trasparenza e disponibilità ad agire subito per garantire la sicurezza dei loro prodotti saranno premiati dai consumatori, - si legge nel report.

 

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Burberry si riconverte, nella fabbrica dei trench ora si producono mascherine

Aiuti e fondi all'università di Oxford per studi sul vaccino

Lifestyle Moda
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Anche la maison britannica Burberry si è impegna nella lotta contro l'epidemia del Coronavirus nel Regno Unito e dedica risorse a sostegno delle persone colpite dalla malattia e alla prevenzione.
    "Stiamo lavorando - spiega una nota della azienda - per facilitare la consegna di mascherine chirurgiche, mascherine protettive e camici ad uso del personale medico e dei pazienti.
    Stiamo inoltre utilizzando la nostra filiera per accelerare la consegna di oltre 100.000 mascherine chirurgiche al Servizio Sanitario Nazionale del Regno Unito per la distribuzione al personale medico. Stiamo convertendo la nostra fabbrica produttrice di trench a Castleford, nello Yorkshire, alla produzione di abbigliamento e mascherine protettive per i pazienti. La produzione e la distribuzione saranno soggette all'approvazione dell'Agenzia di regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari (Mhra). Stiamo finanziando la ricerca di un vaccino monodose sviluppato dall'Università di Oxford che il mese prossimo inizierà la sperimentazione sull'uomo.
    L'Università, una delle migliori al mondo nello sviluppo di vaccini di emergenza, vanta successi nella lotta contro Ebola e Mers".
    Inoltre, " Stiamo donando a enti di beneficenza che si dedicano alla lotta alla povertà alimentare in tutto il Regno Unito come FareShare e The Felix Project. Con l'aumento delle pressioni sulle scorte di cibo, le organizzazioni benefiche stanno intensificando ulteriormente gli sforzi per aiutare coloro che lottano a causa dell'epidemia. Ciò include la creazione di centri comunitari, la fornitura di cibo per i giovani che si affidano ai pasti scolastici gratuiti, il supporto alle banche alimentari per far fronte alla crescente domanda di pacchi alimentari preconfezionati e il sostegno alle politiche di distanziamento sociale". (ANSA).
   

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#iorestoacasa 5 Consigli per la quarantena con i bambini (c'è anche la cucina insieme)

E qualche ricette da fare insieme giocando

Lifestyle Teen
Chiudi si pasticcia in cucina e si passa tempo insieme foto iStock. (ANSA) si pasticcia in cucina e si passa tempo insieme foto iStock.

I genitori sono in casa tutto il giorno con i loro bambini e si riscopre il valore del tempo insieme, all’insegna dell’#iorestoacasa. «La routine della nostra vita quotidiana è bruscamente mutata ma ora più che mai, soprattutto i bambini, hanno bisogno di sicurezza e rituali – spiega la psicologa e psicoterapeuta Paola Medde –. Le abitudini, infatti, servono a placare l’ansia e a proteggere anche i nostri figli dall’incertezza».
Come affrontare la noia trovando il giusto equilibrio tra routine e divertimento? Come organizzare la giornata con i propri figli in un momento storico in cui il tempo e lo spazio devono trovare nuove forme di organizzazione?
Ecco i 5 consigli della psicologa Medde per una quarantena a prova di bambino: si va dallo scandire bene i tempi della giornata, senza stravolgere le abitudini familiari, allo spiegare cosa succede ma con cautela, dal rendere responsabili i propri figli in casa, fino al divertimento in cucina (ma attenzione a non “consolare” con cibi dolci e ipercalorici!) creando ricette, proteiche e leggere in compagnia dei propri bambini.
Cucinare insieme può essere anche divertente, coinvolgente e utile! La blogger Sonia Peronaci consiglia 3 ricette da fare giocando, facili da preparare, gustose e colorate: dalle polpette su stecco a forma di piccolo gelato, a divertenti girelle, fino ad un fantasioso pasticcio.
Le ricette, complete di foto, sono disponibili online su www.vivailpollo.it.

I 5 CONSIGLI DELLA PSICOLOGA PAOLA MEDDE PER UNA QUARANTENA A PROVA DI BAMBINI.

#1 SCANDIRE BENE I TEMPI DELLA GIORNATA: GIOCO, STUDIO, PASTI, SONNO
È importante scandire bene i tempi del riposo, dello studio, del gioco e dei pasti, senza stravolgere radicalmente le abitudini alimentari della famiglia. «Occorre mantenere il più possibile. il tempo del risveglio e dell’addormentamento che si aveva prima dell’isolamento.» – spiega la psicologa - «I vostri bambini saranno meno a rischio di alterare i propri ritmi circadiani e saranno più tranquilli. I pasti dovranno avvenire insieme e trasformarsi in un’occasione di dialogo».

