ALGERIA: AUTORIZZATA PRIMA ASSOCIAZIONE RELIGIOSA EBRAICA

(di Laura De Santi)
(ANSAmed) - ALGERI - Per la prima volta e' stata
autorizzata in Algeria un'associazione che rappresenta la
religione ebraica nel Paese maghrebino. Una decisione che,
secondo il giornale El Khabar potrebbe ''provocare reazioni
violente'' da parte delle frange piu' estremiste della
societa'. La nuova associazione che rappresentera' la
comunita' ebraica, ha annunciato il portavoce del ministero
degli Affari religiosi, Mohamed Fellahi, sara' guidata da
Roger Siad, non un rabbino, ma una ''personalita' religiosa,
culturale che partecipera' a numerosi eventi in Algeria''.
Autorizzata nel quadro della legge del 2006 che regola il
culto non musulmano in Algeria, l'associazione lavorera' in
collaborazione con il ministero anche per il restauro delle
tombe ebraiche che si trovano principalmente a Costantina
(est), Blida e Tlemcen (ovest). Venticinque sinagoghe sono
state censite dalle autorita', in diverse regioni, anche se
la maggior parte resta inutilizzata per ''la paura di
celebrare delle cerimonie vista la situazione attuale del
Paese''. La questione degli ebrei d'Algeria, segnale il piu'
importante quotidiano arabofono algerino, resta infatti un
soggetto tabu' sia a livello politico che sociale : non si
conoscono ne' il numero degli ebrei algerini, ne'
personalita' pubbliche ebree. La comunita' ebraica, ridotta
ai minimi termini prima con il grande esodo verso la Francia
con l'indipendenza algerina nel 1962 - con il decreto
Crimeaux del 1870 era stata data la nazionalita' francese a
circa 40 mila ebrei algerini -, poi dalla fine degli anni '80
con l'imporsi delle correnti islamiche piu' radicali,
continua a nascondersi. Basta pensare alle polemiche che si
scatenano ad ogni annuncio di una possibile visita nel Paese
del cantante ebreo di origine algerina, Enrico Macias, o ai
continui attacchi contro Lions Club o Rotary club, accusati
di finanziare Israele, o ancora alle reazioni, ricorda El
Khabar, per la stretta di mano tra il presidente Abdelaziz
Bouteflika e Ehud Barak ai funerali di Hassan II nel 1999. La
creazione di un'associazione per chi pratica un culto non
musulmano e' comunque d'obbligo in Algeria. La legge del 28
febbraio 2006, inasprita ulteriormente con un decreto del
maggio 2007, obbliga chi ''pratica una religione diversa
dall'Islam a costituire un'associazione a carattere religioso
per esercitare liberamente il suo culto e a chiedere permessi
per la celebrazione delle cerimonie che devono tenersi in
luoghi autorizzati''. Sono inoltre previsti dai due ai cinque
anni di prigione e multe fino a 10 mila euro per chiunque
''tenti di convertire un musulmano ad un' altra religione''.
Una legge, secondo gli osservatori, creata ad hoc per frenare
le attivita' di proselitismo portate avanti dalle comunita'
evangeliche finite piu' volte nel mirino delle autorita'.
(ANSAmed).