INDUSTRIA: PORTOGALLO INVESTE IN SETTORE CERAMICA LUSSO ***
(ANSAmed) - ROMA, 30 NOV - Investire nel mercato del lusso
può diventare un modo per fare fronte alla crisi mondiale.
Questa è la politica intrapresa dai maggiori produttori di
ceramica del Portogallo, la cui economia è stata
particolarmente colpita dalla contingenza economica
internazionale.
Il settore, stando a quanto rende noto l'ICE di Lisbona, è
composto da 703 imprese con un volume d'affari superiore a 1,2
miliardi di euro. Le esportazioni della ceramica rappresentano
da sole il 48,4% della produzione nazionale e l'1,58% delle
esportazioni nazionali, pari ad un valore di 593 milioni di
euro.
La Porcel, impresa portoghese di Oliveira do Bairro, si sta
specializzando nella produzione ed esportazione di ceramica di
lusso. A tale scopo, infatti, è destinato il 70% della sua
produzione annuale, un terzo della quale è rivolto al mercato
del lusso internazionale. A ulteriore conferma di ciò,
l'azienda ha vinto il concorso internazionale per la fornitura
di 5.000 pezzi per uno dei treni più lussuosi del mondo, il
Marajah Express, che attraverserà l'India a partire dal
prossimo anno.
Scelte analoghe sono state fatte dalla Faria & Bento, che
esporta addirittura il 98% della sua produzione e che ha avuto
il riconoscimento internazionale di "marca portoghese del
settore alberghiero più conosciuta al mondo".
Anche se le più antiche figurine di ceramica risalgono alla
preistoria, la lavorazione di questo materiale è ben presto
diventato prerogativa di manifatture imperiali o regali. E'
questo il caso delle ceramiche e delle porcellane cinesi, che
gli imperatori distribuivano come doni per sviluppare e
implementare i rapporti diplomatici. Gli ottomani si sforzarono
di imitare la bellezza e la raffinatezza cinesi, raggiungendo un
livello ottimale con la ceramica di Iznik, la cui lavorazione fu
incoraggiata da Solimano il Magnifico.
In Europa, il primo tentativo di produrre della porcellana fu
fatto nella Firenze medicea. Tuttavia, soltanto all'inizio
XVIII secolo, in Germania, fu scoperta la combinazione di
ingredienti e la lavorazione necessaria a produrre i raffinati
manufatti. Da allora, come in Cina, la lavorazione di ceramica e
porcellana è rimasta la prerogativa di opifici reali. Ne sono
un esempio le storiche manifatture di Sevres in Francia e di
Capodimonte in Italia.
Attualmente le cose non sembrano essere cambiate di molto.
Infatti, il mercato di lusso della ceramica resta ancora
prerogativa di case reali, emiri e della Casa Bianca, forse
moderni mecenati, di sicuro facoltosi clienti.
2009-11-30 16:54