#2 SPIEGATE AI VOSTRI FIGLI COSA SUCCEDE MA FATELO CON CAUTELA
È importante mantenere il contatto emotivo e di dialogo con i propri figli, avendo cura di informarli del problema, causa che costringe tutti a stare chiusi in casa. Ma attenzione a non eccedere nella descrizione di particolari che potrebbero trasmettere angoscia e senso di smarrimento.

#3 GIOCO SÌ, MA ANCHE SUPPORTO NELLA GESTIONE DELLA CASA
È importante responsabilizzare i bambini affinché possano organizzare il proprio tempo con letture e attività artistiche, e rendersi utili in casa con gli adulti. «Questi comportamenti sono molto importanti» – spiega Medde «perché aiutano da una parte a distrarre la mente dal “qui ed ora” e dall’altra aumentano il senso di “autoefficacia”».

#4 NO A CIBI IPERCALORICI E DOLCIUMI, SÌ A UNA DIETA SANA CON PROTEINE E VERDURE
In queste lunghe giornate, come genitori potreste cadere nella tentazione di “consolare” i vostri bambini con cibi dolci e ipercalorici. Cercate di evitarlo! Meglio preferire cibo proteico, come il pollo o il pesce che, oltre ad essere particolarmente gustoso e facilmente masticabile per i più piccoli, contiene nutrienti importanti.
E le verdure? «Molti genitori, per far mangiare verdure ai propri figli, iniziano delle vere e proprie “battaglie a tavola”. Questo avviene perché troppo frequentemente i piatti “verdi” vengono presentati senza fantasia» ha aggiunto la psicologa «Tre piccoli suggerimenti pratici: utilizzare piatti e posate colorate; sbizzarritevi nel dare alle verdure una forma simpatica e più accettata dal bambino e abbinate alla verdura del giorno una pietanza particolarmente amata dal vostro cucciolo. In poco tempo si creerà un’associazione mentale positiva».

#5 GIOCATE IN CUCINA CON I VOSTRI FIGLI
È importante coinvolgere i bambini nella preparazione dei pasti così, quando poi saranno a tavola, saranno più invogliati a mangiare. «La manipolazione che i bambini tanto amano, come quella del pongo, può essere sostituita da prodotti utilizzati normalmente in cucina. Diamo il via all’impasto di farina, al ritaglio dei cibi attraverso le formine utilizzate normalmente per fare i biscotti e sperimentate con i vostri piccoli le ricette più creative!».

 LE RICETTE DI SONIA PERONACI

POLPETTE SU STECCO

(Ingredienti per 8 polpette)
pollo 200 g
patate lesse 150 g
formaggio grattugiato 40 g
timo 2 rametti
erba cipollina fresca 5 g
sale q.b.
tuorli 1

PER FRIGGERE
olio di arachidi 1l

PER LA SALSA ROSA
maionese 100 g
ketchup 50 g

PER LA SALSA DI PISELLI E MENTA
pisellini 50 g
maionese 100 g
menta 4 foglie
basilico 4 foglie

PROCEDIMENTO
L’IMPASTO
Sbuccia le patate, tagliale a cubetti e lessale in acqua salata, poi scolale e lasciale intiepidire.
Prendi il petto di pollo e taglialo in piccoli pezzetti, poi frullalo con un mixer e mettilo dentro ad una ciotola, nella quale aggiungerai il formaggio grattugiato, il tuorlo, il timo, l’erba cipollina tagliuzzata, le patate schiacciate con una forchetta e il sale.
Impasta tutti gli ingredienti e trasferisci l’impasto negli appositi stampini*, livella la superficie di ciascuno, poi inserisci gli stecchi in legno; riponi tutto in congelatore per almeno 1 ora, in modo tale che si rassodino bene.
In alternativa, puoi usare anche il pollo arrosto o lesso avanzato dal giorno prima. Sfilaccia e trita grossolanamente la carne, quindi aggiungila all’impasto di patate insieme alle erbe aromatiche tritate finemente. Mescola bene il composto.

CUOCI
Porta l’olio a una temperatura non superiore a 175°, controlla quindi la situazione con un termometro a immersione. Friggi 2-3 polpette su stecco per volta, fino a completa doratura**.

PER LE SALSE
Per la salsa rosa ti basterà unire la maionese e il ketchup, mescolando per bene con un cucchiaino.
Per la salsa di piselli e menta, metti i pisellini, la maionese, le foglie di menta e basilico in un cutter (o robot da cucina) dotato di lame. Aziona la macchina fino a ottenere un composto omogeneo: la tua salsa è pronta!

CONSERVAZIONE

Una volta fritte, consiglio di consumarle immediatamente, in alternativa puoi tenerle in congelatore fino al momento di cuocerle. Puoi preparare prima le salse, ma non consiglio di congelarle.


PASTICCIO DI POLLO

INGREDIENTI
PER IL POLLO
• petto di pollo 600 g
• carota 1
• sedano 1 gambo
• cipolla ½
• prezzemolo 1 ciuffetto
• sale q.b.

