(ANSAmed) - ROMA, 26 LUG - Non si hanno ancora notizie dei 27
somali riportati in Libia da una motovedetta libica dopo
l'operazione di soccorso congiunta con i maltesi compiuta nei
giorni scorsi nei confronti di 55 migranti, il resto dei quali
erano stati invece portati a Malta. Lo rileva il direttore del
Cir, Centro Italiano Rifugiati Christopher Hein, la cui
organizzazione e' rimasta in Libia anche dopo la chiusura
dell'ufficio dell'Unhcr a inizio giugno. ''Dal mese scorso -
spiega Hein - e' piu' difficile avere notizie e non potendo
entrare nei centri non abbiamo testimonianze dirette''.
Intanto pero' si e' saputo, prosegue, che almeno 400 eritrei
sono stati liberati dai centri di detenzione, insieme a migranti
e profughi di altre nazionalita', e hanno ottenuto un permesso
di soggiorno di tre mesi con cui cercare lavoro. Fra questi vi
sono anche i circa 200 eritrei detenuti nel centro di Braq che,
dopo una rivolta, rischiavano di essere espulsi attraverso il
confine meridionale del Paese. ''Sappiamo che dalla citta' nel
deserto dove erano stati liberati - dice ancora Hein - hanno
tutti raggiunto la costa, dove e' piu' facile trovare lavoro''.
Ma sul loro futuro, come su quello degli altri eritrei
liberati, pesano ancora, sempre secondo Hein, altre incognite.
''La liberazione e' un segnale positivo - osserva - ma non si sa
ancora cosa accadra' dopo tre mesi, perche' il permesso di
immigrazione per motivi di lavoro non tutela i rifugiati, e cio'
che gli eritrei temono e' proprio di venire registrati dalla
loro ambasciata e di venire rimpatriati''. ''Chi fugge dalla
Somalia e dalla Eritrea - conclude - non puo' essere
rimpatriato, ma in Libia manca la possibilita' di chiedere
asilo''. (ANSAmed).
LIBIA:CIR, NON SI SA NULLA SU 27 SOMALI SOCCORSI E RESPINTI
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