Covid: foto ospedali vicentini in mostra a Villa Trissino

Redazione ANSA VENEZIA

(ANSA) - VENEZIA, 16 OTT - Sarà inaugurata il 23 ottobre nella Biblioteca comunale di "Villa Trissino", a Cornedo Vicentino, la mostra sarà aperta fino al 29 no-vembre 'Nessuno si salva da solo' , una mostra fpotografica fatta negli ospedali vicentini durante l'emergenza Covid19.: "Una profonda testimonianza di ciò che è accaduto nei reparti Covid e del lavoro degli eroi silenziosi - ha detto l'assessore alla Cultura di Cornedo Vicendino, Giovanni Ambrosini. Il titolo rimarca il ruolo di queste figure professionali fondamentali non solo nei momenti critici ma anche nella vita ordinaria. Questa esposizione è anche una nostra presa di posizione contro chi nega quello che è successo e la pericolosità del virus". "E' importante vedere - ha aggiunto il sindaco, Francesco Lanaro - quello che è successo perché insieme, conoscendo ciò che è accaduto e sta accadendo, possiamo affrontare e superare questi momenti" Saranno esposti gli scatti del fotograto berico Mauro Pozzer, che nel periodo drammatico del lockdown di primavera, ha visitato tutti gli ospedali dell'Ulss 8 Berica (Vi-cenza, Montecchio Maggiore, Valdagno, Arzignano, Lonigo e Noventa Vicentina). Un viaggio fra coloro che sono stati spesso definiti 'angeli' o 'eroi' e che tuttora sono in prima linea negli ospedali. Un viaggio fra i malati che hanno lottato contro la morte, a volte vincendo, a volte, purtroppo no. "Nella mostra - ha spiegato Pozzer - intendo valorizzare il personale ospedaliero, raccontando il loro lavoro, le sofferenze e le gioie di chi dedica la vita al prossimo. Sono uscito anche insieme alle ambulanze e osservato come si svolgeva la ri-cerca domiciliare". Un reportage durato circa due settimane e un lavoro molto impegnativo a livello psicologico. "Sono rimasto pietrificato - ha aggiunto - quando ho avuto accesso al sotterraneo delle malattie infettive, in uno sgabuzzino sono stati raccolti i sacchetti contenenti gli effetti personali dei deceduti, materiale che purtroppo non potrà essere restituito ai parenti perché potenzialmente infettivo e destinato all'inceneritore. In quei momenti mi sono reso conto che anche il più insignificante oggetto appartenuto alla persona deceduta poteva avere un valore immenso per i suoi familiari che non hanno potuto accudire e nemmeno stare vicino negli ultimi istanti al proprio caro". (ANSA).
   

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