MO: GAZA; MONDO ARABO SI MOBILITA CONTRO IL BLOCCO
(di Remigio Benni)
(ANSA) - IL CAIRO, 4 DIC - Dalle vivaci proteste nelle
università egiziane, innaffiate dagli idranti e disperse dai
manganelli della polizia, alle navi cariche di medicinali e
generi alimentari, che non arrivano a destinazione, passando per
le tensioni tra gli integralisti di Hamas e gli intransigenti di
Fatah: tutto il mondo arabo è mobilitato a tentare di forzare
il blocco imposto da Israele ormai da due anni sulla Striscia di
Gaza. Con particolare impegno per la grande festa musulmana del
'Gran Bayram' (secondo l'espressione turca) o Eid el Ahda (più
marcatamente islamica) che chiude il periodo del gran
pellegrinaggio alla Mecca.
Già la Libia aveva tentato di inviare la nave Al Marwa con
3.000 tonnellate di aiuti a Gaza, proprio per rifornire i
palestinesi della Striscia con generi che non hanno la
possibilità di importare diversamente. Il battello è stato,
però, dirottato dalla Marina israeliana verso il porto egiziano
di Al Arish. L'ambasciatore libico all'Onu, Giadallah Ettalhi,
ha accusato allora Israele di aver compiuto "un atto di
pirateria", chiedendo al Consiglio di Sicurezza di "prendere
le misure necessarie".
La Lega Araba si è subito manifestata solidale con la Libia
invitando il Consiglio Onu ad "adottare misure per mettere fine
al blocco" ed a garantire al cargo libico ed al suo equipaggio
la continuazione del suo viaggio "in sicurezza" e lo sbarco
dei suoi generi di assistenza a Gaza.
Nelle stesse ore arrivano da Doha e da Amman notizie secondo
le quali un'associazione qatariota e i Fratelli Musulmani
giordani stanno preparando navi da inviare a Gaza, Il capo della
confraternita giordana, Hamam Saaid, ha annunciato per il 20
dicembre la partenza di un cargo dal porto di Aqaba, invitando i
cittadini a donare cibo, medicine e fondi per il viaggio,
nell'ambito della "Campagna Nazionale per rompere l'embargo su
Gaza", definito "operazione di pulizia etnica e crimine contro
l'umanità ".
Le azioni arabe fanno riferimento anche alle dichiarazioni di
agenzie dell'Onu, l'Unrwa in particolare, secondo le quali a
Gaza si rischia una "catastrofe umanitaria", perché gli aiuti
che arrivano nella Striscia non sono sufficienti.
Ma i governi dell'area sembrano prendere le distanze
dall'attivismo dei sostenitori. Camion carichi di merci per la
Striscia di Gaza organizzati al Cairo dai Fratelli Musulmani
sono stati bloccati dalla polizia e hanno dovuto fare marcia
indietro. Hamas ha fatto fallire di recente i colloqui
interpalestinesi per i quali il capo dei servizi segreti
egiziani, Omar Suleiman, aveva tessuto una faticosa trama di
impegni, arenatisi sullo scoglio del riconoscimento da parte
degli integralisti del ruolo del capo di Al Fatah e presidente
dell'Autorità palestinese, Mahmud Abbas (Abu Mazen), come capo
assoluto del popolo palestinese e interlocutore unico di
Israele. E su questo stesso fronte l'integralista Hamas è
arrivata a bloccare i pellegrini di Gaza che dovevano transitare
per l'Egitto alla volta della Mecca, accusando Abbas di aver
dato i visti per l'Arabia Saudita solo ai suoi seguaci: 3.000 su
19.000 abitanti di Gaza. Piccolo numero rispetto ai 2 milioni e
mezzo di pellegrini che Riad si prepara ad accogliere.
(ANSAmed).
2008-12-04 19:29