TERRORISMO: SI' EX-IMAM VARESE A ESTRADIZIONE IN MAROCCO
(ANSAmed) - MILANO, 20 AGO - E' stato un gesto "di grande
dignita", per il suo legale, quello dell'ex imam di Varese
Abdelmajid Zergout che oggi, davanti ai giudici della Corte
d'appello di Milano, ha scelto di accettare l'estradizione in
Marocco, dove, per l'avvocato Luca Bauccio, avrà sorte incerta
e rischia la tortura.
Il colpo di scena è arrivato in mattinata, dopo che, nei
giorni scorsi, Zergout, sposato e padre di tre figli, era stato
raggiunto da un ordine di arresto del procuratore del re di
Rabat (Marocco) per vari reati a sfondo terroristico.
Poteva opporsi all'estradizione, ma "con grande dignità e
dolore" ha deciso di non farlo e di accettare il giudizio della
magistratura del suo Paese, anche se non è chiaro di che cosa
sia accusato, forse di legami con i gruppi che misero a segno
gli attentati di Casablanca e Madrid, anche se nei due processi
su quegli eccidi, già conclusi, il suo nome non comparve mai.
"Il pericolo della tortura fisica che potrebbe subire in
Marocco - ha argomentato Bauccio - è diventato secondario
rispetto a quella psicologica subita in questi dieci anni in
Italia".
Assolto due volte, l'ex imam "era stanco di dover recitare
la parte del colpevole" e ha deciso di "porre fine al suo
Calvario". Zergout fu assolto una prima volta nel 1999 a
Bologna per associazione a delinquere con finalità di
terrorismo, in un epoca in cui non esisteva il reato di
terrorismo internazionale (270 bis del Codice penale). Il pm non
impugnò la sentenza in appello e l'assoluzione divenne
definitiva. L'ex imam fu poi assolto il 25 maggio del 2007
dall'accusa di aver creato una cellula legata al Gruppo islamico
combattente marocchino (Gicm) e con motivazioni di questo
tenore: le prove raccolte nel processo erano "scarne,
equivoche, incerte e incomplete, assolutamente inidonee a
fondare una condanna". Inoltre, non era emersa "alcuna prova
di concreti obiettivi criminosi presi di mira dagli imputati,
né delle concrete attività da costoro poste in essere per dar
corso ai loro propositi, nemmeno a livello di atti preparatori
o, comunque, funzionali alla loro esecuzione". Il pm Elio
Ramondini ha presentato impugnazione in appello: nel processo
mancarono due rogatorie, una in Francia, l'altra in Marocco per
sentire due persone. I giudici attesero una risposta per oltre
un anno e decisero di annullare le rogatorie, a fronte anche di
due anni di carcerazione preventiva degli imputati. Ora Bauccio
commenta: "L'autorità giudiziaria marocchina non rispose mai
al quella richiesta rogatoriale. Perché, se poteva servire ad
accertare i reati?".
Zergout, probabilmente in tempi brevi, sarà estradato in
Marocco e, qualora nel processo di secondo grado fosse
condannato, dovrebbe tornare in Italia per scontare la pena. Su
questo, però, Bauccio non nutre speranze: "Una volta là non
tornerà più indietro". (ANSAmed).
2008-08-20 17:36