PER LA PASTA BRISEE
• farina 00 320 g
• zucchero 20 g
• burro 220 g
• acqua 170 g
• aceto di mele 10 g
• sale 8 g
• uovo 1 piccolo (per spennellare)

PER IL RIPIENO
pollo lessato sfilacciato
olio evo 4 cucchiai
cipolla 100 g
carote 150 g
sedano 80 g
piselli surgelati 150 g
farina 35 g
timo 4-5 rametti
prezzemolo 1 ciuffo
panna 120 g
brodo di pollo 400 g
sale q.b.
PREPARAZIONE
PER IL POLLO
Prendi i petti di pollo, tagliali in 8 parti per il lungo e mettili a lessare in acqua salata assieme a una carota, un gambo di sedano, mezza cipolla e un ciuffetto di prezzemolo. Una volta cotti,
scolali (tenendo il brodo da parte) e lasciali raffreddare.

PER LA PASTA BRISEE
Riduci il burro a cubetti da 1 cm e mettilo in congelatore, poi riponi in frigorifero anche la farina, chiudendola in un contenitore ermetico o in un sacchetto di plastica per alimenti. Mischia l’acqua con l’aceto di mele e metti in frigorifero anche questi ingredienti. Quando gli ingredienti saranno completamente freddi, poni in un robot munito di lame la farina, il burro, lo zucchero e il sale, quindi aziona la macchina per circa 15 secondi fino a ottenere delle briciole di medie dimensioni. Trasferisci ora il composto ottenuto in una ciotola piuttosto capiente e aggiungi l’acqua e l’aceto freddissimi, poi velocemente con la punta delle dita impasta il tutto per amalgamare gli ingredienti senza rendere il composto liscio: dovrai, infatti, ottenere un composto irregolare. Rovescia tutto su un piano di lavoro e forma velocemente due palline di ugual peso (circa 370 g l’una), appiattiscile leggermente e ricoprile con la pellicola trasparente*. Mettile in frigorifero per almeno un’ora a rassodare, poi stendi ognuna di esse tra due fogli di carta forno e tienile in frigorifero fino al momento di utilizzarle.

PER IL RIPIENO
Trita la cipolla e il sedano, poi taglia a cubetti le carote e metti gli ingredienti a rosolare in una padella capiente a fuoco dolce con l’olio per 10 minuti. Nel frattempo, trita il prezzemolo e togli le foglioline di timo dai rametti. Ora aggiungi in padella il prezzemolo, il timo, il sale, la farina e mescola; unisci la panna e il brodo di pollo ed amalgama fino a ottenere una crema alla quale aggiungerai la carne di pollo sfilacciata e i piselli. Mescola per bene, aggiusta eventualmente di sale e lascia raffreddare.


COMPOSIZIONE
Prendi una tortiera del diametro di 24 cm e alta 5 cm, imburrala e infarinala. Prendi la prima sfoglia di pasta brisee e adagiala nella tortiera per foderarla, arrivando fino al margine dei bordi. Metti all’interno il ripieno di pollo e livellalo, poi ricopri il tutto con l’altro disco di pasta brisee; pizzica i margini dei due dischi per saldarli ed impedire al ripieno di fuoriuscire, poi elimina i bordi in eccesso. Inforna il pasticcio di pollo in forno statico preriscaldato a 200 ° per circa 35 minuti, poi, quando la superficie sarà ben dorata, estrailo e lascialo raffreddare. Servilo ancora tiepido: buon appetito!


GIRELLE DI POLLO


INGREDIENTI PER 12 GIRELLE

• fettine di pollo 400 g circa
• pancetta tesa a fette (o bacon) 150 g
• zucchine 250 g
• uova 3
• olio extravergine di oliva 4 cucchiai
• prezzemolo 1 ciuffetto
• sale q.b.


PREPARAZIONE
Per preparare le girelle di pollo, per prima cosa taglia le zucchine per il lungo ottenendo delle fette dello spessore di 2 mm. Poni una griglia sul fuoco, falla scaldare e poi griglia le zucchine, quindi tienile da parte.
Taglia un foglio di carta forno della lunghezza di 40 cm e stendi al centro le fette di pancetta testa o bacon sovrapponendole di 1 cm l’una con l’altra, arrivando a ottenere una lunghezza di circa 20 cm: in questo, modo dovresti avere 10 cm di carta forno vuota da una parte e dall’altra della pancetta.
Rompi le uova dentro a una ciotola e sbattile assieme a un pizzico di sale e al prezzemolo tritato.
Metti in una padella che abbia un fondo del diametro di 24 cm l’olio e scaldalo, poi versaci l’uovo e prepara una frittatina dello spessore di 2-3 mm; lasciala intiepidire.
Senza lasciare spazi, stendi sopra al bacon le fettine di pollo battute, poi salale e disponici sopra la frittata e le zucchine grigliate; con l’aiuto della carta forno arrotola gli ingredienti dalla parte più lunga e stringi saldamente, poi chiudi il rotolo ottenuto a caramella.
A questo punto, disponi il rotolo su una teglia e cuoci in forno statico preriscaldato a 175° per circa 40-50 minuti. Una volta cotto, estrailo dal forno e mettilo su un piatto lasciandolo raffreddare 5 minuti, poi togli la carta forno e lascialo riposare per 10 minuti.
Dal rotolo, taglia delle fettine dello spessore di cm 1,5, infilane 3 in ogni stecco da spiedini e servi: buon appetito!

