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AS A LOCAL, Tra London Eye e Tate Modern così è diventata cool l'area a sud del Tamigi

Compiono 20 anni nel 2020 la ruota panoramica e il Millennium Bridge

Londra: London Eye è pink ©
  • di Alessandra Magliaro
  • 23 febbraio 2020
  • 20:54

Nella Londra in continua trasformazione - il cantiere della Battersea Power Station a nord del Tamigi considerato il più grande sviluppo immobiliare della città con la realizzazione di appartamenti, uffici, campus (di Apple), luoghi culturali, hotel, domina ora il panorama delle gru sulla città - c'è un area, quella a sud del Tamigi che festeggia 20 anni dall'ultimo rinnovamento. Nel 2020 compiono gli anni due simboli di questa zona che ha perso progressivamente la vocazione operaia dell'Ottocento per diventare centralissima area ottimamente collegata e tra quelle maggiormente sottoposte alla gentrificazione come del resto tutto il centro storico di Londra. Parliamo del London Eye, la gigantesca ruota panoramica diventata la più grande attrazione turistica di Londra (dal 19 febbraio illuminata di rosa e brandizzata per la sponsorizzazione passata da Coca Cola a Lastminute.com, il portale inglese che pure festeggia 20 anni) e del Millennium Bridge (il ponte pedonale in acciaio tra il ponte di Southwark e il ponte Blackfriars che collega le due rive del Tamigi tra la Tate Modern e la cattedrale di St. Paul, in pratica tra Bankside e la City e che emoziona ad ogni attraversata) .

- Leggi London Eye 10 curiosità da sapere

Negli anni dopo il 2000, in questa zona a sud del Tamigi furono inaugurati tra gli altri la gigantesca platea di concerti la O2 Arena verso Greenwich, il grattacielo di Renzo Piano The Shard (2012) . Lungo la riva da London Eye al Millennium Bridge, dribblanLondon Eye

Tate Moderndo giovani che sfrecciano sugli skateboard e i tantissimi convertiti agli spostamenti in bicicletta, si incontra la Oxo Tower, un centro polifunzionale molto cool con dentro negozi di design, arte ed artigianato, due gallerie d'arte, la Bargehouse e la Gallery@Oxo, un ristorante all'ottavo piano con galleria panoramica aperta a tutti e un'ottantina di appartamenti di lusso.​ E siccome siamo a Londra non possiamo dimenticare i teatri in zona dal National Theatre al mitico The Globe della compagnia di William Shakespeare, passando per l'Old Vic.

L'area di Lambeth, Southbank e anche fino a Southwark, a sud del Tamigi nel lato opposto alla Londra del Big Ben, di Westminster e Buckingham Palace, di Covent Garden e della City, è tra le zone diventate più di moda e dinamiche grazie al rinnovamento.

Milton definiva le strade tra Lambeth e Waterloo Road una sorta di ghetto popoloso di piccole case maleodoranti , ovviamente nulla di tutto questo è rimasto. Tuttavia, tra costruzioni ultramoderne e residenziali, ci si imbatte in stradine, come Lower Mash, rimaste intatte nel tempo con abitazioni a due piani e mattoni rossi, le council house, le case popolari proprio a ridosso della ferrovia e degli argini del fiume e con negozi super trendy. La costruzione della Waterloo Station, inaugurata a metà ottocento e rinnovata nel secondo decennio del Novecento, la più grande del Regno Unito e con il maggior numero di passeggeri ha cambiato decisamente l'area un tempo paludosa. Leake Street è un'altra stradina da non perdere, anzi un tunnel celebre per i graffiti di street art in continua realizzazione, una galleria d'arte viva in cui è tollerata l'attività altrimenti fuori legge. E' conosciuto anche come Banksy tunnel: è stato proprio l'artista nel maggio 2008 ad organizzare il Cans Festival sotto la galleria della Waterloo Station e a decorare quei muri con graffiti e dunque a dare il via a quella che è ormai una tradizione

Nella zona, dove non mancano pub storici (come The Hercules a Kennington Road, tra i più frequentati) una tappa immancabile è il War Imperial Museum. Soprttutton per la nuova galleria dedicata all'Olocausto, per il ciclo di incontri per ascoltare le testimoniante degli anziani veterani e dei testimoni oculari nel programma che celebra i 75 anni della vittoria della Seconda Guerra Mondiale e infine per il nuovo attualissimo progetto sui rifugiati vittime delle guerre dimenticate. 

  • di Alessandra Magliaro
  • 23 febbraio 2020
  • 20:54

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