EMIRATI: DELMA, ISOLA DELLE PERLE, RISCHIA DI MORIRE ***
(di Alessandra Antonelli)
(ANSAmed) - DUBAI, 25 AGO - Fuori dalla rotta dello shopping
glamour, della girandola dei divertimenti chiassosi e delle
resort d'elite per soli vip, Delma, isola a 30 km al largo di
Abu Dhabi dove tradizione e modernità tentano un difficile
equilibrio sostenibile, atmosfere e ritmi del passato cedono
velocemente il passo alle necessità del futuro. Con un rischio
fatale: la scomparsa di un pezzo fondamentale della storia
degli Emirati Arabi Uniti (Eau).
L'emigrazione dall'isola, 50 km quadrati per 4.800 abitanti,
procede a passi sostenuti in un altalenare che riflette la sue
passate fortune. I 250 residenti censiti nel 1975 erano
diventati diecimila appena un decennio più tardi. Agli inizi
del 2001 tuttavia erano già di nuovo quasi dimezzati, partiti
verso una madre patria lanciata in un sviluppo economico che
prometteva istruzione e buone opportunità di lavoro.
Ma uno degli edifici più antichi di Delma, la residenza di
Mohammad El Markhi, tra i più ricchi ed influenti commerciati
di perle del Golfo Arabico dell'800, racconta ancor prima, di
una Delma importante centro di pesca e smercio delle perle.
Grazie alla sua strategica posizione a sud est del Golfo, Delma
ha garantito a lungo rifugio sicuro ai numerosi velieri e
mercanti che transitavano nella regione, offrendo affollati
mercati lungo le coste e provvigioni di acqua dalle sue naturali
falde acquifere.
Lo sconvolgimento economico e sociale portato dalla scoperta
del petrolio ha travolto anche Delma. Un lento declino degli
affari e dei traffici marini ha spento l'isola, sulla quale
finirono per rimanere solo pochi pescatori fino a quando lo
sceicco Zayed, negli anni '70, decise che Delma non poteva e non
doveva morire. Non poteva, ricordava lo sceicco padre fondatore
dei moderni Eau, per il suo illustre passato, per le falde
acquifere di cui abbondava e perche' rappresentava il 60 per
cento dell'economia dello stato di Abu Dhabi.
Oggi i numeri sono ben diversi, i collegamenti approssimativi
e i servizi essenziali. Per un'adeguata istruzione, per acquisti
più articolati, per occasioni di cultura e di svago occorre
viaggiare verso la terraferma. Qualcuno per sempre qualcuno per
poi ritornare ma con un bagaglio di esperienza e di aspettative
che produce crepe nell'armonia inter-generazionale dell'isola.
La rinascita di Delma potrebbe passare per un rilancio
turistico, dicono le autorità : siti archeologici che
riavvolgono il tempo fino a settemila anni fa, quiete, spiagge
ancora intatte e nugoli di pescatori affaccendati nella
produzione di "gargur", la tipica rete da pesce sferica che
perfino il Qatar viene a comprare qui. Un progetto vissuto con
entusiasmo e scetticismo. Facilitare e alleggerire la vita
sull'isola è un'ambizione a cui aspirano in molti, ma
altrettanto chiari appaiono i rischi che un turismo troppo
pesante potrebbe arrecare al delicato microcosmo di Delma.
Intanto il Consiglio per lo sviluppo tenta di arginare la
situazione favorendo uno sviluppo che renda più vivibile
l'isola: piccoli progetti turistici, assistenza per le piccole e
medie imprese e piani per una istruzione che sfrutti le ultime
possibilità dell'informazione tecnologica. (ANSAmed).
2008-08-25 16:36