 

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La coda di cavallo, ecco perchè non passerà mai di moda

Versatile, adatta a tutte le occasioni (video riunioni incluse)

Lifestyle Beauty & Fitness
Chiudi pony tail sfilata Anteprima SS 20 (courtesy Cotril) (ANSA) pony tail sfilata Anteprima SS 20 (courtesy Cotril)

La coda di cavallo non passerà mai di moda, che sia nella sua versione high pony tail, oppure low, che sia impreziosita da accessori o semplice e pulita, morbida e romantica oppure tirata con effetto sleek, rimarrà sempre uno degli styling più amati e riproposti nei backstage e sui red carpet. Ma il vero motivo per cui amiamo la coda di cavallo è la sua versatilità: è perfetta per fare sport, per legarsi i capelli in spiaggia, per andare in ufficio, per una cena con gli amici o ancora per una serata importante… e anche per i meeting in video conferenza durante i giorni di smart working. Giovanni Iovino, Global Creative Director Cotril, ci propone una pony tail semplice ma molto d’impatto, che abbiamo visto nella sfilata milanese di Anteprima SS 20.

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Sale chiuse, ondata film direttamente in digitale

Da L'uomo invisibile a esordio su Netflix per The lovebirds

Lifestyle Tempo Libero
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 Le sale cinematografiche chiuse per il lockdown dovuto all'emergenza coronavirus, stanno costringendo Hollywood (e non solo) a cercare soluzioni d'emergenza, che già gli esercenti temono. Così ai tanti titoli rinviati, da Mulan al nono capitolo di Fast & Furious (uno dei blockbuster che slittano al 2021), si aggiunge un gruppo sempre più nutrito di film che debuttano direttamente o immediatamente 'trasferiti' in video on demand a pagamento (a un prezzo decisamente più alto rispetto a quello di un biglietto del cinema), dopo pochi giorni di uscita in sala negli Usa.
    La Universal ha reso già disponili, anche in Paesi dove non erano ancora usciti, come l'Italia, in noleggio digitale, titoli che avevano appena debuttato nelle sale americane, come il nuovo remake di un classico dell'horror, L'uomo invisibile di Leigh Whannell con Elisabeth Moss; Emma di Autumn de Wilde con Anya Taylor-Joy, da Jane Austen e l'horror satirico The hunt di Craig Zobel con Hilary Swank. Titoli disponibili nel nostro Paese su piattaforme come Rakuten Tv (che li ha tutti e tre) Chili, Google Play o Itunes. Debutto nella stessa forma anche per Bloodshot, action fantascientifico di David S.F. Wilson, con Vin Diesel. Il 23 aprile arriverà in Italia direttamente in digitale anche Tornare a vincere (Warner), di Gavin O' Connor, con Ben Affleck nei panni di un uomo in cerca di una rinascita personale. Debutto in vod ad aprile, fra gli altri, anche per Mortal Kombat Legends: Scorpion's Revenge" di ‎Ethan Spaulding.
    Sarà un esordio globale direttamente in video on demand quello di Trolls World Tour sequel della musical comedy animata del 2016. Entra nella partita anche Netflix, per il debutto di The Lovebirds di Michael Showalter, commedia gialla con due talenti come Kumail Nanjiani e Issa Rae. Tra i film d'autore, arrivano in vod il dramma premiato al Sundance e alla Berlinale, Never Rarely Sometimes Always di Eliza Hittman e Endings, beginnings di Drake Doremus, con Shailene Woodey e Jamie Dornan. (ANSA).
   

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#iorestoacasa, Sharon Stone si reinventa pittrice

Diva Basic Instinct, 62 anni, sui social senza trucco

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Chiudi CONTRO IL VIRUS SHARON STONE DIPINGE (ANSA) CONTRO IL VIRUS SHARON STONE DIPINGE

