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Mahmood per Rajel, webseries su ragazzi di seconda generazione

"Parliamo di amore, diversità, uguaglianza". Dal 9/7 su youtube

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  • Redazione ANSA
  • ROMA
  • 08 luglio 2020
  • 16:57

Si parla di "nuova generazione, amore, cultura diversità, uguaglianza, inclusione, pregiudizio, razzismo, radici, identità. Parliamo di Rajel, una nuova serie per andare oltre le differenze". Così Mahmood, da 'ambassador' del progetto, introduce nel promo la webseries in quattro episodi (ne uscirà uno a settimana) al debutto dal 9 luglio su You tube, dedicata proprio ai ragazzi di seconda generazione. La serie, diretta da Andrea Brunetti è nata da Oltre - 'Oltre l'orizzonte, Contro-narrazioni dai margini al centro', progetto italiano realizzato da un partenariato guidato dall'Università di Roma Tor Vergata e composto con Università "La Sapienza" di Roma e le Università degli Studi di Cagliari e di Palermo, insieme a varie associazioni e con il sostegno della Commissione Europea, Direzione Generale Migrazioni e Affari Interni. L'obiettivo è sostenere i giovani di nuova generazione attraverso una narrazione positiva con esempi di inclusione, promuovendo anche percorsi di prevenzione della radicalizzazione.
    La serie unisce attori professionisti e non. Protagonisti, Ramzi Lafrindi, nato in Marocco, arrivato in Italia a sette anni, e già conosciuto come stand-up comedian che ironizza sui pregiudizi razziali, e Dounia Filali, classe 1997, italiana di seconda generazione, nata a Castiglione delle Stiviere (Mn).
    Ognuno dei quattro episodi è accompagnato da una clip di Mahmood che riflette sui temi della puntata o racconta proprie esperienze. Nella colonna sonora non c'è musica del vincitore di Sanremo 2019, ma figura "Tutto il mondo è paese" di Maruego, cantante trapper milanese di origini marocchine.
    La trama di Rajel (è la parola araba per dire 'uomo'), che ha un tono di dramedy, ruota intorno al personaggio di Raf (Lafrindi), giovane musulmano di seconda generazione, testardo e ribelle che si ritrova 'costretto' ad entrare nel cast di una serie . Rajel "vuole parlare di una componente della società - spiega il regista - che un po' per colpa dei pregiudizi, un po' per politici idioti, viene spesso malintesa o stereotipata".
    (ANSA).
   

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