TERRORISMO: ARRESTATO IMAM VARESE SU RICHIESTA MAROCCO
(ANSAmed) - VARESE, 18 AGO - Il Marocco vuole in patria
Abdelmajid Zergout, imam di Varese, conosciuto anche come Abou
Al Barà , per contestargli pesanti ipotesi di reato. E per
questo oggi il marocchino è stato arrestato a Varese.
I passaggi burocratici sono stati assai celeri. Il 31 luglio
la Procura del Re presso la Corte di Appello di Rabat ha emesso,
nei confronti di Abdelmajid Zergout, un mandato di arresto ai
fini estradizionali in Marocco. Attraverso l'Interpol il
provvedimento è stato quindi inserito nella banca dati della
Polizia italiana il 16 agosto, e già nel pomeriggio di sabato
gli agenti della Digos erano a Malnate, nell'abitazione di
Zergout.
Nella perquisizione sono stati sequestrati un computer
portatile e alcuni documenti in arabo, che verranno tradotti per
accertamenti: l'imam, 43 anni, è stato arrestato e condotto nel
carcere varesino dei Miogni in attesa di conoscere il suo
destino. La notizia è stata diffusa solo oggi.
Le accuse nei suoi confronti sono di associazione a
delinquere finalizzata alla preparazione e alla commissione di
attentati terroristici, banda armata finalizzata a sovvertire
l'ordine pubblico e finanziamento al terrorismo.
Quali siano gli episodi contestati all'imam non è ancora
dato sapere con precisione, almeno a Varese. Certo è però che
Zergout potrà essere estradato soltanto se la Corte d'appello
di Milano, competente per territorio, convaliderà il suo
arresto provvisorio, valutando se ci siano le condizioni perché
l'uomo possa essere consegnato alle autorità di Rabat.
Il difensore del marocchino, l'avvocato milanese Luca Bauccio,
dà del caso una lettura non giudiziaria: "é l'ennesima
dimostrazione di come si possano fabbricare accuse ad hoc per
motivi politici", ha commentato.
Bauccio è lo stesso legale che assisté Zergout a Milano nel
processo con accusa di terrorismo internazionale che si è
concluso con l'assoluzione per mancanza di prove, un anno fa,
dopo che l'imam aveva passato due anni in carcere con altri
presunti complici accusati di aver costituito una cellula del
Gruppo islamico combattente marocchino. Era stato assolto anche
perché non era stato possibile ottenere per tempo le risposte
alle rogatorie internazionali. Comunque sia, Zergout riuscì a
evitare attraverso una serie di ricorsi, anche l'espulsione
decisa, qualche giorno dopo la sentenza, dal ministero
dell'Interno. E adesso - ha annunciato Bauccio - "ci
opporremo" a questo provvedimento.
Uomo schivo, con una famiglia e una casa 'normale', di
Abdelmajid Zergout si parlò nel marzo 2004: alcune
indiscrezioni di stampa lo indicarono addirittura fra le menti
degli attentati dell'11 marzo a Madrid. Ne uscì pulito,
l'inchiesta di fatto non lo coinvolse. Zergout, allora, disse
parole che è facile credere confermi oggi: "Non sono un
terrorista, ma sono terrorizzato dall'idea di essere estradato
in Marocco". Paura di torture. "Io - spiegò - sono sempre
stato un oppositore del regime marocchino, ma con mezzi
pacifici". La questione è ora in mano alla Corte d'Appello di
Milano. (ANSAmed).
2008-08-18 17:48