Chiusa in casa come milioni di suoi connazionali a causa del coronavirus, Sharon Stone si reinventa pittrice: "Ho finito il mio primo quadro", ha esultato la diva di Basic Instinct davanti a un cavalletto su cui è posato il suo primo capolavoro: una grande peonia i cui petali si inseguono in mille sfumature di rosa. Sono un po' di giorni, da quando tre settimane fa "su consiglio di amici" si è messa in auto-quarantena, che la Stone dedica i suoi post su Instagram all'emergenza coronavirus. E se i messaggi all'insegna dello "stare tutti a casa per appiattire la curva" e su come far fronte alle inevitabili ansie per i futuro ("ci stiamo passando tutti, l'auto-quarantena fa uscire emozioni sepolte") sono simili a quelli lanciati sui social da altre star dello spettacolo, a colpire è l'aspetto dimesso, acqua e sapone, con cui l'ex sex symbol protagonista di una delle scene più erotiche di Hollywood si presenta al suo pubblico. Sharon è sempre bella, ma senza make up, i capelli tirati indietro e legati con l'elastico, dimostra molti dei suoi 62 anni, diversa dallo scatto di solo poche settimane fa in cui è ritratta abbracciata a un "toy boy" sulla copertina del numero di aprile di Harper's Bazaar India. Un filo di rossetto, ma più rughe di quanto ci ha abituato quando si presenta ai festival fanno da sfondo al ringraziamento per chi ha donato 13.500 mascherine N95 a un ospedale locale: aiuteranno a proteggere medici e infermieri in prima linea. "Puoi fare qualcosa che è veramente qualcosa quando devi stare a casa e non sai cosa fare", confessa l'attrice davanti al suo primo dipinto, realizzato grazie a un kit, e poi in altri post pubblica foto di due anni fa che la affiancano a Anthony Fauci, il virologo in prima linea nella risposta alla Casa Bianca e uno dei deus ex machina della risposta degli Stati Uniti all'emergenza dell'Aids. La Stone, che nel 2001 è stata colpita da un ictus, è stata per anni una delle testimonial più in vista delle campagne per la lotta alla sindrome da immunodeficienza acquisita e, come presidente della fondazione AmFAR, ha raccolto milioni di dollari da dedicare alla ricerca per sconfiggere la malattia

 
 
 
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#iorestoacasa, genitori e figli, come trasformare tutto in una preziosa opportunità

Centinaia di firme per 'l'ora d'aria' dei bambini. I consigli degli esperti per non farli soffrire

Lifestyle Teen
Chiudi Il tempo insieme a casa, tra giochi e compiti foto iStock. (ANSA) Il tempo insieme a casa, tra giochi e compiti foto iStock.

Nella nuova vita ancora per un bel po' ristretta tra le mura di casa ci preoccupiamo ancora più di prima degli effetti collaterali delle restrizioni governative per la pandemia del coronavirus e sempre più spesso da adulti pensiamo all'impatto sui ragazzi per questa situazione e ci angosciamo, sapendo però che al di là di ogni cosa è per il bene di tutti che dobbiamo restare a casa. In un vademecum della fondazione Patrizio Paoletti, psicologi e pedagogisti hanno evidenziato i percorsi migliori per aiutare i genitori a gestire il momento di emergenza. L'obiettivo è uscire da questa situazione di grave crisi con un'esperienza forte in più nel nostro bagaglio, magari con la consapevolezza che siamo stati capaci anche di farlo diventare una opportunità educativa.
Mica facile certo: molti genitori, magari con i bambini piccoli - rimanendo circoscritti a famiglie non fragili, non problematiche sotto vari aspetti, perchè li purtroppo il virus esalta i drammi - sono esauriti dal tempo sospeso in casa e si sono mobilitati in vario modo, alcuni l'hanno chiamata la crociata delle mamme, per chiedere 'l'ora d'aria' per far uscire i figli, titolari anche loro di diritti. La stessa ministra delle Pari Opportunità e della Famiglia, Elena Bonetti, è intervenuta su Facebook, scrivendo che “occorre trovare il modo per far uscire i bambini”. E ormai sono centinaia le firme dei genitori attivisti e di associazioni che chiedono terminare il divieto di uscita per consentire, pur in sicurezza, di divagarsi fuori casa pur nel rispetto della social distancing. E il Viminale con una circolare ha chiarito che "è consentito ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all'aperto, non sportive, purché in prossimità della propria abitazione". 
Al di là di questo riuscire a vivere il tempo dell'emergenza senza perdere in benessere sociale oltre che fisico e psichico è la sfida dei genitori oggi che, più del tempo 'normale' scolastico, riprendono in mano il valore della relazione educativa con i figli. I piccoli abituati alle mattinate con i coetanei all'asilo, sui banchi delle elementari, gli adolescenti delle medie e i piccoli uomini e le piccole donne delle superiori per i quali il tempo a scuola e soprattutto extrascuola con gli amici è vitale nella loro formazione, saranno diversi al termine di questo periodo? Quanto pesa l'emergenza Covid 19 su di loro? Domande che se non si fanno loro ci facciamo noi adulti.
"Educa i figli a vivere i momenti difficili come chance per scoprire le sue risorse. Stagli vicino e guidalo a scoprire che si può imparare sempre, da ogni situazione. Nei momenti di confusione e incertezza, incontriamo le nostre paure e anche la possibilità di trovare il modo per superarle. La complessità ci fa scoprire la nostra forza e il nostro potere" è la prima e più importante indicazione degli esperti. E poi ci siamo noi: i figli ci imitano, specie se sono piccoli. "Se sei ansioso e preoccupato il tuo stato condizionerà certamente le sue emozioni", bisogna trovare il modo per calmare noi stessi, rilassarci per comunicare altrettanto.
Così pure per le notizie: bisogna evitare di esporre i ragazzi alle sovra-stimolazioni dei media in cui ci sono immagini e narrazioni piene di ansia e tensione su quanto accade. Il corteo di bare sugli automezzi dell'esercito a Bergamo ha scioccato noi, figuriamoci loro. Questo non vuol dire ignorare, nascondere perchè anzi spiegare con parole adatte e chiare a ciascuna età cosa avviene, basandoci su fatti più che su opinioni, è importante.
L’emergenza in corso è una preziosa occasione per parlare di come le persone che hanno contratto il coronavirus meritano il nostro rispetto evitando comportamenti discriminatori.
E infine, specie per i più piccoli, c'è la routine ad aiutare i genitori, una grande amica nei momenti di incertezza perché attività semplici e regolari che scandiscono la giornata creano la percezione di un ambiente, come sicuro e stabile. Dare un ritmo
semplice e regolare definito sui momenti del pasto, di gioco, i momenti di studio insieme è fondamentale così come essere pronti e recettivi ad un’amorevole attenzione: del resto abbracciarsi in casa è tutt'altro che vietato.

