CINEMA: MEDITERRANEO, SET NATURALE A CACCIA RILANCIO***
(di Chiara Spegni)
(ANSAmed) - BRUXELLES, 9 FEB - Un mix di città millenarie e
moderne, paesaggi lunari e oasi nel deserto, panorami mozzafiato
e mare da cartolina: il Mediterraneo è un set cinematografico
naturale per tutti i gusti, grandi saghe da record di incassi e
piccoli capolavori. Si va dalle dune di Tataouine in Tunisia,
tappa di pellegrinaggio obbligata per i fan di "Star Wars", ad
Antibes sulla Costa Azzurra o Taormina in Sicilia, per tuffarsi
nello stesso mare de "Le Grand Bleu".
A fare il punto su contatti utili, location, studios e
opportunità per l'industria del cinema in sei Paesi nell'area
del Mediterraneo (Egitto, Francia, Spagna, Libano, Tunisia e
Marocco) a caccia di un rilancio, è la guida "The
Film-Friendly Mediterranean" realizzata dal progetto MovieMed,
che è finanziato dall'Ue con un budget di 9 milioni di euro per
promuovere investimenti e rafforzare la collaborazione fra le
imprese nel settore audiovisivo.
Quali sono le ricadute economiche delle riprese per un
territorio? Tra il 15% e il 25% del costo complessivo del film e
tra il 25% e il 40% del costo di fabbricazione. Il primo punto a
favore del Mediterraneo come set per l'audiovisivo è quello di
clima e luce favorevoli: basti pensare a 300 giorni di sole
l'anno in Tunisia, Marocco, Egitto e Libano. All'offerta si
aggiungono paesaggi variegati e caratteristici, patrimonio
storico, manodopera qualificata, strutture ricettive e in alcuni
casi anche politiche favorevoli e incentivi, inclusi sgravi
sulle tasse.
L'Egitto ha una tradizione cinematografica forte, festival
internazionali, professionisti e studios affermati, set che
vanno dalle piramidi del Cairo alle oasi del deserto, fino alle
coste del Mar Rosso. L'industria egiziana vale 60 milioni di
dollari, di cui 10 di film stranieri, specie americani. I
professionisti spagnoli contano su aiuti europei e nazionali (70
milioni di euro dallo Stato e 30 milioni di euro dalle regioni),
oltre a set di città storiche e moderne, mare e montagna.
Sia in Spagna che in Francia le produzioni straniere possono
rivolgersi ad uno sportello unico, le commissioni nazionali per
il Film. I francesi offrono aiuti ai progetti locali e
facilitazioni fiscali per le spese a quelli stranieri, oltre a
vantare una produzione leader in Europa e località note in
tutto il mondo.
Ancora da sviluppare è il settore in Libano, in piena
effervescenza soprattutto per pubblicità , video e serie
televisive. Di fatto non ci sono investimenti pubblici, mentre
un film straniero può essere realizzato con un 80% di
manodopera locale. Il cinema si finanzia allora con coproduzioni
o produzioni al 100% straniere, in particolare francesi. Altro
contesto quello del Marocco, che nel 2008 ha avuto circa 100
milioni di dollari di profitti indiretti legati a produzioni
internazionali.
A caccia di nuovi investimenti, il governo ha lanciato misure
utili, come mettere a disposizione il personale dell'esercito in
uniforme come comparsa, facilitazioni per le pratiche doganali e
il rilascio dei permessi per le riprese, ma anche l'esonero
dall'Iva per beni e servizi. La regione di Souss, con la nascita
di una commissione ad hoc, mira a diventare il principale set in
Africa entro il 2016.
Non mancano esperienze di cinema con grandi firme straniere
in Tunisia, dall'ultimo "Baaria" di Giuseppe Tornatore del
2009 al "Paziente inglese" di Anthony Minghella nel 1996. La
produzione locale per ora punta soprattutto sulla televisione,
con fiction molto popolari. Per dare una mano al settore cinema,
che offre una manodopera a buon mercato, ad aprile 2009 è nato
uno sportello unico per le autorizzazioni alle riprese.
(ANSAmed).
2010-02-09 17:19