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EXPO 2008: ARCHITETTURA DIGITALE SCOLPITA SU ACQUA
(di Paola Del Vecchio) (ANSAmed) - MADRID, 12 GIU - Un edificio con pareti e il tetto fatti interamente d'acqua e controllato digitalmente. E' l'avveniristico Digital Water Pavillon disegnato per la Expo Saragozza 2008 dagli architetti italiani Carlo Ratti associati e dal Mit, il prestigioso Istituto Tecnologico del Massachusetts di Boston. E' uno dei fiori all'occhiello dell'Esposizione internazionale dedicata all'acqua e allo sviluppo sostenibile, che sara' inaugurata domani sera a Saragozza dal re Juan Carlos, dal premier Jose' Luis Rodriguez Zapatero e dai rappresentanti dei 106 Paesi ospitati. Prima ancora dell'apertura, che avverra' questa sera alle 23 nel recinto della Expo, il Padiglione dell'Acqua Digitale e' stato scelto dalla rivista Time come ''migliore invenzione dell'anno'' nell'architettura. Un successo per Carlo Ratti, 37 anni, che fa continuamente la spola fra Torino, dove ha sede il suo studio professionale, e Boston, dove dirige il laboratorio di ricerca del Mit ''SENSEable City Laboratory''. Ratti ha partecipato fin dall'inizio alla realizzazione dell'esposizione di Saragozza. La struttura da lui progettata, che ospita un'area di 330 metri quadri e due ''scatole'' di 12 e 30 mq, che accolgono un centro informazioni e una caffetteria con terrazza, e' un esempio fra i piu' avanzati di applicazione delle tecnologie digitali alla citta'. La si incontra all'arrivo alla Expo: camminando per il Paseo del Agua, ci si trova davanti un edificio col tetto al livello del suolo su un sottile strato d'acqua. ''Il visitatore prova curiosita' e si avvicina - spiega Ratti - e qualcosa comincia a prendere corpo: il tetto si alza mentre tende d'acqua ai lati cominciano a cadere e le parenti vanno prendendo forma. Una volta dentro, ci si trova davanti a uno spazio tridimensionale, interattivo e fluido'. Pareti d'acqua che, quando ci si avvicina, si aprono per lasciarti passare''. ''Si tratta di tende liquide - aggiunge - che non solo possono essere programmate per scrivere e visualizzare immagini sull'acqua, ma anche per sentire un oggetto o una persona ed aprirsi automaticamente per farlo passare. Per comprendere il concetto di acqua digitale - aggiunge - immaginate una stampante a getto d'inchiostro su larga scala in grado di controllare le gocce che scendono a cascata''. Le pareti d'acqua che compongono la struttura consistono in una fila di valvole stenoidi disposte lungo un canale sospeso in aria. Un sistema di controlli digitale consente l'apertura e la chiusura delle valvole ad altra frequenza. L'effetto e' quello di una cascata d'acqua che si interrompe in alcuni punti specifici, creando uno schermo nel quale i pixel che disegnano le immagini non sono luminosi, ma fatti di aria ed acqua. L'intera superficie e' una sorta di display digitale. Ma non lo sono solo le pareti: anche il tetto del padiglione e' formato da uno strato d'acqua. Ratti l'ha immaginato come una struttura mobile, sostenuta da pistoni idraulici che, a seconda della necessita', consentono di alzarlo ed abbassarlo. Non e' un caso che gli organizzatori della Expo Saragozza 2008 abbiano incaricato della costruzione non un'impresa di ingegneria civile convenzionale, ma la Siemens, leader mondiale in questo tipo di tecnologie. ''Il sogno dell'architettura digitale - commenta Carlo Ratti - consiste da sempre nella creazione di edifici interattivi e continuamente riconfigurabili, spazi che possono essere ampliati o ristretti. Effetti che sono difficilmente realizzabili con cemento o mattoni, ma che possono diventare una realta' grazie all'acqua digitale, in grado di comparire e scomparire''. Il Digital Water Pavillon e' l'autentica vetrina del ''Miglio Digitale'', il grande progetto della post-Expo di Saragozza, il quartiere dell'altra tecnologia, con un milione di metri quadrati destinati all'innovazione, che sara' uno dei simboli della Spagna del XXI secolo.