Covid pesa su industria cibo, 62% prevede calo giro d'affari

Nomisma,stasi consumi al ristorante non compensata al dettaglio

Redazione ANSA ROMA

 - L'industria alimentare guarda al fine anno con forti preoccupazioni. Lo evidenzia il "Rapporto L'industria alimentare italiana oltre il Covid-19 - Competitività, impatti socio-economici, prospettive" redatto da Nomisma per Centromarca e Ibc, presentato oggi dalla società di ricerche.

Per effetto delle dinamiche innescate dal lockdown (tra cui il sostanziale blocco dell'Horeca, i cui consumi valgono il 34% del totale food&beverage Italia) e delle incertezze legate all'evoluzione dell'emergenza sanitaria, solo il 20% delle aziende prevede nel 2020 un incremento del fatturato in Italia e all'estero. Per il 15% il turnover sarà in linea con l'anno precedente, mentre per il 62% l'anno si chiuderà con una contrazione delle vendite (superiore al 15% per il 38% delle imprese). I dati sull'andamento del giro d'affari confermano la previsione: -9,5% ad aprile (sullo stesso mese 2019), -5,8% a maggio e -1,1% sia a giugno che a luglio. "Ora gli effetti dell'emergenza coronavirus si aggiungono alle criticità esistenti e diventa improrogabile il varo di un piano pluriennale che consenta al settore di sostenere la crisi e concentrarsi" rileva Francesco Mutti, presidente di Centromarca. (ANSA).

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