SLOVENIA: ELEZIONI, PARTITI MINORI L'AGO DELLA BILANCIA
(ANSAMED) - LUBIANA, 18 SET - Circa 1,7 milioni di sloveni
aventi diritto al voto sono chiamati domenica a eleggere il
sesto parlamento dall'indipendenza raggiunta nel 1991, e
scegliere se dare la fiducia per altri quattro anni al primo
ministro Janez Jansa, leader del centro-destra, o avere per la
prima volta a capo del governo un socialdemocratico, Borut
Pahor.
Nonostante i sondaggi indichino un chiaro vantaggio del
Partito democratico (Sds) di Jansa, circa 30 per cento contro il
22 di Pahor, sembra che la formazione del futuro governo
dipenderà dai risultati dei partiti minori dei due
schieramenti.
Gli analisti politici di Lubiana prevedono, oggi nei commenti
pubblicati sui maggiori quotidiani, un "lungo e difficile"
periodo di negoziati post-elettorali "che potrebbe durare anche
mesi". Tale situazione potrebbe crearsi perché il presidente
della repubblica Danilo Tusk dovrà dare l'incarico di formare
il governo a chi otterrà la maggioranza relativa, secondo i
sondaggi Jansa, ma i partiti d'opposizione, i Democratici
sociali di Pahor (Sd) e le due formazioni liberali (Zares e i
Liberaldemocratici), insieme otterrebbero più della metà dei
deputati.
Nella campagna elettorale Jana ha insistito sulla sua
"ottima gestione del semestre di presidenza europea" e sui
risultati economici del suo governo: una crescita annua in media
5,5 per cento, una bassa disoccupazione e per la prima volta
negli ultimi 15 anni un surplus del budget dello Stato.
Pahor ha invece accusato il suo rivale di essere "autoritario
e arrogante", di favorire ambienti imprenditoriali vicini al
suo partito e di non aver saputo gestire l'economia negli ultimi
mesi di crisi quando l'inflazione ha raggiunto l'8 per cento, la
più alta nella zona euro. (ANSAmed).
2008-09-18 18:59