UE: SAGGI, NECESSARIO RILANCIARE NEGOZIATI CON TURCHIA

(ANSAmed) - BRUXELLES - Rilanciare i negoziati di adesione
con Ankara, finiti da quattro anni in un circolo vizioso:
questo l'appello lanciato oggi a Bruxelles dai ''saggi''
della Commissione indipendente sulla Turchia.
I saggi - l'ex presidente finlandese e premio Nobel per la
pace Martti Ahtisaari; gli ex commissari Ue Emma Bonino,
Italia, e Hans van den Broek, Olanda; l'ex premier francese
Michel Rocard; l'ex ministro degli Esteri spagnolo Marcelino
Oreja; l'ex segretario generale agli Esteri austriaco Albert
Roahn - hanno presentato il rapporto ''Turchia in Europa,
rompere il circolo vizioso'', cogliendo l'occasione per fare
il punto sugli ultimi turbolenti anni nei rapporti tra Ankara
e la Ue.
Il tutto partendo da un ''paradosso'', ha sottolineato il
relatore Rohan: ''Da quando i negoziati sono iniziati nel
2005, il circolo virtuoso in atto si e' trasformato in un
circolo vizioso''. Le cause di questa inversione di rotta
sono diverse: la spina di Cipro, con il referendum per la
riunificazione dell'isola del 2004 fallito per il ''no'' dei
greco-ciprioti, il rallentamento delle riforme ad Ankara, ma
anche ''l'opinione contraria all'ingresso della Turchia da
parte di diversi leader europei e dell'opinione pubblica di
molti Paesi''.
Le posizioni dei leader, ha detto ancora Rohan, ''sono in
chiara contraddizione con la decisione unanime di aprire i
negoziati di adesione presa dai capi di Stato e di governo
nel dicembre 2004. Questa attitudine - ha aggiunto Roahn - ha
dato alla Turchia l'impressione di non essere ben voluta, di
essere trattata in maniera diversa dagli altri candidati. Ma
questo approccio e' anche contrario agli interessi europei:
la Turchia e' un Paese strategico per le rotte energetiche,
per la presenza in Caucaso, per la forza economica nell'Asia
Centrale ed il peso negoziale in Medio Oriente''.
Il risultato e' che ora oltre la meta' dei 35 capitoli dei
negoziati di adesione sono bloccati o per il veto di Cipro,
come risposta alla mancata piena applicazione da parte turca
del Protocollo di Ankara, che regola le relazioni doganali
con i 27, o per il blocco imposto in maniera informale da
altre capitali.
La Francia ha bloccato cinque capitoli preferendo puntare
al partenariato e non all'integrazione. Anche Austria,
Germania ed Olanda hanno posizioni politiche o opinioni
pubbliche in gran parte contrarie ad un ingresso turco nella
Ue.
Quanto all'Italia, Bonino ha sottolineato come
''ultimamente, per la prima volta, si sono sentite prese di
posizione contrarie, molto, molto nette da parte della Lega
Nord''. Per questo l'ex commissario Ue chiede a Berlusconi di
''mediare'' all'interno del governo in modo da definire una
posizione chiara in vista del vertice Ue del 9-10 dicembre in
cui verranno definiti i prossimi passi nel negoziato di
adesione.
Per Emma Bonino la questione, posta a piu' riprese,
''dell'identita' e' un alibi per non dire altro, per non dire
che sono musulmani, che sono 80 milioni''. ''Mi viene sempre
da dire - insiste l'esponente radicale - qual e' l'identita'
europea? Per me, da spinelliana, l'Europa si identifica come
Stato di diritto, divisione dei poteri, democrazia, societa'
aperta; non credo che l'Europa sia un progetto religioso o un
progetto geografico''. In questo contesto negativo, segnali
per un cambio di tendenza sono pochi, ad esempio la ripresa
del dialogo turco-armeno.
Ma, sostengono i 'saggi', ''e' necessario uno sforzo, ci
vogliono buone notizie dalla Turchia, sul piano delle
riforme, e maggior senso di responsabilita' da parte di
autorita' e media europei''. ''Non e' in gioco solo la
credibilita' europea verso la Turchia - ha concluso Ahtisaari
-, ma anche il ruolo internazionale della Ue''. (ANSAmed).