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Da Mantero a Recarlo, cambia lo scenario del lusso ma settore riprenderà

Faccincani (Moorer), mai come ora ci vuole coraggio di rischiare

Lifestyle Lusso
Chiudi L'arte orafa di Recarlo (courtesy Recarlo) (ANSA) L'arte orafa di Recarlo (courtesy Recarlo)

Si ritornerà a festeggiare. Si riprenderà a celebrare matrimoni, battesimi, prime comunioni e cresime, si organizzeranno di nuovo feste di laurea, compleanni, anniversari. Riesploderà la voglia di vestiti nuovi e allegri (dopo settimane trascorse in casa in tuta se non proprio in pigiama), di accessori colorati, di regalare o farsi un regalo.
    "Non sarà facile ricominciare, ci saranno altre fasi da superare, prevediamo un inizio lento - dice Paolo Re, vicepresidente della Recarlo -. Ma sono certo che dopo questa crisi la gente si orienterà sempre più verso acquisti concreti".
    L'azienda piemontese, che tratta da oltre 50 anni beni non di stretta necessità, ma sicuramente i meno reperibili che ci siano, diamanti e oro, ha chiuso ancora prima che lo stabilissero i decreti governativi. Ma tutti sono pronti, dai gemmologi della maison che selezionano le pietre provenienti dalle miniere russe, ai creativi e lavoratori (una cinquantina) che producono i gioielli, per riprendere. "Stiamo studiando diversi scenari - ammette il vicepresidente della Recarlo, che nel frattempo ha voluto contribuire alla gara di solidarietà di questo momento con donazioni all'ospedale Sacco di Milano e a quello civile di Alessandria - perché molto dipende anche da quando questa riapertura sarà possibile, soprattutto rispetto alla tutela dei nostri collaboratori".
    Elabora strategie a lungo e medio termine anche la Mantero, da oltre 100 anni leader nel mondo nel settore della seta.
    Tessuti pregiatissimi che arrivano tra le mani degli stilisti delle più note griffe, ma anche scialli, foulard, turbanti, borse. "Il mondo del fashion del lusso ne uscirà segnato, ma c' è anche l'opportunità di pensare a come reinventarsi - dice il ceo Franco Mantero -. La seta di Como resterà sempre il fiore all'occhiello dei marchi di tutto il mondo che scelgono i nostri tessuti, ma siamo legati anche al loro riposizionamento, noi stavamo andando bene, anche meglio del 2019, abbiamo chiuso pure noi, prima ancora del decreto, nonostante avessimo molti ordini". "Ma questo settore ha anche un problema, ci sono troppe aziende per questo distretto, alcune vanno bene, altre sono mediocri, e ci sono quelle che temo purtroppo non si rialzeranno - ammette Mantero - Diventerà fondamentale in futuro pensare a strategie comuni anche con l'aiuto delle istituzioni". Anche la Mantero ha voluto fare la sua parte nell'emergenza donando migliaia di metri di tessuto. "Di cotone ovviamente - precisa sorridendo il ceo - la seta è bellissima ma non ci si possono fare camici per i medici".
    Fondatore e ceo di di un altro marchio di alta gamma del Made in Italy, MooRER (piumini distribuiti nei mercati internazionali del lusso), Moreno Faccincani, sta affrontando la situazione con grande decisionismo. "Voglio portare avanti tutti i progetti che avevamo stabilito prima che scoppiasse l'emergenza, ad esempio nuove aperture, come in Giappone, investimenti - dice determinato come quando, alle prime avvisaglie dell'emergenza, ha dotato tutti i suoi collaboratori di mascherine, litigando con fornitori che volevano entrare senza, adottando in azienda ogni misura di sicurezza -. Ho dovuto insistere con i miei collaboratori, ma penso che questa sia la strada giusta per ricominciare". Intanto ha messo subito a disposizione know how e contatti per rendere accessibili al prezzo di costo l'accesso ai dispositivi di base per il personale sanitario, donando 25.000 tra mascherine e camici agli ospedali veneti. "Questa pandemia avrà ripercussioni pesantissime sull'economia e gli equilibri internazionali - ammette - Ma sono convinto che mai come in questo momento bisogna avere il coraggio di rischiare se si vuole andare avanti".
   

