MAROCCO: RAMADAN E' VICINO, CACCIA A PRODOTTI ALIMENTARI
(ANSAmed) - RABAT, 27 AGO - Con il Ramadan alle porte, i
cittadini marocchini fanno incetta di prodotti alimentari per
evitare di rimanerne a corto, mentre il governo di Rabat tenta
di trovare una soluzione e evitare, così, che il Paese rimanga
privo di scorte. Dal 2007 a oggi, spiegano gli esperti, la
crescita esponenziale dei prezzi dei prodotti alimentari sui
mercati mondiali non ha risparmiato l'economia del Regno alauita
e l'inizio del mese sacro islamico - previsto quest'anno per il
1 settembre - non ha di certo facilitato le cose. Prima ancora
che abbia inizio il periodo di digiuno e riflessione, tantissime
donne affollano i mercati in cerca degli ingredienti per
preparare piatti tradizionali come la chabbakia (dolce a base di
miele e sesamo) o la harira, minestra a base di ceci,
lenticchie, carne, profumata al coriandolo e alla curcuma. I
pochi mercati che riescono ancora a far fronte alla domanda di
derrate, però, non regalano i loro prodotti, come dimostra ad
esempio il rincaro delle sardine, salite a 1.80 euro al chilo,
costo eccessivo per le tasche della maggioranza dei marocchini.
Secondo i dati dati diffusi dal Haut Commissariat au Plan
(Hcp, Alto Commissariato per la Pianificazione), in luglio, i
prezzi dei prodotti alimentari sono cresciuti del 9,1 per cento,
mentre quelli dei prodotti non alimentari sono aumentati
dell'1,8 per cento. Sempre lo scorso mese, sottolinea l'Hcp,
l'indice generalizzato dei prezzi è cresciuto del 5,1 per cento
rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Per questo
motivo, dal 16 agosto scorso il governo di Rabat ha deciso di
sospendere le tariffe doganali sulle importazioni di farina in
modo da garantire una certa stabilità dei rifornimenti e dei
prezzi di cereali durante il Ramadan. Nei primi sei mesi del
2008, per importare 1,9 milioni di tonnellate di grano - due
volte il quantitativo importato nello stesso periodo del 2007 -
il Marocco ha speso 570 milioni di euro. (ANSAmed).
2008-08-27 09:07