ISRAELE: STORICO ACCUSA, NEL '48 PULIZIA ETNICA IN PALESTINA
(ANSAmed) - ROMA, 28 APR - Lo storico israeliano Ilan Pappe
muove pesanti accuse contro il suo paese, nel libro ''La pulizia
etnica della Palestina" uscito in Italia da Fazi, dedicato alla
storia reale della Nakba, ovvero Catastrofe, come la chiamano i
palestinesi riferendosi alla cacciata di 250mila connazionali
dalla loro terra nel 1948 quando nacque lo stato di Israele.
Nato ad Haifa nel 1954 da genitori sfuggiti alla Shoah, Pappe
parte dallo studio 'La nascita di Israele ' dello storico Simcha
Flapan uscito nel 1987, uno dei primi a citare, a proposito
della campagna militare contro gli arabi, il Piano Dalet
dell'Haganà , messo a punto nel marzo '48 da ''undici uomini,
dirigenti sionisti veterani insieme a giovani ufficiali ebrei"
per la sistematica espulsione dei palestinesi da vaste aree del
territorio. Quel che è grave è che gli ordini, per Pappe,
parlano di intimidazioni su vasta scala, assedio e bombardamento
dei villaggi e centri abitati, incendi di case, proprietà e
beni, espulsioni e demolizioni e infine collocazione di mine tra
le macerie per impedire agli espulsi di farvi ritorno.
Per questo Pappe parla di pulizia etnica, rifacendosi a
definizioni ufficiali di questo tipo di crimine, per sostenerne
la fondatezza, in sostituzione del paradigma della guerra, come
base per la ricerca accademica e il dibattito pubblico sul 1948.
La vulgata storica tramandata oggi ufficialmente vede infatti i
palestinesi abbandonare autonomamente il paese, su invito dei
paesi arabi che stanno, su quel territorio, per muovere guerra a
Israele, non accettando la divisione della regione in due stati,
come proposto dalle Nazioni Unite. Questo mentre Pappe ritrova
tracce precise dell'idea e di primi piani di evacuazione e
distruzione ideati negli anni '30 dalla leadership del futuro
stato di Israele, specie sotto la direzione di Ben Gurion.
Lo studioso ricostruisce quel che accadde, quasi villaggio
per villaggio, e scopre documenti terribili, come, una assoluta
atrocita', la contaminazione dell'acquedotto di Acri con microbi
del tifo. Senza far polemiche, il saggio analizza quanto scritto
sino a oggi sul tema, da ambo le parti per spiegare il sistema
cognitivo che ha permesso al mondo di dimenticare e dato ai
responsabili (di cui qui si fanno tutti i nomi) la possibilitÃ
di negare. Non per desiderio di un processo postumo alle
persone, precisa Pappe nella prefazione: "Io accuso, ma faccio
anche parte della storia che è condannata. Mi sento insieme
responsabile e parte della storia e sono convinto che un simile
doloroso viaggio nel passato sia il solo percorso se vogliamo
creare un futuro migliore per tutti noi, palestinesi e
israeliani. Di ciò tratta, in fondo, questo libro". (ANSAmed).
2008-04-28 16:16