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Harry e Meghan, vita in Usa (a carico loro) delle ex Altezze Reali

A LA la nuova vita dei Sussex. Subito scontro con presidente Usa

Lifestyle People
Chiudi Harry and Meghan allegedly move to California (ANSA) Harry and Meghan allegedly move to California

"Gli Stati Uniti non pagheranno per la sicurezza" del principe Harry e della consorte Meghan Markle, trasferitisi a Los Angeles dal Canada e pronti ad affrontare, fra incognite e critiche, la sfida della "nuova vita più indipendente" dalla Royal Family britannica che hanno annunciato urbi et orbi di voler condurre. L'avviso arriva a brutto muso dal presidente Donald Trump, verso il quale l'ex attrice americana divenuta duchessa di Sussex non ha mai nascosto le proprie antipatie, alla vigilia del giorno X: ossia la scadenza del 31 marzo, oltre la quale, in base agli accordi presi infine con la regina e gli altri Windsor, la coppia 'ribelle' staccherà formalmente la spina dal ruolo "senior" in seno alla monarchia e dagli impegni pubblici connessi, mantenendo il titolo nobiliare, ma rinunciando (in parte) all'appannaggio dinastico e a usare pubblicamente l'appellativo di Altezze Reali.
    Non proprio un messaggio di benvenuto, quello del presidente-tycoon, al quale i due neo-arrivati hanno peraltro replicato seccamente - attraverso una portavoce - di non aver mai chiesto nulla a Washington. E di non aver intenzione né bisogno di farlo neppure per la propria protezione o per quella del piccolo Archie. Trump, come al solito, ha usato Tiwitter per farsi sentire: "Sono un grande amico e un ammiratore della Regina e del Regno Unito", ha premesso, non senza ricordare tuttavia come si fosse "detto che Harry e Meghan avrebbero vissuto in Canada in modo permanente". "Ora - ha proseguito beffardo - hanno lasciato il Canada per gli Usa", che "comunque non pagheranno per la loro sicurezza". "Devono pagare loro!", ha concluso con tanto di punto esclamativo.
    Un'evidente punzecchiatura personale, ai protagonisti della cosiddetta Megxit. Ma anche una strizzata d'occhio ai contribuenti d'oltreoceano in tempi di emergenza coronavirus: in un Paese nel quale i Sussex godono di non poca popolarità, anche per le origini californiane di lei, e non non scontano risentimenti e pregiudizi di certi ambienti britannici, ma dove non è certo di casa l'idea di accollarsi pubblicamente qualunque spesa di ospiti privati. Aristocratici o meno che siano. A scanso di equivoci, e forse punti sul vivo, i due si sono risolti a rispondere a stretto giro, cosa che di solito i reali - senior o junior - non fanno. "Il Duca e la Duchessa di Sussex - ha tagliato corto una portavoce - non hanno mai pianificato di chiedere risorse al governo degli Usa per la loro tutela. Misure di sicurezza finanziate privatamente sono già state definite".
    Il trasferimento dal paradisiaco isolotto canadese di fronte a Vancouver, dove Harry e Meghan s'erano installati subito dopo la 'fuga' dal Regno, a LA, dove lei è cresciuta e dove vive sua madre Dora Ragland, ha del resto molto a che fare proprio col futuro economico della coppia, a dar retta ai media britannici: i cui commentatori continuano a seminare in gran parte dubbi sull'opportunità dell'addio e sulla concretezza delle loro prospettive. Di sicuro c'è che all'ombra di Hollywood, e fra le conoscenze che entrambi hanno nel mondo delle major dell'entertainment, Meghan ha già trovato una prima occasione di rentree: nei panni di voce narrante d'un documentario sulla vita degli elefanti che il colosso Disney manderà in onda sulla nuova piattaforma streaming Disney+ dal 3 aprile.
   

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Coronavirus, guarito il principe Carlo

Testato positivo una settima fa, non è più in isolamento

Lifestyle People
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 Sospiro di sollievo per il principe Carlo, testato positivo al coronavirus una settimana fa: l'erede al trono britannico, 71 anni, non è più in auto-isolamento da oggi nella tenuta di Balmoral, in Scozia, dove s'è temporaneamente spostato con la consorte Camilla, ed è ora "in buona salute". Lo riferisce una nota Clarence House, sua residenza ufficiale londinese, precisando che il principe di Galles ha terminato la quarantena prevista dalle direttive delle autorità sanitarie britanniche "dopo aver consultato il suo medico".
   

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#iorestoacasa, è il momento della pigrizia felice, approfittiamone

Il semiologo Marrone, pandemia ha creato mondo alla rovescia, sbagliato inseguire vecchi ritmi

Lifestyle Società & Diritti
Chiudi in casa in relax, una condizione fattibile in questi tempi in cui non possiamo uscire. foto iStock. (ANSA) in casa in relax, una condizione fattibile in questi tempi in cui non possiamo uscire. foto iStock.

Emergenza, paura, contagio, restrizioni. Sono le parole che rimbalzano quotidianamente nella nostra mente in questi tempi di lotta al coronavirus, nemico invisibile ma micidiale. "I media ci stanno rimandando uno scenario assai più complesso, dove tutte le ansie, le contraddizioni, i principi, i valori della società contemporanea si sono radicalizzati" dice all'ANSA Gianfranco Marrone, saggista e scrittore, professore ordinario di Semiotica nell'Università di Palermo che ha analizzato il linguaggio e i comportamenti al tempo della lotta al Covid-19.
    "Abbiamo sentito parlare di complotti, allarmismi, fake news, ma in modo isterico, con pareri di esperti che litigano fra loro, per non parlare dei politici senza controllo". Un sorta di psicosi collettiva, in una parte della popolazione? "La mia impressione è che la pandemia abbia creato un mondo alla rovescia, dove tutto è ribaltato - osserva lo studioso - in una specie di tristissimo carnevale: i paesi ricchi sono più sfigati di quelli poveri, la freddezza nordica è migliore del calore mediterraneo, la distanza fra le persone è più indicata che non il contatto dei corpi, l'isolamento è meglio della socialità, stare a casa è meglio che uscire, la rete sostituisce la piazza, l'on line prende il posto del cartaceo. Al di là delle angosce per il contagio in sé, mi sembra che abbiamo perduto ogni punto di riferimento: è tutto al contrario".
    Una situazione che determina diffidenze e allontanamento tra le persone? "Una delle cose che più sta pesando alla gente - risponde il semiologo - è questa imposizione di tenere la distanza, anche fra i familiari o all'interno della coppia, è segno di una relazione interpersonale. Tenersi a distanza significa allontanarsi anche affettivamente, e viceversa. Ogni distanza ha un significato. Quel che sta succedendo oggi, dunque, è che cambiando le distanze cambiano pure i significati.
    Oggi vogliamo bene a persone che stanno a tre metri da noi: ma di che affetto si tratta realmente? Stiamo diventando tutti anaffettivi?". E naturalmente di questo ne risente la vita quotidiana che è affrontata in modo diverso dal passato, con maggiore stress emotivo? "A me sembra che il problema più grave non sia quello di star chiusi in casa, ma di cambiare il ritmo della nostra esistenza. C'è chi non ci riesce, e per esempio resta tutto il giorno in pigiama, uomini che non si fanno la barba, o donne che non si truccano, c'è chi guarda le notizie in modo maniacale, tiene accesa la televisione giorno e notte. E c'è chi invece prova a tenere i ritmi di prima, improvvisando palestre in salotto, indossando giacca e cravatta per mostrarsi al video del computer, ostinandosi a fare riunioni su riunioni via skype. La cosa più difficile è inventarsi nuovi ritmi, ritrovare nuove forme di affetto con chi sta a casa con noi o con chi possiamo sentire solo via telefono, cambiando le percentuali fra lavoro e tempo libero, trovando un nuovo senso nel non far nulla. È il momento della pigrizia felice, approfittiamone". 
   

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Pausini e Cortellesi, le amiche si incontrano su Instagram

1 aprile Laura 'costringe' Paola ad aprire account per live

Lifestyle People
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Laura Pausini e Paola Cortellesi, due grandi amiche nella vita, in Tv e anche sui social. A quattro anni esatti dal debutto del programma tv Laura & Paola si danno appuntamento a distanza, questa volta sul "piccolissimo schermo" di Instagram Mercoledì 1 aprile, alle ore 16.00 su @laurapausini e @paolacortellesireal. Laura Pausini, che aveva aperto il profilo Twitter di Paola Cortellesi, torna all'attacco e "costringe" l'amica, notoriamente poco avvezza al mondo dei social, ad un nuovo "avventuroso passo nel mondo della tecnologia": Instagram.
    È in questa occasione, voluta da entrambe per cercare di intrattenere e alleggerire questi pomeriggi vuoti e dolorosi, che nasce l'account @paolacortellesireal che per la prima volta sarà in diretta con @laurapausini. (ANSA).
   

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